Entries Tagged as 'roma'

Roma nel Rinascimento, 2012

PERIODICAL: RR. Roma nel Rinascimento, 2012.

Indice

Recensioni:
* Emanuela Prinzivalli, In margine a Vita religiosa a Roma (secoli XIII-XV) (pp. 5-14)
* Paola Zampa, Santa Monica nell’Urbe: approccio multidiciplinare nella ricostruzione di un quadro storico complesso (pp. 15-24)
* Carla Noce, Quattro contributi su Monica, paradigma della madre santa (pp. 25-29)
* Concetta Bianca, Bessarion Scholasticus? (pp. 31-35)
* Stefania Pasti, La Pala di Monteluce: nuovi documenti dell’Archivio di Stato di Perugia (pp. 37-42)
* Maria Grazia Blasio, Roma al bivio di Ercole (pp. 43-47)
*Concetta Bianca, Uno sguardo su Roma (pp. 49-52)
* Damiana Vecchia, Rodrigo Sánchez de Arévalo e l’Accademia di Pomponio Leto (pp. 53-61).

Schede (pp. 63-146). Convegni (pp. 147-154).

Scritture d’archivio e di biblioteche:
* Gianluca Battioni, Ancora sui cavalli per il Duca di Milano (pp. 155-158)
* Massimiliano Albanese, Pio II nel Momus di Leon Battista Alberti: datazione e dedicatario dell’opera (pp. 159-179)
* Maurizio Gargano, Leon Battista Alberti e l’Antico: teorie e pratiche costruttive nel progetto di architettura (pp. 181-186)
* Anna Modigliani, Francesco del Borgo: lo studio, lo studiolo e l’inventario dei beni del 1468 (pp. 187-196)
* Flavia Cantatore, Architettura e committenza tra Milano e Roma. Alcuni documenti su Amedeo Menez de Silva (pp. 197-202)
* Lucilla Vignoli, Piermatteo d’Amelia e “Petrus Matheus de Lauro romanus”: un caso di omonimia nella fortezza Borgia di Civita Castellana (pp. 203-209)
* Anna Esposito, I “Libri pecuniarum ex condemnationibus” di Roma (sec. XVI): una fonte inesplorata (pp. 211- 247).

Roma nel Rinascimento, 2011

RR. Roma nel Rinnascimento, 2011.

Indice

Per Gianvito Resta (1921-2011):

* O. Avallone, Introduzione (pp. 7-8)
* P. Farenga, Gianvito Resta e l’Associazione Roma nel Rinascimento (pp. 9-11)
* C. Bianca, Gianvito Resta nella storia degli studi umanistici (pp. 13-20)
* G. Albanese, L’umanesimo di Gianvito Resta: filologia e storia (pp. 21-42)
* M. G. Blasio, Gianvito Resta e la scuola di dottorato di Messina: un ricordo personale (pp. 43-44)
* F. Tateo, Memoria e oblio del Panormita nell’opera di Pontano (pp. 45-54)
* F. Niutta, Di due codici Piccolomini: un Livio alla Nazionale di Roma e un’epitome di Plinio di Benedetto Maffei già alla Biblioteca Sessoriana (pp. 55-69)
* P. Casciano, Il maestro e l’allievo: sei epigrammi inediti del monaco Severo e del giovanissimo Borghese Petrucci (pp. 71-85)
* I. Nuovo, D. Defilippis, Il progetto formativo di un maestro nella Roma di Leone X. Il Carmen de studii preludiis di Aurelio Serena (pp. 87-102).

Recensioni:

* P. Pontari, Italia, Germania, Europa. Corografia e identità nazionale tra Umanesimo e Rinascimento. In margine alla recente edizione critica della Germania di Enea Silvio Piccolomini (pp. 103-114)
* D. Caso, La multiforme attività letteraria di Niccolò Perotti (pp. 115-123)
* D. Vecchia, La Vita Senecae nell’ambiente pomponiano (pp. 125-130)
*L. Gualdo Rosa, Una nuova edizione del De poëtis nostrorum temporum di Lilio Gregorio Giraldi da Ferrara (pp. 131-138)
* G. Fiesoli, Alle origini della Biblioteca Vaticana: un percorso tra codici, pontefici, bibliotecari e documenti (pp. 139-150).

