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Donatello e la sua lezione

Donatello

EXHIBITION: Donatello e la sua lezione. Sculture e oreficerie a Padova tra Quattro e Cinquecento, Padova, Musei Civici agli Eremitani e Palazzo Zuckermann, 28 marzo – 26 luglio 2015.

Padova ricorda questo momento nodale della sua storia artistica con una serie d’importanti mostre e iniziative, promosse da differenti Istituzioni e in diverse sedi, sotto il titolo comune di Donatello e Padova.

Nella mostra ai Musei Civici, la lezione del Maestro rivive in uno straordinario percorso che dai capolavori di Donatello – un’elegantissima Pietà con Angeli e le Marie in marmo e la copia di uno dei rilievi della base del monumento al Gattamelata, un’inedita Crocifissione bronzea, che vedono l’intervento del suo allievo padovano Bellano, e i fondamentali calchi ottocenteschi con i rilievi dell’altare del Santo – conduce alla scoperta di preziose sculture in bronzo e terracotta degli artisti che continuarono e svilupparono la sua rivoluzione proprio a Padova.

Testimonianze dell’altissima qualità raggiunta da Bartolomeo Bellano, Andrea Briosco detto il Riccio e Severo da Ravenna sono riunite per la prima volta agli Eremitani, mentre l’influenza del nuovo linguaggio rinascimentale nelle oreficerie sacre risplende nel vicino Palazzo Zuckermann, dove prosegue la mostra, con gli straordinari manufatti del Tesoro del Santo.

Nell’ambito dell’iniziativa Donatello e Padova è aperta anche la mostra:
Donatello svelato. Capolavori a confronto
Padova, Museo Diocesano
28 marzo – 26 luglio 2015.

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Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento

Giulio Clovio

EXHIBITION: Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento, Padova, Palazzo del Monte di Pietà (Piazza Duomo 14), 2 febbraio – 19 maggio 2013.

Letterato, mecenate e creatore della lingua italiana che parliamo ancora oggi, Pietro Bembo fu inventore, con Aldo Manuzio, dei libri di tascabili piccolo formato che, lontani dagli ingombranti tomi universitari, diventarono dei veri oggetti di “design” ambitissimi dai giovani alla moda dell’epoca. Dopo 500 anni saranno riuniti per la prima volta le opere meravigliose degli artisti di cui Bembo fu amico e di cui si circondò nella sua casa di Padova, in via Altinate, dando vita al primo “museo” del Rinascimento.

La mostra inizia nella Venezia del tardo Quattrocento, con le opere di Bellini, Giorgione e Aldo Manuzio. Poi Ferrara, dove Bembo amò Lucrezia Borgia, Mantova, con Isabella D’Este e dove il Bembo scoprì il Mantegna, poi Urbino del giovane Raffaello, Perugino, Gian Cristoforo Romano. Il percorso espositivo approda nella Roma dei Papi, dominata dal maturo Raffaello, con Valerio Belli e Giulio Romano. Giunge a Padova, la città dove Bembo scelse di vivere conservando i propri tesori nella casa di via Altinate, il primo museo del Rinascimento. Il viaggio si chiude nella Roma di Paolo III Farnese, con Bembo ritratto da Tiziano in veste cardinalizia, accanto ad opere stupende di Michelangelo e Sebastiano del Piombo, mentre i legami con il Veneto sono evocati attraverso le opere di Sansovino, Giulio Clovio, Bartolomeo Ammnnati, Danese Cataneo.

Esposte opere di Mantegna, Michelangelo, Hans Memling, Giorgione, Tiziano, Raffaello, Bellini, Giulio Romano, più Perugino, Francesco Francia, Lorenzo Costa, Sebastiano del Piombo, provenienti dai più importanti musei europei e degli Stati Uniti. Ma anche sculture raffinatissime, un maestoso arazzo dalla Cappella Sistina, strumenti musicali unici, libri a stampa fra i più preziosi del mondo, gemme incise, sculture romane in marmo e in bronzo come l’Antinoo Farnese o l’Idolino di Pesaro, capolavori dall’antico Egitto come l’arcana Mensa Isiaca. Alla fine del viaggio sembrerà di avere assistito, accanto a Bembo, alla nascita del Rinascimento. Un’arte che ancora oggi è celebrata nel mondo ed anche una certa un’idea di Italia, che ora più che mai dobbiamo conoscere e difendere.

