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Gli incunaboli del Seminario Vescovile di Padova

LILIAN ARMSTRONG, PIERO SCAPECCHI e FEDERICA TONIOLO, Gli incunaboli della biblioteca del Seminario Vescovile di Padova. Catalogo e Studi, a  cura di P. GIOS e F. TONIOLO, con una Introduzione di GIORDANA MARIANI CANOVA, Padova 2008 (Istituto per la storia ecclesiastica padovana), 256 pagine, 55 tavole a colori, 134 figure in bianco e nero, € 60,00 (Fonti e Ricerche di storia ecclesiastica padovana, XXXIII).

Il volume contiene il catalogo degli incunaboli della Biblioteca del Seminario Vescovile di Padova. Una collezione di grande prestigio il cui nucleo fondante risale all’acquisto della biblioteca di Alfonso Alvarotti, avvenuto nel 1720 ad opera del bibliotecario Francesco Canal, accresciuto in seguito da lasciti e acquisizioni anche connessi alle soppressioni delle corporazioni religiose di epoca napoleonica e del Regno d’Italia. La collezione, composta da 455 edizioni possedute per 483 esemplari (due stampati in pergamena), è stata per la prima volta censita e catalogata da PIERO SCAPECCHI della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, il quale, con lavoro lungo e impegnativo, ha proceduto nel riconoscimento delle edizioni e nell’individuazione degli esemplari nei due cataloghi manoscritti della biblioteca.

La figura del collezionista, nobile padovano nato nel 1687 e morto giovanissimo nel 1720, è stata indagata nell’introduzione da GIORDANA MARIANI CANOVA, che ha evocato il clima fervido di studi filologici, in particolare incentrati sulla lingua latina, nell’ambiente padovano del primo quarto del XVIII secolo dove dominava la figura di Iacopo Facciolati. La personalità di Alfonso Alvarotti è stata vista anche all’interno dell’Accademia dei Ricovrati di cui egli fu membro assai apprezzato.

La collezione degli incunaboli Alvarotti è stata considerata contestualmente a quella dei manoscritti pure conservati in Seminario, dal momento che la maggior parte risulta pregervolmente miniata. Proprio questa ricchezza illustrativa ha indotto la scelta innovativa di corredare il volume con un saggio critico di FEDERICA TONIOLO sulle miniature e anche di una catalogazione specifica degli esemplari miniati. Agli incunaboli già noti, quali il Plinio miniato dal Maestro dei Putti, capolavoro della miniatura all’antica del Rinascimento veneto, viene ad aggiungersi un nuovo forte nucleo di esemplari veneti e ferraresi illustrati in chiave antiquaria, ad esempio dal Maestro di Pico, dal Maestro dell’Ovidio di Rimini e da Antonio Maria da Villafora e Benedetto Bordon. Non mancano incunaboli di pregio miniati in ambito toscano, come l’Iliade greca di Boccardino il Vecchio, e lombardi (ad esempio i due volumi con le Epistolae di San Girolamo illustrati dal Maestro delle Ore Birago).

La collezione è straordinariamente ricca di esemplari con xilografie giunti in biblioteca al tempo delle soppressioni e fino ad ora del tutto ignoti. LILIAN ARMSTRONG, grande studiosa dell’illustrazione libraria veneta del Rinascimento, li ha esaminati in un saggio che risulta una vera e propria storia della xilografia veneta del Quattrocento, indagata dal punto di vista stilistico e nei suoi rapporti con la miniatura. Sono emerse così le figure dei miniatori-disegnatori come il padovano Benedetto Bordon e il veneziano Maestro di Pico.

Il volume è stato presentato martedì 28 aprile 2009, alle ore 17.00, presso il Museo Diocesano di Padova (Sala Barbarigo). Sono intervenuti MARINO ZORZI e FRANCESCA FLORES D’ARCAIS; ed è stato recensito da JONATHAN ALEXANDER, su “Renaissance Qaurterly”, vol. LXIII, 2010, n. 3, pp. 975-976.

La Biblioteca del Seminario vescovile di Padova offre anche la possibilità di visitare il catalogo on-line della propria collezione libraria.