Schede (pp. 151-247 )

Convegni (pp. 249-254)

Scritture d’archivio e di biblioteche:

* A. Modigliani, Paolo II e i lavori a S. Pietro «… secondo li designi de papa Nicolao»: la crisi del 1468 tra la “congiura dei poeti” e la sfida di Ferrante (pp. 255-278)
* M. Gargano, Paolo II e il Palazzo di Venezia. Considerazioni intorno all’architettura del Quattrocento a Roma (pp. 279-302)
* D. Vecchia, Brevi note sul De Principe di Bartolomeo Platina (pp. 303-307)
* P. Guerrini, In margine al codice M 427 della Pierpont Morgan Library di New York (pp. 309-316)
* A. Modigliani, Antonio da Sangallo il Giovane e l’ingresso trionfale di Giulio II a Roma nel 1507 (pp. 317-321)
* E. Guerrieri, Donato Poli, secretarius pasquilli, professore e letterato fiorentino a Roma (pp. 323-355).

Filippino Lippi e Sandro Botticelli

EXHIBITION: Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del ’400, Roma, Scuderie del Quirinale, 5 ottobre 2011 – 15 gennaio 2012. Mostra a cura di Alessandro Cecchi.

Nato a Prato verso il 1457 dalla relazione clandestina di Fra Filippo Lippi con la monaca Lucrezia Buti, Filippo, chiamato Filippino per distinguerlo dal padre, pittore dei più famosi e apprezzati del suo tempo, divenne a sua volta un artista di primissimo livello, cui il Vasari riserva parole di elogio per il “tanto ingegno” e la “vaghissima e copiosa invenzione”.

Fin dalle sue prime prove giovanili, attribuite dal grande storico dell’arte Bernard Berenson ad un fantomatico “Amico di Sandro”, le sue guizzanti figurine colpiscono per una grazia malinconica, un’inquietudine capricciosa che le differenziano dallo stile del Botticelli. Di quest’ultimo non fu un semplice garzone di bottega ma un collaboratore alla pari, per divenirne poi un rivale temibile nell’ultimo ventennio del quattrocento, apprezzato sempre più dai Medici e dai loro sostenitori come dai seguaci del Savonarola e i repubblicani.

Si spiega così perché sia stato chiamato proprio Filippino negli anni ottanta a completare gli affreschi della cappella Brancacci al Carmine, opera di Masolino e Masaccio, pittori venerati, ammirati e studiati da tutti gli artisti allora e nei secoli a venire, oppure gli siano state affidate importanti commissioni disattese da Leonardo come la Pala degli Otto in Palazzo Vecchio (1486) e l’Adorazione dei Magi di San Donato a Scopeto (1496), entrambe oggi agli Uffizi, o, ancora la commissione, nel 1498, più prestigiosa della Repubblica, la Pala della Signoria per la Sala del Maggior Consiglio repubblicano cui, però, non avrebbe dato seguito per i molti impegni e il sopravvenire della morte nel 1504.

Filippino seppe, dunque, essere artista eclettico e versatile più di ogni altro, con commissioni a Firenze e nel suo territorio, ma anche a Lucca, a Genova, a Bologna e a Pavia. Fu inoltre particolarmente innovativo nel campo decorativo e delle arti applicate, come attestano gli affreschi della Cappella Carafa nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva a Roma e della Cappella Strozzi in Santa Maria Novella a Firenze, cicli pittorici in cui la sua fantasia sbrigliata e capricciosa emerge sicura, tanto da farne un maestro di grande modernità. In tempi recenti il livello qualitativo e l’eccellenza davvero non comune della sua produzione artistica comincia ad essere ritenuta superiore a quella di molte opere ascritte al Botticelli.

La mostra delle Scuderie del Quirinale vuole presentare al pubblico i circa trentaquattro anni di attività del maestro, proficui come pochi altri, per quantità e qualità di opere: dalle tavole agli affreschi, ai raffinati disegni su carte colorate, veri e propri capolavori a se stanti. Opere celebri e preziosissime che giungono per l’occasione, come consuetudine per le grandi mostre delle Scuderie del Quirinale, dai più importanti musei di tutto il mondo e da poche, superbe, collezioni private.

