Entries Tagged as 'miniatura'

Società della Miniatura: assemblea dei soci

NEWS: Convocazione dell’assemblea dei soci della “Società internazionale di Storia della Miniatura” il giorno venerdì 23 novembre 2012, alle ore 13.00, presso il Museo Diocesano di Padova (piazza Duomo), con il seguente ordine del giorno:

1)    Relazione del Presidente sull’andamento della Società
2)    Discussione e approvazione dell’attività proposta dal Consiglio Direttivo e dai soci
3)    Approvazione del bilancio preventivo e consuntivo
4)    Modifica dello Statuto
5)    Varie ed eventuali.

Tipologie e costi della miniatura fiorentina

ARTICLE: Anna Melograni, Tipologie e costi della miniatura fiorentina di fine Quattrocento: un riesame della Bibbia di Attavante per il re di Portogallo, “Bollettino d’Arte”, serie VII, 2011, fascicolo 10, pp. 111-124.

Due opere miniate nella bottega del fiorentino Attavante tra il 1494 e il 1497 per il re di Portogallo, Emanuele I, oggi conservate a Lisbona – la Biblia dos Jeronimos con il commento di Niccolò di Lira in sette volumi (Arquivo Nacional da Torre do Tombo, mss. CF 161/1-7) e il Livro das Sentenças di Pietro Lombardo (ms. CF 145) – consentono di fare nuova luce sul costo della loro decorazione. Il presente studio, partendo dal noto contratto stipulato tra il miniatore e il mercante fiorentino Clemente Sernigi, incaricato dal sovrano di seguire la lavorazione dei codici, esamina le diverse tipologie decorative menzionate nel documento e i relativi costi, mettendoli a confronto con le pagine prodotte da Attavante e dai suoi collaboratori negli otto volumi portoghesi. L’analisi comparativa tra fonte scritta e dato materiale permette di individuare per la prima volta tipologie di miniature poco note, discusse in passato senza giungere ad un chiarimento definitivo (ad esempio, a proposito delle «lettere paliate») e di conoscerne il valore, fissando in tal modo una sorta di “prezzario” per la miniatura fiorentina di fine Quattrocento.

English Version

Corso di miniatura medievale

COURSE: Corso di miniatura medievale (anche per non esperti), docente: Francesco Mori, storico dell’arte e pittore, San Giovanni in Persiceto (Bologna), Via Marconi 45 (telefono: ++39-3279179506), 23-24 Giugno 2012. Costo del corso: € 140,00.

La miniatura medievale è creata con la tecnica dei 3 strati, Francesco Mori spiegherà e mostrerà l’uso delle basi costituite da pigmenti minerali e/o vegetali estratti prevalentemente da fiori, legno erba ecc. fino all’ultima mano di colore di solito ricavato dal piombo.

Procedimenti usati per la creazione di miniature medievali:
* La riproduzione
* La tecnica dei 3 strati
* La procedura per il trasferimento del disegno
* L’uso del pennino
* L’uso dell’inchiostro e della gomma pane.
* La doratura
* Il taglio e l’uso della penna
* Stesura degli inchiostri e delle basi
* Doratura
* Ombreggiature
* Didattica sui colori.

Materiali a carico dei corsisti: pennelli pelo naturale (martora) rotondi no. 0 e 1; e pennelli sintetici rotondi  no. 4 e 6. Materiale fornito dal docente: set di colori ad acqua; pergamena; foglio oro zecchino; assiso per doratura; e penna d’oca. Sarà in vendita un cd dimostrativo con tutte le fasi e i procedimenti necessari per realizzare la miniatura.

Le iscrizioni chiuderanno il 12 Giugno 2012.

Clicca qui per saperne di più.

Miniatura in Dalmazia (XI-XIII sec.)

NEWS: Presentazione del volume di EMANUELA ELBA, Miniatura in Dalmazia. I codici in beneventana (XI-XIII sec.), Bari, ex Palazzo delle Poste, 20 aprile 2012, ore 17,00.

Saluti:
* Grazia Distaso (Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”)
* Francesco Schittulli (Presidente della Provincia di Bari)
* Christine Farese Sperken (Direttore del Dottorato in Storia dell’arte comparata, civiltà e culture dei paesi mediterranei, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”)
* Maria Stella Calò Mariani (Professore Emerito, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”)

Coordina:
Mariapina Mascolo (Presidio del Libro Musiche & Arti di Bari)

Intervengono:
* Giulia Orofino (Università degli Studi di Cassino)
* Pasquale Cordasco (Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”)
* Joško Belamarić (Institut za povijest umjetnosti, Split).

