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Vasari e il primato degli artisti toscani

Il Primato dei Toscani nelle Vite del Vasari, catalogo della mostra a cura di PAOLA REFICE, Arezzo, Basilica Inferiore di San Francesco, 3 settembre 2011 – 9 gennaio 2012, Firenze 2011 (Edifir), 470 pagine, € 32,00.

Indice

Presentazioni di Giancarlo Galan, Maddalena Ragni e Agostino Bureca (pp. 9-14)

Antonio Paolucci, Introduzione (pp. 15-18)

Saggi:
Agostino Bureca, Giorgio Vasari … pittore di penna e scrittore di pennello (pp. 19-28)
Michele Campisi, Il Primato è dell’Architettura (pp. 29-57)
Lia Brunori, “Viver sempre”: ritratti di artisti toscani nelle Vite del Vasari fra memoria e realtà (pp. 59-72)
Paola Refice, Firenze, 1250. Vasari e gli artefici del riscatto delle arti (pp. 73-78)
Mario Scalini, Vasari e i maestri della prospettiva (pp. 79-102)
Antonio Natali, «il moto et il fiato». Leonardo e la nascita della “maniera moderna”, secondo Vasari (pp. 103-111)
Maddalena Spagnolo, Vasari allievo e critico di Andrea del Sarto (pp. 113-130)
Alessandra Giannotti, La leggiadra maniera del Rosso pittore fiorentino (pp. 131-146)
Irene Baldriga, Michelangelo,ovvero della perfezione (il genio) (pp. 147-164)
Rossella Cavigli, Vasari e l‘eccellenza del fare (pp. 165-192)

Le tecniche:
Rachele Cardaropoli, «Degli schizzi, disegni, cartoni et ordine di prospettive e per quel che si fanno, et a quello che i pittori se ne servono» (pp. 193-196)
Silvano Lazzeri, Di stucchi e di pitture (pp. 197-200)

Opere in mostra
Parte prima (pp. 201-275)
Parte seconda (pp. 277-373)
Parte terza (pp. 375-429)

Bibliografia (pp. 431-470).

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Libri allo specchio (mostra)

MOSTRA: Libri allo specchio. Edizioni facsimilari alla Biblioteca Estense, Modena, Biblioteca Estense Universitaria (Largo Sant’Agostino 337; telefono: 059-222248), 24 settembre – 19 novembre 2011.

In concomitanza con il convegno Libri allo specchio. Riflessioni sull’editoria facsimilare oggi, tenutosi presso la Biblioteca Estense Universitaria di Modena (sabato 24 settembre 2011),  e riprendendo una mostra realizzata nell’estate del 2010, la biblioteca modenese propone l’esposizione di un elevato numero di facsimili relativi a codici conservati in biblioteche italiane ed estere, consentendo, nel caso dell’Estense, di apprezzare la fedeltà agli originali, proposti a fianco della riproduzione.

Mostra a cura di Paola Di Pietro, Teresa Guerriero e Cristina Magrone.

Fonte: MiBAC

Lucca e l’Europa (catalogo)

CATALOGO: Lucca e l’Europa . Un’idea di Medioevo (V-XI secolo), catalogo della mostra a cura di Clara Baracchini, Carlo Bertelli, Antonino Caleca, Marco Collareta, Gigetta Dalli Regoli e Maria Teresa Filieri,  Lucca, Fondazione Ragghianti, 25 settembre 2010 – 9 gennaio 2011, Lucca 2010 (Edizioni Fondazione Ragghianti Studi sull’Arte), 260 pagine, illustrazioni in bianco e nero e a colori.

Il Medioevo è stato una presenza costante nel pensiero storico e critico di Carlo Ludovico Ragghianti. La mostra qui presentata dedicata a quel periodo offre l’opportunità di ricordare il grande studioso affrontando alcune delle tematiche che più gli stettero a cuore. L’esposizione illustra un percorso lungo circa sei secoli e lo fa muovendosi per approfondimenti tematici, fedele all’insegnamento di Ragghianti.

Parte essenziale del ragionamento sviluppato è il fondamentale rapporto dialettico che esiste tra naturalismo ed astrazione. Intorno all’esempio ben noto dell’arte monetale e della progressiva stilizzazione dei suoi modelli naturalistici, vengono raccolti alcuni esemplari della scultura tardoantica in avorio e della coeva oreficeria, con l’intento di illustrare al meglio le convergenze e le divergenze che caratterizzano i passaggi dalla crisi dell’Impero romano fino alla civiltà carolingia.