Grazie, infine, alla fondamentale collaborazione del Polo Museale Fiorentino, del Fondo Edifici di Culto e grazie al contributo generoso di associazioni private come “Friends of Florence”, la mostra offre un’occasione unica per vedere riuniti i capolavori del maestro toscano proprio a Roma dove Filippino ha studiato le antichità e lasciato il ciclo affrescato della cappella Carafa, ripercorrendone la vicenda umana e artistica e offrendo la possibilità irripetibile di confronti con alcune opere del grande Botticelli per cui anche il rapporto con ‘l’amico Sandro’ risulterà, alla fine del percorso espositivo delle Scuderie, approfondito e illuminato sullo sfondo della Firenze del ’400, straordinaria per fervore e innovazione.

La mostra è stata recensita da CAROLINE CAMPBELL, “The Burlington Magazine”, volume CLIV, number 1306, January 2012, pp. 64 and 65.

Per saperne di più.

Mantegna davanti all’antico

Mantegna e Roma. L’artista davanti all’antico, “Atti del convegno internazionale (Università di Roma “La Sapienza”, 8-10 febbraio 2007)”, a cura di TERESA CALVANO, CLAUDIA CIERI VIA e LEANDRO VENTURA, Roma 2010 (Bulzoni Editore, Collana: Europa delle Corti, 148), 708  pagine, € 50,00.

Indice
Teresa Calvano, Claudia Cieri Via e Leandro Ventura, Mantegna e Roma. L’artista davanti all’antico (pp. 13-14)

I. Mantegna e l’antico
* Antonio Giuliano, Mantegna e l’antico (pp. 17-51)
* Giulio Bodon, Sul ruolo dell’antico nell’arte di Mantegna agli esordi (pp. 53-78)
* Maria Agata Pincelli, La Roma triumphans e la nascita dell’antiquaria: Biondo Flavio e Andrea Mantegna (pp. 79-97)
* Matteo Mancini, Andrea Mantegna e il Codex Escurialensis: ragionamenti intorno alla diffusione delle immagini di Roma nel primo Cinquecento (pp. 99-124)
* Antonio Iacobini e Gennaro Toscano, «More graeco, more latino». Gaspare da Padova e la miniatura all’antica (pp. 125-190)

II. Linguaggi formali, espressivi, materici e letterari
* Marzia Faietti, Andrea Mantegna e i segni dell’antico (pp. 193-218)
* Andreas Hauser, Andrea Mantegnas Samson und Dalila. Ein “antikes” Kunstgenre als Präfiguration der Malerei? (pp. 219-235)
* Claudia Cieri Via, Andrea Mantegna e la “geologia artistica” (pp. 237-269)
* Tobia Patetta, Marmi, pietre e mattoni: città modernamente antiche di Andrea Mantegna conoscitore d’architettura? (pp. 271-301)
* Jozef Grabski, Dignitas figurae. Andrea Mantegna: interrelazioni fra la scultura e la pittura (pp. 303-338)
* Marcello Ciccuto, Temi di letteratura artistica per Andrea Mantegna, fra pittura e scrittura (pp. 339-347)

III. Intorno a Mantegna: fortuna, contaminazioni, sopravvivenze
* Vincenzo Farinella, Mantegna e le “delizie” estensi (pp. 351-382)
* Fausta Gualdi, Influenze iconografiche mantegnesche inedite su alcune pitture umbre del Rinascimento (pp. 383-419)
* Stephen Campbell, Mantegna e l’agiografia umanistica (pp. 421-449)
* Giovanna Baldassin Molli, Quali gioielli per Mantegna? Lussi e ori padovani nella seconda metà del Quattrocento (pp. 451-478)
* Paola Venturelli, Smaltisti milanesi intorno al 1500: fonti iconografiche. L’antico, Mantegna e gli altri (tra Lombardia e Roma) (pp. 479-504)
* Massimiliano Rossi, Fortuna monumentale di Mantegna nella Padova di metà Cinquecento (pp. 505-541)

IV. Riflessioni e prospettive di ricerca
* Paola Marini, La mostra di Verona e nuove prospettive di ricerca (pp. 545-572)
* Leandro Ventura, A Mantova intorno a Mantegna (pp. 573-615)
* Daniela Ferrari, Osservazioni sull’autografia di Mantegna (pp. 617-631)
* Giuseppe Basile, Restaurare Mantegna (pp. 633-654)
* Eugenio Battisti, Mategna as Humanist (pp. 657-674)
Indice analitico (pp. 675-707).

