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Venezia e la cartografia del Quattrocento

Cartografia

CONFERENCE: Venezia e la nuova oikoumene. Cartografia del Quattrocento, Convegno Internazionale, Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Vestibolo della Libreria Sansoviniana (ingresso da Piazzetta San Marco 13/a) e Centro Tedesco di Studi Veneziani, Palazzo Barbarigo della Terrazza (S. Polo 2765/a, Calle Corner). Convegno organizzato insieme all’Università di Kassel, con il sostegno della Fritz Thyssen Stiftung. A cura di Ingrid Baumgärtner (Università di Kassel) e Piero Falchetta (Biblioteca Nazionale Marciana).

Nel primo Quattrocento la riscoperta di Tolomeo da parte dell’Occidente latino rappresentò un salto evolutivo di straordinaria importanza nella storia della geografia in generale e in quella della cartografia in particolare.

Nel clima di rinnovamento culturale avviato nel XV secolo, un ruolo molto importante nel campo delle conoscenze geocartografiche fu interpretato da Venezia, luogo per eccellenza d’incontro e di “contaminazione” dei saperi, nel quale le antiche tradizioni letterarie, le esperienze marinaresche e la scienza “ritrovata” di Tolomeo furono accolte e pariteticamente rielaborate nel tentativo di pervenire all’individuazione di una nuova figura del mondo.

Il convegno, che ha carattere internazionale, si propone di esplorare l’intreccio di apporti e di esperienze di questo periodo, esaminando da un lato lo specifico delle conoscenze e delle pratiche, e dall’altro l’interazione fra esse, fino al prevalere del metodo tolemaico riscritto dal riesame critico che i contemporanei ne fecero.

In questo giro d’orizzonte, che ha Venezia come centro ideale, saranno inoltre messe a fuoco alcune direttrici di comunicazione e di scambio della Serenissima con il mondo ottomano, le esperienze cartografiche maiorchine, le esplorazioni atlantiche portoghesi, le innovazioni scientifiche e i programmi culturali del mondo tedesco.

PROGRAMMA

8 ottobre 2013, ore 15.00 – Biblioteca Nazionale Marciana
* Maurizio Messina (Direttore della Biblioteca Marciana), Ingrid Baumgärtner (Universität Kassel) e Piero Falchetta (Biblioteca Nazionale Marciana), Introduzione.

Definizione e rappresentazione dello spazio geografico
Presiede Gerardo Ortalli (Università Ca’ Foscari, Venezia)
* Laura Federzoni (Università di Bologna), La Geografia di Tolomeo fra edizioni manoscritte ed edizioni a stampa nei secoli XV e XVI
* Angelo Cattaneo (Universidade Nova de Lisboa), Costruzione dello spazio e serialità grafica. Il manoscritto marciano It. VI, 24 (=6111)
* Ramon J. Pujades i Bataller (Archivio della Corona di Aragona, Barcelona), Mappaemundi veneziane e catalane del Basso Medioevo: due rami diversi nati da uno stesso tronco.

9 ottobre 2013, ore 9.15 – Centro Tedesco di Studi Veneziani
* Sabine Meine (Direttrice, Centro Tedesco di Studi Veneziani) e Ingrid Baumgärtner (Universität Kassel), Introduzione.

Articolazione del concetto di spazio: cartografia e navigazione
Presiede Reinhold Mueller (Università Ca’ Foscari, Venezia)
* Patrick Gautier-Dalché (Institut de recherche et d’histoire des textes, Paris), Contemporanei di Fra Mauro: Il filosofo naturale. Giovanni Fontana e il medico umanista Pietro Tommasi
* George Tolias (National Hellenic Research Foundation, Athen), A Lost Fifteenth Century Map of Asia. A hypothesis by Georgios Gemistos Pletho (+ca. 1450)
* Giampiero Bellingeri (Università Ca’ Foscari, Venezia), Considerazioni intorno alla turchizzazione di un mappamondo
* Caterina Balletti (Università IUAV, Venezia), Gli strumenti informatici al servizio della ricerca storica: il caso della cartografia veneziana del XV secolo.