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Cappella e Cripta Scrovegni. Problemi aperti

Cappella Scrovegni

CONFERENCE: Cappella e Cripta Scrovegni. Problemi aperti, Tavola rotonda a cura di Chiara Frugoni, Alessandro Nova e Salvatore Settis, Firenze, Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut, Palazzo Grifoni (Via dei Servi 51), lunedì, 11 febbraio 2013, ore 10.30.

Due anni fa era sembrato che entrasse in una fase operativa la costruzione di un Auditorium a circa duecento metri dalla cappella Scrovegni, costruzione che, come ha evidenziato la comissione nominata dal Comune, costituita dai proff. ing. L. D’Alapos, P. Salandin, P. Simonini, in mancanza di particolari cautele, potrebbe avere ripercussioni sulla Cappella a causa della delicata struttura idrogeologica del terreno su cui essa sorge. Si è posta attenzione alla cripta, basamento della navata della Cappella, cripta chiusa al pubblico, sul cui pavimento “per lo meno” affiora l’acqua di falda e che finora, assieme alle fondamenta “non note” dell’abside, non sembra essere stata considerata sufficientemente come componente architettonica essenziale del monumento costruito da Enrico Scrovegni.

La crisi ha fatto fino ad ora rimandare la costruzione dell’Auditorium, di committenza comunale, ma non la costruzione di due gigantesche torri, di committenza privata, anch’esse poco distanti dalla Cappella, per le quali sono stati già ultimati gli scassi profondi ventisette metri. Si è aggiunto poi il recente terremoto che ha provocato notevoli danni alla Basilica del Santo e ad altri monumenti padovani (la Cappella non è mai stata sottoposta a studi di verifica sismica e a conseguenti opere di messa in sicurezza). L’insieme di questi problemi ha spinto un gruppo di studiosi a dedicare una giornata per un esame il più possibile approfondito, nella speranza di una soluzione comprensiva e ‘super partes’ dei tanti dubbi e interconnesse questioni che potrebbero riper- cuotersi sugli affreschi di Giotto.

Programma

Sessione mattutina
* Alessandro Nova, Introduzione
* Giuliano Pisani, La salvaguardia della Cappella degli Scrovegni: situazione in essere e in divenire
* Luigi D’Alpaos, Caratteristiche idrogeologiche dell’area della Cappella degli Scrovegni
* Pietro Matracchi, Elementi per la diagnostica architettonica della Cappella degli Scrovegni. Il problema del cordolo
* Renzo Fontana, Italia Nostra di Padova. Il punto di vista dell’Associazione.

Sessione pomeridiana
* Girolamo Zampieri, Il problema del condotto d’acqua nella cripta della Cappella degli Scrovegni
* Bruno Zanardi, I grafici (sbagliati) delle giornate degli affreschi di Giotto agli Scrovegni. Con un cenno a un’economia dei beni culturali
* Tomaso Montanari, Giotto: cosa c’è sotto?

Discussione e tavola rotonda con gli interventi di Chiara Frugoni, Giorgio Macchi e Salvatore Settis.

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Libri e scritture dell’Umanesimo veneto

WEBSITE: Libri e scritture nell’Umanesimo veneto del Quattrocento (LeSUV) è il catalogo in linea dei fondamentali manoscritti dell’Umanesimo veneto del Quattrocento.

LeSUV costituisce un repertorio di tipologie librarie, mani dei copisti, particolarità grafiche e codicologiche, colori e elementi decorativi, con particolare riferimento alle diverse caratteristiche assunte dalla cosiddetta littera antiqua in area veneta, dalla sua introduzione (prima metà del Quattrocento), fino al successivo sviluppo del filone antiquario (metà-seconda metà del secolo).

Al nucleo iniziale di manoscritti si potranno infatti aggiungere ulteriori schede catalografiche e notizie riguardanti committenti, copisti, miniatori, stampatori, storia delle biblioteche e dei fondi librari antichi, ricreando virtualmente il tessuto grafico del Quattrocento veneto.

Il modello di descrizione è di tipo sommario. Ogni scheda di descrizione contiene inoltre almeno una riproduzione digitale del manoscritto. LeSUV è un progetto promosso e finanziato Dipartimento di Storia dell’Università di Padova. È realizzato in collaborazione con il Servizio Beni Librari della Regione del Veneto, nel quadro della convenzione Catalogazione dei manoscritti medievali nella Regione del Veneto.