Venerdì 27 maggio 2011 all’Università di Roma “La Sapienza” si è tenuta la presentazione del volume.

I disegni di Leonardo e Michelangelo

EXHIBITION: Leonardo e Michelangelo. Capolavori della grafica e studi romani, Roma, Musei Capitolini, 27 Ottobre 2011 – 12 Febbraio 2012. Mostra a cura di Pietro C. Marani e Pina Ragionieri.

È la prima volta che si propone al grande pubblico un approfondito confronto fra i due maestri del Rinascimento italiano, attraverso l’esposizione di sessantasei disegni: quelli di Leonardo provengono dalla collezione della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e quelli di Michelangelo dalla Fondazione Casa Buonarroti di Firenze. L’esposizione nasce infatti dalla lunga collaborazione tra la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, depositaria di uno sterminato patrimonio grafico leonardesco, e la Fondazione Casa Buonar- roti di Firenze che conserva oltre duemila autografi di Michelangelo, tra disegni e carte dell’Archivio Buonarroti.

Si tratta di un evento di alta portata scientifica, che ha avuto nella primavera scorsa un preludio con la presentazione di una ventina di disegni di Leonardo e di Michelangelo in una preziosa mostra dal titolo La scuola del mondo a Casa Buonarroti. Il nome della mostra fiorentina si riferiva agli affreschi sul tema della Battaglia di Anghiari e della Battaglia di Cascina, con i quali i due artisti dovevano gareggiare nella Sala del Maggior Consiglio (oggi Salone dei Cinquecento) in Palazzo Vecchio a Firenze. Le due opere non vennero portate a termine, ma gli studi preparatori furono importanti e ammiratissimi, tanto da essere definiti da Benvenuto Cellini la “scuola del mondo”.

La mostra romana parte dai capolavori grafici delle due collezioni, per considerare poi l’attività romana dei due artisti, indagando nel contempo passioni e personali interessi dei maestri, quali la pratica di cantiere per Michelangelo e l’ottica per Leonardo. La mostra propone, nella sezione iniziale intitolata “Capolavori tra Capolavori”, un andamento speculare tale da rivelarsi una occasione davvero rara e imperdibile di riflessione sui due sommi artisti del Rinascimento italiano, spesso considerati “rivali” ma che invece sempre guardarono l’uno all’opera dell’altro con grande e reciproco interesse.

Nove capolavori di Leonardo documenteranno l’attività nel campo delle invenzioni meccaniche, dell’arte e dell’architettura militare, dell’idraulica e nello studio della geometria, del volo degli uccelli e del volo meccanico, offrendo una panoramica esemplificativa del vasto raggio delle sue ricerche. A questi faranno da contraltare i nove più celebri disegni di Michelangelo della Collezione della Casa Buonarroti, come il celebre Nudo di schiena riferibile alla Battaglia di Cascina, l’enigmatica Cleopatra e la Testa di Leda (forse il più bel volto tra i disegni michelangioleschi).

È poi interamente dedicata al soggiorno romano di Leonardo la sezione “Appunti su Roma e studi romani di Leonardo”, che affronta diversi aspetti in altrettante sotto-sezioni: l’amore per “l’Antico”, per l’“Architettura” (ad esempio, la Basilica di San Pietro in Vaticano, tema esaminato  anche da Michelangelo), l’interesse per “Specchi, Ottica e Geometria”, l’attenzione per i “Disegni di figura”. A seguire, il percorso della mostra conduce il visitatore alla sezione che approfondisce il lavoro di Michelangelo attraverso le sotto-sezioni “Michelangelo: utopia e pratica di cantiere”, “Michelangelo notomista” e un nucleo di fogli romani su “Michelangelo, Cappella Sistina e Cappella Paolina”.

Al termine di ciascuna delle due sezioni, ne viene proposta un’ultima dal titolo “A seguito del genio”, comprendente due piccole selezioni di opere di artisti che, nel caso di Leonardo, appartennero alla sua scuola e, nel caso di Michelangelo, subirono la forte influenza del Maestro.

Per saperne di più

Mantegna, Roma e l’antico

Mantegna e Roma. L’artista davanti all’antico, “Atti del convegno internazionale (Università di Roma “La Sapienza”, 8-10 febbraio 2007)”, a cura di TERESA CALVANO, CLAUDIA CIERI VIA e LEANDRO VENTURA, Roma 2010 (Bulzoni Editore, Collana: Europa delle Corti, 148), 708  pagine, € 50,00.