Una selezione accurata dei manufatti permette di accostare reperti celeberrimi, come la lamina di Agilulfo del Museo del Bargello o il ms. 490 della Biblioteca Capitolare di Lucca, a manufatti meno noti ma non per questo meno significativi, come i dittici consolari e le fibule di produzione barbarica. Il percorso arriva fino agli albori dell’XI secolo, estendendosi anche a classi di materiali di più raro accesso, come le stoffe di produzione orientale.

Indice

Premessa (pp. 11-13)
Il paradigma monetale (pp. 15-36)
Gli avori e la continuità con l’arte classica (pp. 37-48)
Le oreficerie e l’avvento dell’arte astratta (pp. 49-78)
Il mondo del libro (pp. 79-86)
Scultura altomedievale in pietra e decoro monumentale (pp. 87-108)
Reliquie e reliquiari (pp. 109-118)
La sintesi carolingia (pp. 119-128)
Scrittura, pittura, intaglio (pp. 129-154)
Dai tessuti alla scultura monumetale (pp. 155-188)
Esempi d’Oltremare (pp. 189-206)
Verso l’età comunale (pp. 207-226)
Fortuna visiva dell’arte medievale lucchese (pp. 227-229)
Bibliografia generale (pp. 231-253).

I manoscritti miniati presi in esame nel catalogo sono i seguenti:
- Miscellanea (Lucca, Biblioteca Capitolare Feliniana, ms. 490), pp. 81-84, cat. 44 (scheda di Gaia Elisabetta Unfer Verre)
- Evangeliario (Perugia, Biblioteca Capitolare, ms. 2), pp. 85-86, cat. 45 (scheda di Antonino Caleca)
- Evangeliario (Lucca, Biblioteca Capitolare Feliniana, ms. 8), pp. 131-132, cat. 64 (scheda di Gaia Elisabetta Unfer Verre)
- Ionas Bobiensis, Vita Colombani (Torino, Biblioteca Nazionale Universitaria, ms. F.IV.12), pp. 133-134, cat. 65 (scheda di Laura Torricini)
- Evangeliario (Torino, Biblioteca Nazionale Universitaria,ms. O.IV.20), pp. 135-136, cat. 66 (scheda di Laura Torricini)
- Omeliario (Montecassino, Archivio dell’Abbazia, ms. 109), pp. 137-138, cat. 67 (scheda di Gaia Elisabetta Unfer Verre)
- Miscellanea (Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana (ms. Amiantinus 3), pp. 139-140, cat. 68 (scheda di Laura Torricini)
- Rabano Mauro, De laudibus Sanctae Crucis (Lucca, Biblioteca Statale, ms. 370, cc. 102-121), pp. 141-145, cat. 69 (scheda di Gaia Elisabetta Unfer Verre)
- Brochardus Wormatiensis, Collectio Canonum (Lucca, Biblioteca Capitolare Feliniana, ms.124), pp. 211-214, cat. 98 (scheda di Chiara Balbarini)
- Brochardus Wormatiensis, Collectio Canonum (Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana (ms. Plut. 16.21), pp. 215-216, cat. 99 (scheda di Laura Torricini).

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Antiche Madonne d’Abruzzo a Trento

MOSTRA: Antiche Madonne d‘Abruzzo. Dipinti e sculture medievali dal Castello de L’Aquila, Castello del Buonconsiglio (Via Bernardo Clesio, 5 38122 Trento, tel. ++39 0461233770), 4 dicembre 2010 – 1 maggio 2011.

In esposizione al Castello del Buonconsiglio di Trento una ventina di opere fra dipinti su tavola e sculture lignee, databili tra la fine del XII e gli esordi del XIV secolo, in gran parte salvate dai vigili del fuoco dal Museo Nazionale d’Abruzzo dopo il terremoto dell’aprile 2009, come documenta il filmato Arte salvata. Sono inoltre proposte due sculture concesse in prestito dalla diocesi di Teramo: la straordinaria Madonna di Castelli e la Madonna della Cattedrale di Teramo, al pari delle altre elaborate dagli abili intagliatori e pittori che hanno operato stabilmente o transitato in Abruzzo nel corso del Medioevo.