Dinamiche e divergenze – Viaggiare e misurare
Presiede Albrecht Cordes (Rechtsgeschichte, Universität Frankfurt)
* Uwe Israel (Universität Dresden), Venedigs Welt im Wandel um 1500
* Ruthy Gertwagen (Haifa University), The impact of 15th century improvements in cartography on concept of marine space and navigation – myth or reality
* Benjamin Scheller (Universität Duisburg-Essen), Die Räume des Alvise Cadamosto
* Daria Perocco (Università Ca’ Foscari, Venezia), La geografia sul leggio. Venezia, letterati e carte geografiche (Bembo, Ramusio, Gastaldi e compagnia)

Discussione finale.

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Il catalogo del Fondo librario antico della Cini

BOOK: Dennis Rhodes, Catalogo del Fondo librario antico della Fondazione Giorgio Cini, Firenze 2011 (Leo S. Olschki), Biblioteca di bibliografia italiana, vol. 190, pagine xxiv-292, con 26 figure nel testo e 8 tavole fuori testo a colori.

Dopo anni di lavoro e di attente ricerche sul fondo librario storico della Fondazione Giorgio Cini, esce il prezioso catalogo redatto da Dennis Rhodes. In particolare, sono descritti i volumi dei fondi appartenenti alle raccolte: Essling, grande collezionista ed esperto di libri illustrati veneziani a cui ha dedicato una imponente opera; De Marinis, «il principe dei bibliofili», e consulente di Vittorio Cini per la costituzione di una raccolta di libri antichi; Cini, mecenate e grande collezionista, grazie al quale le raccolte sopra citate sono giunte alla Fondazione. Il catalogo comprende la descrizione di oltre mille fra incunaboli e cinquecentine, fra cui molti pezzi unici, soprattutto di stampe popolari, sottoposte per loro natura a facile dispersione.

La collezione figura dunque tra le più rilevanti al mondo in questo settore, e la sua catalogazione si propone di conseguenza quale strumento di fondamentale utilità per il bibliografo e per lo studioso di libri antichi, oltre che come tramite per valorizzare e far conoscere una parte importante delle ricche raccolte della Fondazione Giorgio Cini.

Venise et la Méditerranée

ARTICLE: Giordana Mariani Canova, Venezia ‘quosialterum byzantium’: dai manoscritti miniati ‘mediterranei’ al legato del cardinale Bessarione, in Venise et la Méditerranée, a cura di Sandro G. Franchini, Gherardo Ortalli e Gennaro Toscano, Venezia 2011, pp. 13-43 (Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti).

L’arte e la civiltà armena in mostra a Venezia

MOSTRA: Armenia. Impronte di una civiltà, Venezia, Museo Correr, Museo Archeologico Nazionale, Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, 16 dicembre 2011 – 10 aprile 2012.

Una grande mostra dedicata alla civiltà armena è ospitata in occasione del V Centenario della stampa a Venezia del primo libro in lingua armena (1512), nei più importanti siti museali della città, in un percorso che si snoda dal Museo Correr, al Museo Archeologico Nazionale, fino alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana.

Sotto l’Alto Patronato dei Presidenti delle Repubbliche d’Armenia e d’Italia, l’evento veneziano apre ufficialmente le celebrazioni giubilari, che troveranno svolgimento con un fitto programma culturale nella magnifica capitale armena Yerevan, città dichiarata dall’UNESCO capitale mondiale del libro per l’anno 2012.

La mostra, curata da Gabriella Uluhogian, Boghos Levon Zekiyan e Vartan Karapetian, presenta, in un ricco e affascinante percorso cronologico e tematico, oltre duecento opere provenienti dai principali musei e biblioteche dell’Armenia e dell’Europa, tra cui alcuni rarissimi manoscritti e miniature – opere eccezionalmente riunite in occasione della mostra veneziana – che danno conto degli alti traguardi raggiunti dalla civiltà armena nel campo spirituale, artistico, architettonico, economico e del pensiero.