Roma, centro dell’antico, ha costituito il riferimento ideale della ricerca di Andrea Mantegna fin dalle sue prime opere giovanili, dagli affreschi Ovetari al San Sebastiano di Vienna, alle opere della maturità, dalla Camera picta, al San Sebastiano del Louvre per arrivare ai monumentali teleri con il trionfo di Cesare, dove l’esplicita ambientazione romana costituisce lo sfondo del corteo trionfale del console romano in seguito alla conquista della Gallia secondo l’antica tradizione. Ma Roma è anche il teatro dell’introduzione del culto di Cibele nella città eterna: il commovente monocromo per lo studiolo di Francesco Cornaro, che si conserva alla National Gallery di Londra.

Questo volume raccoglie i saggi degli studiosi che, in occasione del convegno svoltosi a Roma (8-10 febbraio 2007), si sono confrontati con Mantegna davanti all’antico, ma anche con la sua fortuna nelle prospettive di ricerca che sono state promosse in occasione del quinto centenario della morte dell’artista padovano avvenuta nel 1506.

Il volume è stato presentato all’Università di Roma “La Sapienza”, Dipartimento di Storia dell’Arte e Spettacolo, venerdì 27 maggio 2011. Sono intervenuti: Marisa Dalai Emiliani, Francesco Paolo Fiore e Arnold Nesselrath.

Clicca qui per avere informazioni sul Centro Studi Europa delle Corti

L’arte della calligrafia Persiana

MOSTRA: L’ate della calligrafia Persiana, Roma, Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘ Giuseppe Tucci’ (Via Merulana 248), 5-13 febbraio 2011. Curatori: Michael Jung con la collaborazione di Valentina Sagaria Rossi, Claudio Seccaroni, Gabriella Di Flumeri e Paola Torre

La scrittura iraniana moderna utilizza una versione modificata di quella araba, che si afferma in Iran circa un secolo e mezzo dopo la conversione all’Islam, con l’aggiunta di quattro lettere non presenti nella lingua araba e con la modifica di altre due lettere.

Lo stile Nasta’liq, nasce dalla fusione di quello Naskh con quello Ta’liq alla fine del XIV secolo, elaborato da Mir Ali Tabrizi e da suo figlio Mir Abdollah. Perfezionato da Mir Emad al- Hasani nella costruzione delle lettere e nella definizione più rigorosa della linea di base, fu adattato nella seconda metà dell’800 per la stampa grafica.

Lo stile, caratterizzato da un’inclinazione verso destra delle lettere e da un uso equilibrato delle linee curve del Ta’liq e di quelle diritte del Naskh, è realizzato con un calamo di canna tagliata. La punta con cui si scrive, tagliata in obliquo, ha una inclinazione appena visibile. L’inchiostro nero o colorato è preparato con vari pigmenti, mescolati con acqua depurata, profumato qualche volta con acqua di rose.

Una volta pronto, è versato su uno stoppaccio di seta, posto nel calamaio; ciò permette di dosare meglio la quantità d’inchiostro presa dal calamo. I testi che ispirano le opere calligrafiche esposte in mostra sono tratti dal Libro Sacro (il Corano) e dalla grande poesia persiana. Malgrado il suo aspetto fluido, il Nasta’liq è uno stile rigoroso e di complessa esecuzione, come è testimoniato dalle splendide opere esposte in mostra.

Visita il sito del Museo Nazionale d’Arte Orientale

Fonte: MiBAC

Sanvito e dintorni

CONFERENZA: Laura Nuvoloni, Sanvito e dintorni: innovazione e continuità nella produzione del libro umanistico nell’Italia del secondo Quattrocento, Università di Roma La Sapienza, Dipartimento di Scienze del Libro e del Documento, Aula Magna della Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari (Viale Regina Elena, 295), Martedì 25 maggio 2010, ore 16.00.

La conferenza illustrerà l’opera di Bartolomeo Sanvito, copista eccellente ed innovativo tra la Padova del Mantegna e la Roma dei papi del secondo Quattrocento. Partecipe promotore di una nuova produzione libraria rispondente alle esigenze umanistiche di attenzione ai testi e ispirata dalla cultura antiquaria nella decorazione dei codici, egli giocò un ruolo fondamentale nell’introduzione della decorazione “all’antica” nella produzione manoscritta contemporanea e influenzò in maniera determinante la produzione di libri a stampa nei secoli a venire.