Santa Monica e il Maestro dell’Osservanza

ARTICLE: Anna Delle Foglie, Santa Monica in ‘miniatura’: il Maestro dell’Osservanza e il Magister Andrea Biglia per una lettura iconografica della Traslazione delle reliquie, in Santa Monica nell’Urbe dalla tarda antichità al Rinascimento. Storia, agiografia, arte, “Atti del Convegno, Ostia Antica – Roma, 29-30 settembre 2010″, a cura di Myriam Chiabò, Maurizio Gargano e Rocco Ronzani, Roma 2012, pp. 146-155 (Centro Culturale Agostiniano – Roma nel Rinascimento).

Suggestioni federiciane

ARTICLE: Silvia Maddalo, Suggestioni federiciane, in “Schede medievali. Rassegna dell’officina di studi medievali”, 48, 2010, gennaio-dicembre, pp. 121-139.

Miniatura bolognese tra Quattro e Cinquecento

ARTICOLO: Daniele Guernelli, Considerazioni su Giovanni Battista Cavalletto e la miniatura bolognese tra Quattro e Cinquecento, in “Bollettino d’Arte”, serie VII, a. XCVI, 2011, gennaio-marzo, n. 9, pp. 39-58.

Identificabile grazie ad un’unica opera firmata, gli Statuti e Matricola della Società dei Drappieri del 1523 (Bologna, Museo Civico Medievale, ms. 646), la figura di Giovanni Battista Cavalletto rappresentò per più di un quarantennio un punto fermo nel panorama della miniatura bolognese all’epoca della maniera moderna, dimostrando una non frequente capacità di adattamento agli stimoli artistici provenienti da dentro e fuori la città felsinea. Inizialmente influenzato dall’arte di Ercole de Roberti, come evidente nel Libro d’Ore Vitali (Bologna, Biblioteca Universitaria, ms. 1829) e nel Liber Pontificalis stampato a Roma da Stephani Plannck il 20 dicembre 1485 (Bologna, Biblioteca Universitaria, Inc. A. V. KK. V), entrambi qui pubblicati per la prima volta, il miniatore fu presto affascinato dalla grande decorazione libraria veneta, di cui nel contributo si mettono in evidenza i numerosi elementi di connessione con Bologna. Tramite le sue committenze mantovane ed estensi il Cavalletto seppe inoltre accogliere spunti mantegneschi, che conseguentemente ai suoi soggiorni romani furono affiancati da quelli tratti da Raffaello, di cui divenne uno dei primi diffusori in pianura padana. Elaborò così un linguaggio colto ma narrativo che conquistò la città felsinea grazie anche a opere come le inedite Costituzioni dell’ordine Olivetano (Bologna, Biblioteca Universitaria, ms. 1560), che imposero una tipologia di fregi che divenne caratteristica di tutta la produzione miniata bolognese della prima metà del XVI secolo. La vicenda del Cavalletto permette quindi all’autore di soffermarsi su alcune delle questioni chiave della decorazione libraria di questo periodo, con nuove proposte attributive e interpretazioni.

Click here to read the abstract in English.

Rivista di Storia della Miniatura, n. 15, 2011

PERIODICAL: Rivista di Storia della Miniatura, n. 15, 2011.