Antiche stele con la croce incisa, miniature dai vivissimi colori, documenti di architettura sacra e preziosi reliquari, custoditi per secoli nella Santa Sede della Chiesa Armena Apostolica a Echmiadzin, si uniscono ai suoni delle terre armene, accompagnando il  visitatore in uno straordinario viaggio dentro la civiltà di questo grande popolo, in uno arco temporale che dagli albori del Cristianesimo giunge fino al XIX secolo.
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I Tramezino: editori e stampatori a Venezia

Gennaro Tallini, Tradizione familiare e politiche editoriali nella produzione a stampa dei Tramezino editori a Venezia (1536-1592), in “Studi Veneziani”, nuova serie, LX, 2010, pp. 53-78.

Sezioni:
1. Cenni sulla bottega e sul lavoro editoriale da Michele Tramezino il Vecchio a Michele Tramezino il Giovane.
2. Analisi della produzione a stampa: dati artistici e percorsi editoriali.

Stampatori e librai a Venezia (secoli XVI-XVIII)

LAURA CARNELOS, La corporazione e gli esterni: stampatori e librai a Venezia tra norma e contraffazione (secoli XVI-XVIII), “Società e storia”, a. XXXIII, n. 130, ottobre-dicembre 2010, pp. 657-688.

Il ricettario per miniatori della Marciana

FABIO FREZZATO e CLAUDIO SECCARONI, Segreti d’arti diverse nel Regno di Napoli. Il manoscritto It. III.10 della Biblioteca Marciana di Venezia, Saonara (PD) 2010 (il Prato).

Il codice della Biblioteca Marciana It. III.10, di cui Mary Ph. Merrifield nel 1849 aveva pubblicato un estratto nei suoi Original Treatises, rivela nella versione integrale il suo autentico carattere di ‘libro dei segreti’. Scritto in ambito gaetano intorno al 1570 sull’onda del grandissimo successo editoriale che questo genere di pubblicazione riscosse dopo la metà del XVI secolo, presenta ricette di carattere medico-farmacologico, cosmetico e anche gastronomico, oltre alle numerosissime prescrizioni di carattere tecnico-artistico, il cui contenuto permette di gettare una luce sulla produzione di materiali artistici nell’Italia meridionale.

Indice

Prefazione (pp. 5-8)
Introduzione (p. 9); Il manoscritto (pp. 9-13); L’ambiente e i personaggi citati (pp. 14-18); Struttura e organizzazione del ricettario (p. 19); Il Manoscritto della Marciana e i Libri di segreti (pp. 20-22); Le ricette mediche (pp. 22-25); Ricette per saponi (p. 25); Le prescrizioni di carattere artistico più importanti (pp. 26-36); Note (pp. 37-41); Tabelle (pp. 42-44); Immagini (pp. 45-51)
Criteri di edizione (p. 52)
Il Manoscritto (pp. 53-175); Note (pp. 176-180)
Glossario degli ingredienti (pp. 181-199)
Pesi e misure esatti e generici (p. 200)
Bibliografia (pp. 201-203).

Il volume è stato presentato presso la Biblioteca Marciana (Antisala della Libreria Sansoviniana, Piazzetta San Marco 13/a, Venezia), il giorno giovedì 7 ottobre 2010 alle ore  17.00.  Sono intervenuti: Maria Letizia Sebastiani (Direttore della Biblioteca Nazionale Marciana) e Paolo Benzi (Università degli Studi di Genova). Erano presenti gli autori.

Disegni fiamminghi e olandesi a Venezia

MOSTRA: Disegni fiamminghi e olandesi, 1 aprile – 20 giugno 2010, Venezia, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro. Mostra a cura di Annalisa Perissa Torrini. Catalogo Electa, a cura di Mari Pietrogiovanna.