Catálogo de los manuscritos jurídicos

Il giorno 9 ottobre 2009 (ore 17:00) è stato presentato a Roma, presso l’Istituto storico italiano per il medio evo (Piazza dell’Orologio 4), il Catálogo de los manuscritos jurídicos de la Biblioteca Capitular de La Seu d’Urgell, elaborado bajo la dirección de Antonio García y García, La Seu d’Urgell 200

Sono intervenuti: Ennio Cortese (Università di Roma “La Sapienza”), Manlio Bellomo (Università di Catania) e Andrea Padovani (Università di Bologna).

Per maggiori informazioni contatta la segreteria dell’ISIME.

JOB: Bibliotheca Hertziana, Rom (Sekretariat der Abteilung Publikationen)

Die Bibliotheca Hertziana sucht zum 1. September 2009 eine/n Mitarbeiter/in für das Sekretariat der Abteilung Publikationen, Redaktion und Öffentlichkeitsarbeit (Prof. Dr. Julian Kliemann und Dr. Veronika Birbaumer) mit einem befristeten Vertrag für drei Jahre als Vollzeitkraft (40 Wochenstunden). Aufgaben: Allgemeine Sekretariatsaufgaben; Fotorecherchen und -bestellungen sowie die damit verbundene Korrespondenz, Bibliotheksrecherchen; formale Bearbeitung von Manuskripten. Voraussetzungen: Perfekte Beherrschung der deutschen und italienischen Sprache in Wort und Schrift, gute Englischkenntnisse Gründliche Kenntnisse im Bereich der Bürokommunikation (insbesondere Microsoft Word und Excel) Gute Organisationsfähigkeiten, Belastbarkeit, Teamfähigkeit. Vergütung: Die Vergütung erfolgt nach italienischem Recht unter Berücksichtigung der Ortsüblichkeit (Vergütungsschema der Deutschen Botschaft).                        Schwerbehinderte werden bei gleicher Eignung bevorzugt.

Bitte richten Sie Ihre Bewerbung in deutscher Sprache, mit den üblichen Unterlagen (mit Zeugnissen und Angabe von Referenzpersonen) bis spätestens 15. Juni  2009 an die Geschäftsführende Direktorin, Frau Prof. Dr. Elisabeth Kieven, Bibliotheca Hertziana (Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte), Via Gregoriana 28, 00187 Rom (Tel: 06-69993235, Fax: 06-69993333). Bewerbungen sind vorab per Email an folgende Adresse möglich: penna@biblhertz.it

Il Beato Angelico ai Musei Capitolini

Musei Capitolini (Palazzo Caffarelli) hanno ospitato (8 aprile – 5 luglio 2009), la mostra Beato Angelico. L’alba del Rinascimento, curata da GERARDO DE SIMONE, GIOVANNI MORELLO  e ALESSANDRO ZUCCARI. Il catalogo è stato pubblicato da Skira. La mostra è stata recensita da ANNE LEADER, “The Burlington Magazine”, vol. CLI, n. 1275, 2009, June, pp. 417-419.

A 554 anni dalla morte dell’artista (1455), la mostra ha documentato tutte le fasi della lunga e composita produzione dell’Angelico attraverso una selezione di opere efficacemente esemplificativa, che hanno messo a confronto ravvicinato le più recenti attribuzioni, i nuovi ritrovamenti, i percorsi critici meno battuti e la trascurata parentesi del decennio romano. Il percorso dell’artista pittore e miniatore è stato esemplificato non solo da tabernacoli per la devozione privata, scomparti di polittici e rarissime opere su tela, ma anche da alcuni non meno rari disegni e da una decina di splendide miniature, attestanti lo straordinario livello qualitativo da lui raggiunto in questo campo.