Sommario

Tavole a colori (pp. 9-16)
* Valentina Cantone, Iconografia mariana e culto popolare nel codice Siriaco 341 di Parigi (pp. 17-25)
* Axinia Džurova, Le Tétraévangile Korçë 93 (pp. 26-49)
* Charlotte Denoël, La Bible d’Odilon et les débuts de l’enluminure clunisienne (pp. 50-60)
* Manuela Gianandrea, Originali sovversioni al canone classico. Alcune immagini di Mercurio nei codici medievali (pp. 61-72)
* Rebecca W. Corrie, After the Hohenstaufen Fall. Painters of the Conradin Bible Between Naples and Rome (pp. 73-85)
* Sabina Zonno, Una storia al femminile. Il Salterio della Bibilioteca del Seminario di Padova (pp. 86-100)
* Veronica Dell’Agostino, Nuove considerazioni sul ‘frammento Romegialli’ (pp. 101-113)
* Gianluca del Monaco, “Pasture da pigliare occhi per aver la mente”. L’illustratore nella Commedia Riccardiano 1005 (pp. 114-126)
* Chiara Guerzi, Un manoscritto ferrarese di Michele Savonarola dedicato al cavaliere gerosolimitano Avanzo de Ridolfi (pp. 127-141)
* Teresa D’Urso, Nel circuito cassinese: Matteo da Terranova, Aloyse da Napoli e Francesco Boccardi (pp. 142-155)
* Daniele Guernelli, Tracce della biblioteca sforzesca di Pesaro. Considerazioni su una grande raccolta libraria del Rinascimento (pp. 156-170)
Recensioni a cura di Giuseppa Z. Zanichelli (pp. 171-195)
Miniatura on-line a cura di Federica Toniolo (pp. 196-197)
Allestimenti a cura di Michela Torquati (p. 198).

Pubblicata dal Centro Di (Firenze).

Il ‘Libellus ad faciendum colores’

Cristiana Pasqualetti, Il Libellus ad faciendum colores dell’Archivio di Stato dell’Aquila. Origine, contesto e restituzione del “De arte illuminandi”, con un Saggio di Paolo Bensi e la Presentazione di Alessandra Perriccioli Saggese, Firenze 2011 (SISMEL – Edizioni del Galluzzo) (Micrologus’ Library, 43), €45,00.

Tramandato finora da un unico testimone di provenienza non documentata, il ms. XII.E.27 della Biblioteca Nazionale di Napoli, il cosiddetto “De arte illuminandi” ha goduto negli ultimi due secoli di una notevole fortuna editoriale per via del carattere fortemente specialistico e della razionale organizzazione della materia, incentrata sulla produzione e messa in opera dei pigmenti e coloranti destinati alla miniatura.

La recente identificazione di una nuova fonte, provvista anche di titolo (Libellus ad faciendum colores dandos in carta), nel ms. S 57 dell’Archivio di Stato dell’Aquila – appartenuto al beato Bernardino da Fossa, illustre esponente dell’Osservanza francescana – ha permesso, attraverso un’accurata opera di collazione, di migliorare notevolmente la comprensione del testo, dando risposta a quesiti fondamentali come la cronologia e l’ambito di composizione e circolazione del trattato, di estrazione claustrale, verosimilmente minoritica abruzzese.

Grazie al riscontro dei contenuti con i dati risultanti delle indagini scientifiche applicate all’illustrazione e decorazione librarie, alla luce dell’evoluzione tecnico-stilistica della miniatura fra Due e Trecento, è oggi possibile ripristinare l’appartenenza del “De arte illuminandi” all’orizzonte tardogotico. Preceduto da un ampio studio introduttivo e dal facsimile, il testo critico – con traduzione a fronte – è corredato di un glossario e di un saggio di Paolo Bensi sulle materie coloranti.

Sommario

Presentazione, di Alessandra Perriccioli Saggese (pp. VII-IX)
Premessa (pp. XIII-XV)
Abbreviazioni (p. XVII) e Referenze fotografiche (p. XVIII)

Studio introduttivo
«Tam cum penna quam cum pinzello». Un trattato di miniatura tradomedievale (pp. XIX-CXVIII)
I. Edizioni e traduzioni del “De arte illuminandi” (pp. XXI-XXVIII)
II. Un inedito testimone aquilano del “De arte illuminandi” (pp. XXIX-XXXVI)
III. Una traccia per il testimone napoletano (pp. XXXVII-XLI)
IV. Struttura del trattato e articolazione dei paragrafi (pp. XLII-XLVII)
V. Il proemio (pp. XLVIII-LIII)
VI. Il “sommario” (pp. LIV-LIX)
VII. I contenuti (pp. LX-LXXX)
VIII. Il Libellus nel panorama della letteratura tecnico-artistica medievale (pp. LXXXI-XCVII)
IX. Uno sguardo alla miniatura abruzzese fra Tre e Quattrocento (pp. XCVIII- XCIX)
X. L’autore del Libellus: un possibile identikit (pp. CX-CXIII)
XI. La circolazione del Libellus: l’Osservanza aquilana e i Corali della Biblioteca Provinciale “Salvatore Tommasi” (pp. CXIV-CXVIII)