Al progetto LeSUV partecipa un gruppo di docenti universitari, ricercatori e responsabili di biblioteche di conservazione, uniti da interessi specifici ed esperienze nel campo della catalogazione e dello studio dei manoscritti del medioevo e del rinascimento.

LeSUV è realizzato in collaborazione con Nuova Biblioteca Manoscritta, un progetto promosso da Regione del Veneto e Università Ca’ Foscari di Venezia.

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Splendore nella Regola

BOOK: Splendore nella Regola. Codici miniati da monasteri e conventi nella Biblioteca Universitaria di Padova, catalogo della mostra a cura di Federica Toniolo e Pietro Gnan, Padova, Oratorio di San Rocco, 1-30 aprile 2011, Padova 2011 (Biblioteca Universitaria di Padova).

Sommario:

Presentazione (p. 7)

Federica Toniolo, L’immaginario medievale nei manoscritti miniati della Biblioteca Universitaria di Padova (pp. 9-37)

Nicoletta Giovè Marchioli, Una raccolta di sorprese. Aspetti grafici e codicologici dei codici miniati proveninenti dalle raccolte librarie ecclesiastiche padovane e conservati nella Biblioteca Universitaria di Padova (pp. 19-52)

Lavinia Prosdocimi, Sulle tracce di antichi inventari e note manoscritte. Codici da librerie claustrali nella Biblioteca Universitaria di Padova (pp. 53-71)

Catalogo (pp. 75-162, nn. 1-24)
Bibliografia (pp. 165-175)
Manoscritti citati nelle schede di catalogo (pp. 177-179).

Il Codicetto Botticin di Padova

FRANCESCO ZAGO, Il Codicetto Botticin di Padova. Illustrazioni e nuove ipotesi sulla committenza, “Bollettino del Museo Civico di Padova”, a. XCVIII, 2009, pp. 137-155.

Il Codicetto Botticin è conservato a Padova (Museo Botticin, ms. MB 970).

Appartenuto a uno studente tedesco, fu eseguito tra Venezia e Padova negli anni 1613-14, in concomitanza con il soggiorno in Veneto di Chrisiano d’Anhalt.

Guariento e la Padova del Trecento

MOSTRA: Guariento e la Padova Carrarese, Padova, Palazzo del Monte di Pietà, Civici Musei agli Eremitani, Palazzo Zuckermann, Museo Diocesano e Casa del Petrarca ad Arquà Petrarca, 16 aprile – 31 luglio 2011. La mostra è stata curata da Francesca Flores D’Arcais, Davide Banzato e Annamaria Spiazzi.

Tutte le principali opere del grande Maestro degli Angeli, di colui che, dopo Giotto, è stato il più grande interprete della pittura del Trecento a Padova, saranno riunite nella grande esposizione. Decine di preziosissime tavole e affreschi staccati documenteranno finalmente la grandezza assoluta di un artista che ha saputo precorrere l’eleganza del gotico internazionale. I meravigliosi Angeli, Arcangeli, Cherubini del Guariento saranno affiancati alle altre mirabili opere a tema sacro e profano del Maestro. Accanto ai capolavori del Guariento, la mostra propone opere di Giotto, Pietro e Giuliano da Rimini, Vitale da Bologna, Paolo e Lorenzo Veneziano, Giusto Menabuoi, Altichiero, Vivarini, Nicolò di Pietro, Giambono.

La grande monografia sul Guariento allestita a Palazzo del Monte è l’epicentro di una più ampia esposizione che indaga, per la prima volta in modo compito, la Padova Carrarese. La mostra si dipana in diverse sedi espositive: i Civici Musei agli Eremitani, Palazzo Zuckermann, il Museo Diocesano e la Casa del Petrarca ad Arquà. In quest’ultima è allestito un approfondimento sul Poeta e i suoi anni padovani. Con quella di Arquà sono ben 10 le sezioni della grande mostra. Indagano a tutto tomdo le figure dei Signori trecenteschi di Padova nonché di diversi aspetti della vita di corte e cittadina nel Secolo d’oro di Padova: la letteratura, i libri, la musica, la scienza, la scultura, le arti applicate (oreficeria, ceramiche, avori, mobili) la monetazione e persino la moda.

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I manoscritti miniati dell’Antoniana

GIORDANA MARIANI CANOVA, I manoscritti miniati della Biblioteca Antoniana. Nuove riflessioni sulla genesi della raccolta, “Il Santo. Rivista francescana di storia, dottrina, arte”, L, 2010, fasc. 2-3, pp. 389-400.