Sommario: Alessandro Zuccari, Giovanni Morello e Gerardo de Simone, Beato Angelico. Percorsi e ragioni di una mostra (pp. 17-19); Maurizio Calvesi, Il naturalismo “naturato” del Beato Angelico (pp. 21-23); Giorgio Bonsanti, Anomalie del Beato Angelico (pp. 25-32); Alessandro Zuccari, Simbolismi medievali e forme rinascimentali: la “porta dischiusa” nell’arte dell’Angelico (pp. 33-45); Giovanni Morello, Il Vangelo miniato del Beato Angelico (pp.  47-61); Lorenza Melli, Fra’ Giovanni Angelico disegnatore (pp. 63-70); Gianni Carlo Sciolla, “… Giovanni Angelico pittore, di fama non inferiore a Giotto e a Cimabue”. Protagonisti, interpreti e problemi della fortuna critica (pp. 71-91); Ilaria Miarelli Mariani, ” … avec Beato Angelico pour Dieu”. Appunti per la fortuna visiva del Beato Angelico (pp. 93-101); Miklós Boskovits, Due dipinti molto insoliti dell’Angelico (pp. 103-107); Magnolia Scudieri, Il ciclo affrescato nel convento di San Marco a Firenze (pp. 109-123); Cristina Acidini, Nuovi arrivi angelichiani in San Marco a Firenze (pp. 125-127); Gerardo de Simone, ‘Velut alter Apelles’. Il decennio romano del Beato Angelico (pp. 129-143); Mattia Patti, Per un catalogo della pittura angelichiana agli infrarossi (pp. 275-277); Gerardo de Simone, Il Beato Angelico attraverso le riflettografie (pp. 279-283); e Paola Mangia, Note sul restauro in corso del Trittico Corsini (284-285). Catalogo: n. 41 - Graduale per il Proprio del tempo (dalla Pasqua di Resurrezione alla domenica della Trinità esclusa) (Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, ms. Corali 3) di Angela Dillon Bussi; n. 42 – Graduale 558 (Firenze, Museo di San Marco, inv. 1918, n. 558) di Sara Giacomelli; n. 43 – Messale (Milano, Biblioteca Nazionale Braidense, ms. Gerli 54) di Angela Dillon Bussi; n. 44 – Antifonario per il Proprio del Tempo (dalla prima Domenica di Quaresima al Sabato Santo) e per il Proprio di san Tommaso d’Aquino e dell’Annunciazione (Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Corali 43) di Angela Dillon Bussi; n. 45 – Crocifissione (Firenze, Monastero di Santa Trinita; attualmente, Monastero dell’Abbazia di Vallombrosa) di Angela Dillon Bussi; n. 46 – Salterio II (Firenze, Museo di San Marco, inv. 1918, n. 530) di Sara Giacomelli; n. 47 – Salterio I (Firenze, Museo di San Marco, inv. 1918, n. 531) di Sara Giacomelli; n. 48 - Messale II (Firenze, Museo di San Marco, inv. 1918, n. 533) di Sara Giacomelli; e infine n. 49 – Johannes de Turrecremata, Meditationes seu Contemplationes devotissime (Nürnberg, Stadtbibliothek, inc. 4.2) di Christine Sauer. 

La mostra romana ha seguito, a distanza di cinque anni, la grande esposizione newyorkese dedicata a Fra Angelico, curata da LAURENCE KANTER e PIA PALLADINO, tenutasi al Metropolitan Museum of Art dal 26 ottobre 2005 al 29 gennaio 2006, Londra – New Haven 2005 (Yale University Press); e a distanza di soli due anni la mostra dedicata nel 2007 al miniatore-pittore dal Museo di S. Marco a Firenze (vedi il post specifico Fra Beato Angelico).

Si segnala inoltre, sullo stesso argomento, la recente monografia (vedi il post specifico) di DIANE COLE AHL, Beato Angelico, Londra 2008 (Phaidon), 240 pagine, 150 illustrazioni a colori, 25 foto in bianco e nero (€ 39.95), recensita da LAURENCE KANTER, “The Barlington Magazine”, vol. CLI, n. 1275, June 2009, pp. 403-407.

Giotto e il Trecento

Si è svolta a Roma, dal 6 marzo al 29 giugno 2009 presso il Complesso del Vittoriano, la mostra Giotto e il Trecento. “Il più Sovrano Maestro stato in dipintura”, curata da ALESSANDRO TOMEI, in collaborazione con CLAUDIA VIGGIANI, Ginevra – Milano 2009 (Skira).