Libellus ad faciendum colores dandos in carta
Nota al testo:
1. I testimoni (pp. 3-6)
2. La cronologia di N: il contributo della paleografia (pp. 7-9)
3. La lingua dei testimoni (pp. 10-11)
4. Rapporti fra i testimoni (pp. 11-20)
5. Scelta del testo di riferimento e criteri editoriali (pp. 20-23)

Facsimile (pp. 25-57)
Testo latino e traduzione a fronte (pp. 58-175)
Appendice: postille all’esemplare aquilano (pp. 176-177)

Le materie coloranti del Libellus, di Paolo Bensi (pp. 179-206)

Glossario (pp. 207-247)
Bibliografia (pp. 249-262)
Indice dei nomi di persona e dei luoghi (pp. 265-273)
Indice dei manoscritti (275-277).

Oro dai Visconti agli Sforza (catalogo)

Oro dai Visconti agli Sforza. Smalti e oreficeria nel Ducato di Milano, catalogo della mostra a cura di Paola Venturelli, Milano, Museo Diocesano, 30 settembre 2011 – 29 gennaio 2012, Cinisello Balsamo 2011 (Silvana Editoriale), 264 pagine, 159 foto a colori, 32 in bianco e nero, € 38,00.

Le spiccate esigenze di lusso e fasto della signoria milanese – analoghe a quelle delle principali casate d’Europa come Francia, Borgogna, Inghilterra, Baviera – resero necessaria la produzione di oggetti preziosi, sia destinati alla vita di corte sia a quella del culto. Con virtuosismi tecnici ineguagliabili e grande maestria gli orefici milanesi realizzarono oggetti dalla straordinaria bellezza, che spiccano ancora in particolare per l’uso sapiente delle tecniche smaltarie. Una tradizione artigiana che ha radici antichissime, e che ha portato alla creazione di ornamenti personali, vasellame da tavola, altaroli per la devozione privata, reliquiari, calici e tabernacoli, ma anche carte da gioco, come i celeberrimi ‘tarocchi viscontei’: oggetti che divennero veri e propri status symbol, segno tangibile di sfarzo e potere.

Il volume ripercorre questa straordinaria stagione, presentando sessanta pezzi di altissima qualità prodotti dalle botteghe artigiane di Milano, dalla seconda metà del Trecento – quando emerge, tra le personalità al servizio dei Visconti quella del miniatore Giovannino de’ Grassi – fino alla fine del Quattrocento, quando lavora Caradosso Foppa, orefice di fiducia di Ludovico il Moro, ampiamente elogiato tra gli altri da Benvenuto Cellini.

Sommario

Paolo Biscottini, Premessa (pp. 12-13)

Saggi:
Gigliola Soldi Rondinini, Visconti e Sforza: genesi di una corte (pp. 15-29)
Paola Venturelli, “Con bel smalto et oro”: Oreficerie del Ducato di Milano tra Visconti e Sforza (pp. 31-61)
Anna Melograni, Oro, battiloro, orefici e la produzione libraria tra Medioevo e Rinascimento (pp. 63-77)
Michela Barbot, Il valore economico degli oggetti di lusso nella corte viscontea e sforzesca (pp. 79-85)
Paolo Bensi, Materiali costitutivi e procedimenti esecutivi degli smalti italiani del XIV e XV secolo (pp. 87-95)
Lucia Miazzo, Problemi di restauro e di tecnica in opere lombarde con smalti del XV secolo (pp. 97-103)

Catalogo (pp. 105-241, nn. 1-57)

Documenti (pp. 242-245, nn. 1-4)
Bibliografia (pp. 247-263).

Clicca qui per informazioni sulla mostra

Miniature da Bisanzio alla Laurenziana

MOSTRA: Voci dell’Oriente. Miniature e testi classici da Bisanzio alla Biblioteca Medicea Laurenziana (Salone michelangiolesco, Piazza San Lorenzo 9, Firenze), 4 febbraio – 30 giugno 2011. Orario mostra: martedì, giovedì– sabato ore 9,30 – 13,30; lunediì e mercoledì ore 9,30 – 17,30 (chiuso festivi). Ente promotori: Biblioteca Medicea Laurenziana – Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Catalogo a cura di Massimo Bernabò (Edizioni Polistampa).