Sommario

L’intervento esamina i manoscritti miniati della Biblioteca Antoniana considerandoli soprattutto dal punto di vista dei modi e dei tempi del loro ingresso in biblioteca e delle scelte di gusto sottese alla loro illustrazione. La ricerca dimostra come la comunità del Santo si sia comportata con francescana sobrietà nell’allestimento della biblioteca, svolgendo una limitata committenza nel settore dei codici miniati che sembrano essere arrivati soprattutto attraverso acquisti fatti prevalentemente in funzione del testo, e doni di personaggi illustri. In particolare non risulta che al Santo funzionasse un atelier di miniatori addetti alla decorazione dei libri di biblioteca. La qualità degli esemplari miniati appare in generale di livello medio-alto, ma non eccezionale, appunto perché la biblioteca era considerata luogo di studio e non strumento di prestigio.

Convegno di Storia della miniatura (Padova)

CONVEGNO – Libri miniati per la chiesa, per la città, per la corte in Europa: lavori in corso, Padova, Palazzo del Bo (Archivio Antico, via VIII Febbraio 2) e Museo Diocesano di Padova (Palazzo Vescovile, Piazza Duomo 12), 2-4 dicembre 2010.

Programma:

Giovedì 2 dicembre 2010, Palazzo del Bo, Archivio antico
9.15 – Saluti delle autorità; Presiede e introduce Giordana Mariani Canova
10.00 – Lilian Armstrong, Liturgical Manuscripts Illuminated by Benedetto Bordon: Examples from Collections outside of Italy; Marco Rossi, Il Libro di preghiere dell’arcivescovo di Milano Arnolfo II (998-1018); Fabrizio Crivello, Osservazioni intorno a due miniature manfrediane poco note; Rebecca Corrie, The Conradin Bible and Other Projects: Manuscript Illuminators at Work between Naples and Rome; Silvia Maddalo, I libri per i pontefici tra secolo XIII e secolo XV. Discontinuità nella tradizione; Massimo Medica, Il Maestro delle Iniziali di Bruxelles, ovvero Giovanni di fra’ Silvestro: un miniatore per la Confraternita di Santa Maria della Morte; Susy Marcon, Un riesame della miniatura del primo Trecento a San Marco; Gaia Elisabetta Unfer Verre, Problemi di miniatura romana nell’età della Riforma: l’Evangeliario Piana 3.210 di Cesena.

14.30 – Presiede Giulia Orofino
Arianna Vena, Un frammento di bibbia atlantica nell’Archivio di Stato di Potenza; Eva Ponzi, L’Exultet di Velletri. Un percorso iconografico; Fabio Bossetto, Una Bibbia ‘crociata’ alla Biblioteca Capitolare di Padova; Andrea Improta, Codici miniati dalla Biblioteca di San Domenico Maggiore di Napoli: prime indagini; Laura Alidori, Libri miniati per i domenicani in Toscana e circolazione di manoscritti; Marta Minazzato, I graduali trecenteschi della cattedrale di Padova; Emanuela Elba, Miniatura in Terra d’Otranto tra XIV e XV secolo: l’Eucologio Vat. Borg. Gr. 7; Salvatore Sansone, Le Mura di fuoco nel Dante urbinate e la tradizione manoscritta della Commedia; Sonia Chiodo, Un manoscritto inedito di primo Trecento: il corale H dell’Archivio Capitolare di Arezzo; Angela Dillon, Nuove proposte per Martino da Modena; Josephina Planas, Benedicto XIII y el escritorio papal instalado en Peñíscola: nuevas reflexiones; Francesca Manzari, La ripresa della miniatura a Roma durante lo Scisma. Copisti, calligrafi e miniatori attivi per Bonifacio IX; Gino Castiglioni, Libri d’ore e offici veronesi dell’età tardogotica.
18.40 – Assemblea generale della Società: I convocazione.