Il nucleo di disegni di scuola fiamminga e olandese appartiene dal 1822 al fondo originario della raccolta di grafica del Gabinetto dei Disegni e Stampe delle Gallerie dell’Accademia, proveniente dalla collezione milanese di Giuseppe Bossi (1777-1815). L’esposizione comprende un fondo numericamente ristretto ma prestigioso di ventiquattro disegni dal XVI al XVII secolo, alcuni dei quali di grande qualità e mai esposti al pubblico, realizzati da maestri quali Jan Gossaert o Rembrandt. La catalogazione dei disegni, scientificamente selezionati da Maria Pietrogiovanna dell’Università di Padova, ha portato a nuove proposte attribu- tive per diversi fogli inediti e poco conosciuti.

Il percorso espositivo si apre con una famosa prova di Jan Gossaert detto Mabuse,  uno dei soli quattro disegni dell’artista sopravvissuti a testimonianza della sua attività durante il viaggio a Roma tra 1508 e 1509. Tra i disegni cinquecenteschi anche un raro foglio di un maestro dei Paesi Bassi settentrionali attribuito a Jacob Cornelisz Van Oostsanen e un disegno riferito al più tardo manierista olandese Jan Harmensz Muller. Lo scorcio del secolo è rappresentato da Paulus van Vianen. Al Seicento si riferiscono altri fogli che illustrano la scuola anversese: una derivazione da Rubens realizzata da Jacob Jordaens, un disegno di mano di Frans Snyders, illustre maestro specializzato in scene di caccia e di una primizia di Vincent Adriaenssen, noto per la sua più matura attività in Italia e Francia, ma esordiente nell’orbita del celebre maestro anversese.

Il côté olandese si distingue per la presenza di disegni realizzati dai pittori italianizzanti, ossia artisti che compivano l’irrinunciabile viaggio in Italia, come fece Bartolomeus Breenbergh, oppure erano colpiti dagli aspetti popolari e vernacoli delle vie della capitale come accadde a Pieter van de Laer detto Bamboccio. La mostra, allestita nella sala centrale delle tre dedicate alla pittura d’oltralpe, offre l’occasione per riproporre temporaneamente alla visione sette piccoli dipinti del museo con scene di genere olandesi del XVII secolo, ricoverati nei depositi in attesa di una completa revisione dell’assetto espositivo dell’ambiente.

Le opere esposte alle pareti, recentemente riordinate secondo un percorso cronologico e tipologico, dispiegano una campionatura significativa dei due nuovi generi pittorici – quello del paesaggio e quello della scena con interni domestici – che si andarono affermando nel Seicento all’interno del collezionismo aristocratico e borghese, in concorrenza crescente con la tradizione italiana incentrata sulla pittura di storia e sulla tematica sacra. Esposta in appendice alla mostra dei disegni è una piccola tavola fiamminga del primo Cinquecento con il Riposo durante la fuga in Egitto, il cui restauro (Erika Bianchini 2008; direzione lavori Claudia Cremonini) ha consentito di recuperare alla lettura una ricchezza straordinaria di dettagli naturalistici che fa da sfondo all’intima e delicata intonazione devozionale della scena.

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The Gladys Delmas Foundation’s Grants

The programs of the Foundation reflect the interests and patronage of its founders, Gladys Krieble Delmas and Jean Paul Delmas. Gladys Krieble Delmas grew up in an academic family and studied at Vassar College, the Sorbonne, and Cambridge University. She worked as a journalist, broadcasting on French national radio, serving as literary editor for Presses de la Cité, and publishing in American journals and newspapers. Throughout her life she retained a lively interest in belles lettres, art criticism, and political analysis. Jean Paul Delmas, a graduate of French schools including the Paris Conservatory, was a successful publisher and businessman. An ardent reader and a talented linguist, he commanded five European languages and studied Japanese. Many aspects of the humanities and performing arts interested him; music and dance were his great enthusiasms.

The Gladys Krieble Delmas Foundation (521 Fifth Avenue, Suite 1612, New York 10175-1699) promotes the advancement and perpetuation of humanistic inquiry and artistic creativity by encouraging excellence in scholarship and in the performing arts, and by supporting research libraries and other institutions which transmit our cutlural heritage.