A oltre settanta anni dall’ultima grande Mostra Giottesca, allestita alla Galleria degli Uffizi nel 1937 per celebrare il sesto centenario della morte del maestro fiorentino, sono state esposte a Roma per l’occasione oltre 150 opere, raccolte per la prima volta al fine di ripercorrere nella sua interezza il percorso figurativo giottesco, presentando gli ultimi sviluppi della critica storico-artistica in materia. Tra queste è stato possibile ammirare polittici, sculture, codici miniati e oreficerie, che insieme hanno dato conto di tutte le diverse ramificazioni dell’influsso del maestro fiorentino sull’arte italiana del suo tempo. L’attività del maestro è stata delineata da 20 opere difficili da spostare per ragioni di conservazione. La mostra è stata anche l’occasione per presentare importanti restauri, tra cui quello del Polittico di Badia (Uffizi).

Tra i numerosi saggi del catalogo (volume Saggi) si vedano quelli di MASSIMO MEDICA, Giotto e Bologna (pp. 225-239); e FRANCESCA MANZARI, La miniatura nel secolo di Giotto (pp. 271-289). Schede (volume Opere): n. 113 – Jacopo Stefaneschi, De centesimo  seu iubileo anno (Biblioteca Apostolica Vaticana, Archivio di S. Pietro, ms. G 3) di Giorgia Corso; n. 114 – Breviario romano con calendario (Napoli, Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”, ms. I.B.20) di Vincenzo Boni; n. 115 – Evangelistario (Siena, Biblioteca Comunale degli Intronati, ms. F-III-6 membr.) di Michele Becchis; n. 116 – Antifonario del tempo, proprio e comune dei santi dalla Pasqua al sabato precedente la prima domenica di settembre (Faenza, Archivio Capitolare, ms. A 4) di Gabriella Bernardi; n. 117 – Antifonario e Temporale (Perugia, Biblioteca Comunale Augusta, ms. 2785) di Milvia Bollati; n. 118 – Le Marie al sepolcro (Venezia, Fondazione G. Cini, inv. 2073) di Milvia Bollati; n. 119 – Antifonario (Padova, Biblioteca Capitolare, ms. A 14) di Marta Minazzato; n. 120 – Antifonario (Padova, Biblioteca Capitolare, ms. A 15) di Marta Minazzato; n. 121 – Antifonario (Padova, Biblioteca Capitolare, ms. A 16) di Marta Minazzato; n. 122 – Matricola della Società dei Merciai (Bologna, Museo Civico Medievale, ms. 633) di Ilaria Negretti; n. 123 – Goffredo da Viterbo, Pantheon (Parigi, Bibliothèque Nationale de France, ms. Latin 4895) di Marianne Besseyre; n. 124 – Gautier de Coincy, Miracles de Notre Dame (Parigi, Bibliothèque Nationale de France, ms. N.A.F. 24541) di Marianne Besseyre; n. 125 – Messale; Jacopo Stefaneschi, Vita, martirio e miracoli di San Giorgio, Ufficio di San Giorgio (Biblioteca Apostolica Vaticana, Arch. S. Pietro, ms. C 129) di Francesca Manzari; n. 126 – Pontificale romano (Parigi, Bibliothèque Nationale de France, ms. Latin 15619) di Marianne Besseyre; n. 127 – Pontificale romano (Boulogne-sur-Mer, Bibliothèque Municipale, ms. 86) di Marianne Besseyre; n. 128 – Guillaume Durand, Pontificale (Parigi, Bibliothèque Sainte-Geneviève, ms. 143) di Patricia Stirnemann; n. 129 – Dante Alighieri, Divina Commedia (Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, ms. Plut. 40.13) di Francesca Pasut; n. 130 – Messale romano (Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, cod. Lat. III 47) di Ilaria Negretti; n. 131 – Libro d’ore (Kremsmünster, Benediktinerstift, Stiftsbibliothek, ms. Cim. 4) di Francesca Manzari; n. 132 – Biblia latina; Antico e Nuovo Testamento (Torino, Biblioteca Reale, ms. Varia 175) di Giorgia Corso; n. 133 – Bible moralisée en français. Images du Nouveau Testament (Parigi, Bibliothèque Nationale de France, ms. français 9561) di Marianne Besseyre; n. 134 – Bibbia latina; Antico Testamento, volume 1 (Biblioteca Apostolica Vaticana, ms. Vat. lat. 3550) di Giorgia Corso; e n. 135 – Messale (Avignone, Bibliothèque Municipale, ms. 138) di Francesca Manzari.