Venerdì 3 dicembre, Museo diocesano, Sala del Collegio Sacro
9.00 – Saluti delle autorità; Presiede Giusi Zanichelli
9.15 – Giordana Mariani Canova, Il catalogo dei miniati della Capitolare e la miniatura a Padova nel Rinascimento; Susan L’Engle, Produced in Padua? Three Manuscripts of the Roman de Troie; Paola Guerrini, I diagrammi medioevali e la conservazione del sapere; Xenia Muratova, I cicli di miniature del Bestiario d’amore di Richard de Fournival; Maria Alessandra Bilotta, Libri giuridici miniati nelle città della Francia meridionale tra XIII e XIV secolo: alcuni esemplari recentemente ritrovati; Lorenza Novello, L’illustrazione dell’Entrée d’Espagne della Biblioteca Marciana di Venezia: la prima fase; Laura Gnaccolini, Girolamo da Cremona e l’alchimia; Silvia Fumian, Una nuova proposta per il miniatore del Filocolo Gonzaga (Oxford, Bodleian Library, ms. Can. It. 85); Leonardo Granata, Il catalogo dei manoscritti datati della Biblioteca Capitolare di Padova; Gianluca del Monaco, “Pasture da pigliare occhi per aver la mente”. L’Illustratore a Bologna tra libri di legge e chiose dantesche: problemi aperti e sviluppi recenti della ricerca.

14.00 – Visita alla mostra dei codici della Biblioteca Capitolare (guidata da Andrea Nante e Federica Toniolo).

15.20 – Palazzo del Bo, Archivio antico; Presiede Francesca Flores D’Arcais
Lorena Dal Poz, Cataloghi aperti in rete: il progetto veneto Nuova Biblioteca Manoscritta; Bente Klange Addabbo, Un testo di Fibonacci, manoscritto trecentesco della Biblioteca Comunale degli Intronati di Siena; Ana Domínguez Rodríguez, La miniatura de Alfonso X el Sabio: un arte de corte; Francesca Masi, Su alcuni codici miniati a Firenze per Enea Silvio Piccolomini; Ada Labriola, Un manoscritto ritrovato: la Vita di Esopo miniata per Piero di Lorenzo de’ Medici; Laura Nuvoloni, “Posuit vestigia princeps”: appunti sugli anni formativi di Bartolomeo Sanvito a Padova; Ulrike Bauer-Eberhardt, La medicina in un manoscritto miniato a Napoli per Domenico della Rovere; Adriana Di Domenico, Un codice della Biblioteca Nazionale di Firenze proveniente dal monastero di S. Maria degli Angeli e un ciclo perduto del Carpaccio; Hans Joachim Eberhardt, Una primizia di Liberale a Siena.
21.00 – Assemblea generale della Società: II convocazione.

Sabato 4 dicembre 2010, Palazzo del Bo, Archivio antico
9.00 – Presiede Alessandra Perriccioli
Antonio Iacobini, Dalla corte di Costantino VII alla corte di Napoleone: il progetto per un’edizione neoclassica del Rotulo di Giosuè; Grazia Maria Fachechi, Giallo come oro, giallo versus oro: usi e significati di un colore ambiguo e polisemico nei manoscritti del Medioevo; Teresa D’Urso e Pierluigi Mulas, Novità da Chantilly; Lyle Humphrey, Le miniature di Martino da Modena nella Mariegola dei merciai di Venezia: una testimonianza della presenza dei lucchesi a Venezia nel tardo Quattrocento; Elena De Laurentiis, La collezione di Italian illuminated cuttings della British Library: novità e precisazioni; Caterina Virdis Limentani, Il libro d’ore detto di Maria Stuarda della Biblioteca Classense di Ravenna. Alcune riflessioni e una trouvaille; Lucinia Speciale, Un cartulario illustrato romano d’inizio Seicento; Tavola rotonda e conclusione dei lavori.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Università degli Studi di Padova, Piazza Capitaniato 7, 35139 Padova,  Tel. 049 8274673, Fax 049 8274670.

La Pontificia Biblioteca Antoniana è online

Pontificia Biblioteca Antoniana, Basilica del Santo, Piazza del Santo 11, 35123 Padova (PD).

La biblioteca è di natura privata, di proprietà della Santa Sede. È aperta agli studiosi e ai ricercatori ed è espressione dell’attività culturale dei frati minori conventuali di Padova, che nei secoli si sono distinti nella formazione teologica, filosofica e umana.

In seguito agli accordi intercorsi tra la Santa Sede e il Regno d’Italia nel 1929 (Patti Lateranensi) e in applicazione dei regolamenti conseguenti (1932), la Biblioteca Antoniana come tutte le altre realtà annesse al «Complesso Antoniano» (Basilica e Convento) passò sotto la giurisdizione diretta del Sommo Pontefice. Dal 1932 pertanto la Biblioteca ha acquisito il titolo di Biblioteca «pontificia».