Programs:
- Humanities Program, Performing Arts Program, Research Library Program
- Grants for Independent Research on Venetian History and Culture
- Grants for Venetian Research in European Libraries and Archives Outside Venice
- Venetian Research Program: Publication Assistance
- Grants for Organizations in Support of Venetian Scholarship and Cultur

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Scholarships to Study in Venice (2010-2011)

Scholarships to study in Venice – Centro Internazionale di Studi della Civiltà Italiana “Vittore Branca,” Fondazione Giorgio Cini (Island of San Giorgio Maggiore), Venice.

A new, prestigious cultural initiative has been promoted by Fondazione Giorgio Cini: the Vittore Branca International Center for the Study of Italian Culture, a new international resource for humanities studies aimed at young researchers and expert scholars interested in furthering their knowledge in a field of Italian civilisation: the visual arts, history, literature, music, drama. Two main categories of researchers are eligible to attend the Vittore Branca Center: Junior, i.e. postgraduate students studying for a master’s degree, doctorate or specialization and Ph.D. graduates, and Senior, i.e. expert scholars – university lecturers, senior researchers, heads of research centers, writers or artists.

The residential facilities on the Island provide scholars and researchers with the opportunity to work and stay at length on the Island of San Giorgio Maggiore, Venice at economically reasonable conditions (30 euros a day, including breakfast) in a setting conducive to reflection and intellectual exchanges. A residence situated in the grounds of the Island can accommodate up to 90 scholars, allowing young researchers and expert scholars to enjoy the mutual benefits of working side by side. Researchers at the Vittore Branca Center will have privileged access to the Fondazione Giorgio Cini libraries and archives, specialized in the areas of art history, Venetian history, literature, music, dance and theatre, and to the literary, art, drama and music bequests housed in the Foundation. Moreover, they will have free access to all cultural events (courses, seminars, conferences, exhibitions, concerts, etc.) organized by the Giorgio Cini Foundation. Thus, for example, musicologists can attend seminars of historical studies, while art historians can sit in on seminars on early music: both have the opportunity to explore the broader cultural background to their own work.

Researchers at the Vittore Branca Center will also have free access to a work station with Internet connection, printer, scanner, telephone-fax; an international newspaper library; film and music rooms on the residence premises; advice and information about libraries and archives of the main Venetian institutions. Lastly, young researchers at the Vittore Branca Center can also benefit from the presence of a tutor who will assist them in becoming familiar with the general set-up on the Island of San Giorgio Maggiore and its documentary and artistic heritage. Tutors will also advise researchers on cultural events at the Giorgio Cini Foundation and in the city and will suggest which directors and collaborators in the Foundation’s Institutes and Research Centers can help them with their research projects.

For the period from June 2010 to May 2011, twelve scholarships amounting to euros 12,500 are available for young students, who are expected to stay permanently in the Vittore Branca Center residence for a period in keeping with the aims of their research project (usually six months). Such research project shall be consistent with the Fondazione Giorgio Cini strategy to open up and make good use of the great store of art and intellectual treasures housed on the Island of San Giorgio Maggiore in Venice.

Access to the Vittore Branca Center and all its facilities requires prior admission (see Junior admission and Senior admission) Applications for admission must be drafted according to the appropriate form.

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The Book of Venice

The Book of Venice – Il libro veneziano (Conference: Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Campo S. Stefano, Venice, March 9-10, 2007), edited by LISA PON and CRAIG KALLENDORF, special issue of the “Miscellanea Marciana”, vol. XX, 2005-2007, New Castle (Delaware) 2009 (Oak Knoll).