Un’esposizione che riguarda la trasmissione nei secoli IX-XV del patrimonio culturale della Grecia antica attraverso la civiltà bizantina e l’umanesimo fiorentino. Le “voci” evocate in questa mostra sono quelle degli autori appartenenti alla letteratura greca antica, vissuti tra il VII a.C. e il V d.C., come Omero, Platone, Aristotele, Erodoto, Demostene, fino ad Atanasio e Proclo. Accanto ai cosiddetti classici figurano anche gli scrittori cristiani e i padri della Chiesa, nonché la Bibbia e in particolare i libri del Nuovo Testamento, i cui testi più antichi sono in greco. Tutte queste opere furono tramandate nel corso dei secoli attraverso copie realizzate nei territori dove il greco era la lingua comunemente usata, cioè la parte orientale dell’Impero Romano. Di questi territori faceva parte Bisanzio, che dal IV secolo era stata rifondata e, con il nome Costantinopoli, si affermò quale centro politico e culturale dell’Oriente per circa un millennio, fino alla caduta dell’Impero Romano d’Oriente. In questa città fiorirono gli studi e i commenti letterari di personalità eccezionali come Fozio, Niceta ed Eustazio.

Dopo la caduta di Costantinopoli, il 29 maggio 1453, maestri bizantini giunsero in Italia dall’Oriente per insegnare il greco agli esponenti dell’umanesimo, il nascente movimento culturale fondato sulla ricerca dell’antico. Già da tempo i contatti culturali fra le due città erano stretti: nel 1439 una delegazione bizantina era giunta a Firenze per discutere l’unione tra la Chiesa ortodossa e quella cattolica portando i testi dei Padri della Chiesa da utilizzare durante le sedute conciliari: nelle discussioni ci si servì anche del manoscritto con le opere del patriarca Atanasio (in mostra col n. 33). Nel corso del sec. XV, molti studiosi bizantini, come per esempio Demetrio Damila e Teodoro Gaza, trascrissero su commissione codici che sono poi decorati nelle botteghe di celebri miniatori. La famiglia Medici giocò un ruolo importante nel far arrivare i libri dall’Oriente. Nel XVI secolo i Medici raccolsero all’interno di un unico edificio l’inestimabile patrimonio della letteratura greca e lo resero disponibile alla comunità: da allora la Biblioteca Medicea Laurenziana ha custodito e ancora oggi custodisce le fonti dirette della cultura greca antica.

Tra i codici in lingua greca, databili tra IX e XV e appartenenti ai fondi laurenziani, si annoverano esemplari di particolare interesse che attestano la produzione di volumi fondamentali per la nostra conoscenza della letteratura greca antica: di essa oggi conosceremmo molto meno senza questi manoscritti. Un importante codice miscellaneo (ms. Pluteo 32.9, in mostra col n. 3) contiene le opere di Sofocle, Eschilo, Apollonio Rodio: oltre al testo nei margini sono presenti gli scoli, cioè note di commento con interessanti informazioni sulle opere e sugli autori. Un altro codice di grande formato, comprendente vari scritti di medicina, fu compilato da Niceta e costituisce una fonte unica per molte delle opere che contiene (ms. Pluteo 74.7, in mostra col n.18). Curiosi sono i disegni con schemi di disposizione dei soldati, che accompagnano il testo di un trattato di strategia militare appartenuto all’imperatore Costantino VII Porfirogenito (ms. Pluteo 55.4, in mostra col n. 19).

Sono esposti inoltre una decina di manoscritti della Bibbia, che presentano pregevoli miniature, bellissimi esempi dell’arte bizantina, come il ms. Pluteo 6.28 (esposto in mostra col n. 26). Infine una copia dei poemi di Omero, trascritta da uno studioso bizantino, Teodoro Gaza, per uno studioso fiorentino, Francesco Filelfo: perfetto testimone del passaggio di consegne avvenuto fra due civiltà (ms. Pluteo 32.1, in mostra col n. 39).

La inaugurazione della mostra è stata il giorno 3 marzo 2011 alle ore 16.00, alla presenza di MADDALENA RAGNI (Direttrice regionale per i beni culturali e paesaggistici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali), MICHELE GREMIGNI (Presidente dell’Ente Cassa Risparmio di Firenze) e  GUGLIELMO CAVALLO (Docente di paleografia greca dell’ Università di Roma La Sapienza).

Clicca qui per contattare il curatore della mostra.

Guarda il video della mostra