Nel 1810 il decreto napoleonico di soppressione degli istituti religiosi costrinse i frati ad una presenza ridotta, quali semplici ufficiatori e custodi della Basilica, fino al 1826, quando la comunità poté ricostituirsi sotto il dominio austriaco. Un’altra crisi derivò dall’annessione del Veneto al Regno d’Italia con l’applicazione di leggi ostili agli ordini religiosi.

A preservare la Biblioteca Antoniana dalla dispersione era stata, all’arrivo dei francesi a Padova nel 1797, l’accortezza del bibliotecario p. Bonaventura Perissuti, poi nel 1810 fu l’intervento della Veneranda Arca di S. Antonio, l’antico ente cittadino preposto alla conservazione e abbellimento del Santuario, che rivendicò la proprietà della Biblioteca, sottraendola così alla soppressione decretata per la comunità religiosa.

Una prima catalogazione del corpus dei manoscritti è stato condotto con la collaborazione degli Uffici della Sovrintendenza ai Beni Librari della Regione del Veneto. In forma generica, le principali informazioni di alcuni fondi speciali della Biblioteca sono elencati nei sottostanti raggruppamenti:

* Catalogo riviste
* Catalogo incunaboli
* Fondo ebraico del XVI secolo
* Catalogo Archivio

Clicca qui per entrare nel sito della Pontificia Biblioteca Antoniana

Argomenti francescani padovani

Il Santo. Rivista francescana di Storia, Dottrina, Arte, a. XLIX, 2009, nn. 2-3.

ALESSANDRO RATTI, Il libro e il giglio. Studio teologico sulla correlazione dei due simboli antoniani (pp. 271-304).

FRANCESCA COCCHIARA, La Biblioteca Antoniana nel Seicento. Fondi, funzioni, immagini attraverso lo spoglio delle edizioni veneziane illustrate (pp. 475-499).

MARTINA PANTAROTTO, Note di lettura al Catalogo dei codici della Biblioteca Capitolare di Padova (pp. 555-571).

Cultura, arte e committenza a Padova

Incontro su Cultura, arte, committenza al Santo nel Quattrocento, Padova, Basilica del Santo (Sala dello Studio Teologico),  25-26 settembre 2009. Le due giornate sono promosse dal Centro Studi Antoniani, dall’Università degli Studi di Padova (Facoltà di Lettere e Filosofia) e dalla Veneranda Arca di S. Antonio.

PROGRAMMA: Venerdì 25 settembre (ore 9:30) – Luciano Bertazzo (direttore Centro Studi Antoniani), Saluti e introduzione. Parte I – Storia religiosa e culturale tra città,  università e convento del Santo: Silvia Collodo, La realtà padovana del Quattrocento; Maria Teresa Dolso, «Francescanesimi» nel Quattrocento padovano; Andrea Tilatti, Quattrocento agiografico tra scritture e riscritture; Elda Martellozzo Forin, Maestri, teologi e studenti al Santo; Antonino Poppi, I frati francescani del Santo: profili e dinamiche; Giulia Foladore, Parole di pietra: le epigrafi quattrocentesche del Santo; Nicoletta Giovè, La cultura scritta al Santo nel Quattrocento fra produzione, fruizione e conservazione; Giordana Mariani Canova, La miniatura nella Biblioteca Antoniana: nuovi apporti e interpretazioni. Sabato 26 settembreParte II – Storia istituzionale: l’Arca del Santo: Donato Gallo, La  Veneranda Arca quale espressione del ceto dirigente padovano del Quattrocento; Edoardo Demo, L’Arca del Santo nei suoi aspetti economici e contabili; Giorgetta Bonfiglio Dosio, L’archivio dell’Arca come fonte documentaria; Antonio Lovato, Per la storia musicale al Santo nel Quattrocento. Parte III – Arte e committenza: Giovanna Baldassin Molli, L’arrivo di Donatello a Padova; Cinzia Maria Sicca, L’arredo liturgico del presbiterio prima dell’incendio del 1749: i disegni di John Talman (1677-1726); Francesco Lucchini, Circolazione di reliquie e committenza di reliquiari al Santo nel primo Quattrocento; Anne Markham Schulz, La tomba Roselli e le prime opere di Pietro Lombardo a Padova e a Venezia; Alberta De Nicolò Salmazo, Per la storia dell’arte a Padova nel Quattrocento; Davide Banzato, Verso il Cinquecento: da Bellano a Briosco; e Antonio Rigon, Conclusioni.

Per maggiori informazioni visita il sito del Centro Studi Antoniani