Contents:  L. Pon and C. Kallendordf, Preface: The Books of Venice (p. XI); M. Zorzi, Le biblioteche veneziane, espressione di una singolare civiltà (pp. 1-30); H. Szepe, Venetian Miniaturists in the Era of Print (pp. 31-60); R. Baldasso, La stampa dell’editio princeps degli ‘Elementi’ di Euclide (Venezia, Erhard Ratdolt, 1482) (pp. 61-100); D. Skemer, Inside a Book Auction in Quattrocento Padua (pp. 101-126); E. Ross, The Reception of Islamic Culture in the Book Collection of Peter Ugelheimer (pp. 127-152); B. Wagner, Venetian Incunabula in Bavaria: Early Evidence for Monastic Book Purchases (pp. 153-178); C. Dondi, La circolazione europea degli incunaboli veneziani documentata dalle edizioni conservate alla Biblioteca Bodleiana, Oxford (pp. 179-190); H. G. Fletcher, Manuscript Corrections in the Aldine Strozzi of 1513 (pp. 191-206); R. Flogaus, Aldus Manutius and the Printing of Greek Liturgical Texts (pp. 207-230); P. Osmond and E. Sandal, La bottega del libraio-editore Antonio Moretto: editoria e commercio librario a Venezia, c. 1480-1518 (pp. 231-250); R. Salzberg, The Lyre, the Pen and the Press: Performers and Cheap Print in Early Cinquecento Venice (pp. 251-276); K. M. Stevens, Venetian Invoices (1563) as a Source for Understanding the Commercial Book Trade (pp. 277-300); D. Danesi, I prezzi dei libri veneziani nelle note di acquisto di Bellisario Bulgarini, 1570-1620 circa (pp. 301-326); L. Pon, La Vita di Jacopo Sansovino tra Firenze e Venezia (pp. 327-344); M. Eisenberg, Editorial Policies in the Venetian Publications of Claudio Merulo and the Politics of Engraving (pp. 345-383); H. Van der Linden, Apostolo Zeno as Reader and (Re)writer: Acknowledgement of Influence and Anxiety of Authorship (pp. 383-410); M. Mazzariol, Ferdinando Ongania (1842-1911) editore-libraio nella Venezia italiana (pp. 411-454); N. Harris, Ombre della storia italiana del libro (pp. 455-516); P. Koch, Peter Koch Printing in the Shadow of Aldus: The Book as a Work of Art in the Twenty-first Century (pp. 535-540); V. Bonani, L’«Arca Santa» di Peter Koch al servizio della Fine Art (pp.  541-546); M. Gasparini Lagrange, Iosif Brodskij e Venezia: l’odore delle alghe marine (pp. 547-550); e A. Corubolo, Officina Chimerea, Da Victor Hammer a Peter Koch, private printers stranieri in Italia (pp. 551-590).

Il ‘Breviario Grimani’ in facsimile

È stato presentato il 2 febbraio 2009 presso la Biblioteca Marciana di Venezia il  progetto editoriale della Salerno Editrice, che sta per pubblicare il facsimile del Breviario Grimani (Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, ms. Lat. I.99 = 2138), uno dei massimi capolavori della miniatura fiamminga. Di committenza incerta, posseduto da Margherita d’Austria,  venne acquistato intorno al 1520, per ben 500 ducati d’oro, dal Cardinale Domenico Grimani, il quale, lasciandolo in eredità alla Serenissima Repubblica di Venezia, vincolava il lascito alla condizione che il codice venisse mostrato «solo a persone di straordinario riguardo e in circostanze eccezionali». Il Breviario Grimani, fino al 1781, ha fatto parte del Tesoro di San Marco.

Il facsimile del codice (mm 280 x 215; legatura mm 300 x 225; 835 carte equivalenti a 1670 pagine) sarà rilegato a mano in velluto rosso con tagli e preziosi fregi dorati rigorosamente conformi agli originali.  È prevista la tiratura di 750 esemplari numerati da 1 a 750, più 80 fuori commercio, riservati agli Enti promotori, distinti con numerazione romana, da I a LXXX. Un ampio volume di Commentario, affidato alle cure dei massimi specialisti a livello internazionale, consentirà un approfondimento di tutti i dati storici, codicologici, artistici e paleografici del manufatto.

Il facsimile sarà distribuito dalla casa editrice Franco Cosimo Panini.