Tra i dipinti spiccano la Madonna de Ambro e la Madonna di Sivignano, tra le sculture la Madonna di Lettopalena (CH), databile alla fine del XII secolo. Questi capolavori ben rivelano come l’Abruzzo sia stato un crocevia di culture e un centro di elaborazione di spinte culturali aggiornate, grazie ai frequenti contatti con i territori d’oltralpe e l’Oriente bizantino, sulle rotte dei pellegrini e dei commerci lungo la Via degli Abruzzi e per le vie del mare.

La Madonna delle Concanelle da Bugnara e i simulacri provenienti da chiese di Scoppito e Collettara, nei pressi dell’Aquila, ascrivibili al Duecento, delineano il profilo di una regione dalla vivace attività artistica, legata ad una pratica devozionale radicata nel tessuto sociale popolare. Ammirevoli, come prodotti di un’abilità tecnica che investe non soltanto l’arte dell’intaglio ma anche quella pittorica, anche la Madonna di Pizzoli e la Madonna di Penne (PE), con il volto ancora adolescente e la scollatura che le copre le spalle.

In chiusura della mostra è esposta la Madonna di San Silvestro, proveniente dall’omonima chiesa aquilana, che rappresenta un esempio eloquente del nuovo gusto ‘francese’ diffusosi dopo l’affermazione della sovranità angioina nel Regno di Napoli.

La mostra, curata da Lucia Arbace, è frutto della collaborazione tra la Soprintendenza B.S.A.E. dell’Abruzzo e della Provincia di Trento. Catalogo Allemandi, con testi di Lucia Arbace, Gaetano Curzi, Alessandro Tomei e Marta Vittorini.

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Guariento e la Padova del Trecento

MOSTRA: Guariento e la Padova Carrarese, Padova, Palazzo del Monte di Pietà, Civici Musei agli Eremitani, Palazzo Zuckermann, Museo Diocesano e Casa del Petrarca ad Arquà Petrarca, 16 aprile – 31 luglio 2011. La mostra è stata curata da Francesca Flores D’Arcais, Davide Banzato e Annamaria Spiazzi.

Tutte le principali opere del grande Maestro degli Angeli, di colui che, dopo Giotto, è stato il più grande interprete della pittura del Trecento a Padova, saranno riunite nella grande esposizione. Decine di preziosissime tavole e affreschi staccati documenteranno finalmente la grandezza assoluta di un artista che ha saputo precorrere l’eleganza del gotico internazionale. I meravigliosi Angeli, Arcangeli, Cherubini del Guariento saranno affiancati alle altre mirabili opere a tema sacro e profano del Maestro. Accanto ai capolavori del Guariento, la mostra propone opere di Giotto, Pietro e Giuliano da Rimini, Vitale da Bologna, Paolo e Lorenzo Veneziano, Giusto Menabuoi, Altichiero, Vivarini, Nicolò di Pietro, Giambono.

La grande monografia sul Guariento allestita a Palazzo del Monte è l’epicentro di una più ampia esposizione che indaga, per la prima volta in modo compito, la Padova Carrarese. La mostra si dipana in diverse sedi espositive: i Civici Musei agli Eremitani, Palazzo Zuckermann, il Museo Diocesano e la Casa del Petrarca ad Arquà. In quest’ultima è allestito un approfondimento sul Poeta e i suoi anni padovani. Con quella di Arquà sono ben 10 le sezioni della grande mostra. Indagano a tutto tomdo le figure dei Signori trecenteschi di Padova nonché di diversi aspetti della vita di corte e cittadina nel Secolo d’oro di Padova: la letteratura, i libri, la musica, la scienza, la scultura, le arti applicate (oreficeria, ceramiche, avori, mobili) la monetazione e persino la moda.

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La luce delle carte

Giovedì 14 ottobre 2010 alle ore 17.00, nella Sala della Crociera del Collegio Romano, Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Via del Collegio Romano 27, Roma), sarà presentato il catalogo della mostra La luce delle carte. Miniatura a Roma dal ‘600 al ‘900, a cura di EMILIA ANNA TALAMO e MARCO PIZZO.

Saluti: Maurizio Fallace (Direzione Generale per le Biblioteche, Gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore), Maria Concetta Petrollo (Direttore Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte) e Maria Giovanna Fadiga (Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte).

Interventi: Giovanna Capitelli (Università della Calabria) e Silvia Meloni (Galleria degli Uffizi, Firenze).

Saranno presenti i curatori della mostra.