Entries Tagged as 'Bologna'

Incontri in Biblioteca 2015

LECTURES: Incontri in Biblioteca 2015. Arte a Bologna. Tre libri, Fondazione Federico Zeri, piazzetta Giorgio Morandi 2, Bologna.

È Bologna il filo conduttore degli Incontri in Biblioteca di quest’anno, ospitati dalla Fondazione Federico Zeri.

Ne sono protagonisti tre artisti, distanti tra loro per origine e cronologia, accomunati però da una lunga permanenza nella città felsinea: Girolamo da Treviso (1497/98-1544), Joannes Jacobs (1575-1650), Stefano Torelli (1704-1780).

Paolo Ervas, Anna Maria Bertoli Barsotti e Irene Graziani hanno dedicato loro tre importanti monografie che gettano luce in modo organico ed esaustivo sui loro percorsi artistici.

La Fondazione Federico Zeri ha invitato a presentarle e a discuterne con gli autori e il pubblico:

Giovedì 26 marzo ore 17.30
* Daniele Benati (Università di Bologna), presenta il libro Girolamo da Treviso di Paolo Ervas.

Giovedì 16 aprile ore 17.30
* Raffaella Morselli (Università di Teramo), presenta il libro Joannes Jacobs Bruxellensis 1575-1650 di Anna Maria Bertoli Barsotti.

Giovedì 30 aprile ore 17.30
* Sonia Cavicchioli (Università di Bologna), presenta il libro Sognare l’Arcadia. Stefano Torelli ‘peintre enchanteur’ nelle grandi corti del Nord Europa di Irene Graziani.

Per saperne di più

Due pittori bolognesi al tramonto del Medioevo

EXHIBITION: Simone e Jacopo due pittori bolognesi al tramonto del Medioevo, Bologna, Museo Civico Medievale, 24 novembre 2012 – 3 marzo 2013.

I Musei Civici d’Arte Antica organizzano un’importante esposizione, curata da Daniele Benati e Massimo Medica, che nasce dalla “fortunata” circostanza del deposito presso il museo da parte di un privato collezionista, di due preziose tavole raffiguranti la Madonna con Bambino e la Crocifissione, rispettivamente di Jacopo di Paolo (documentato dal 1378 al 1426) e di Simone di Filippo, detto dei Crocefissi (documentato dal 1355 al 1399).

Le due opere, esposte insieme ad altri dipinti su tavola e a miniature provenienti da musei e collezioni private, vanno ad accrescere il già ricco nucleo di pittura medievale presente all’interno delle Collezioni Comunali d’Arte e del Museo Davia Bargellini. L’esposizione costituisce quindi l’occasione per mettere a confronto le due diverse personalità artistiche: i due pittori bolognesi, cui è dedicata la mostra, furono infatti a capo di importanti botteghe, che dominarono la scena artistica locale durante la seconda metà del Trecento e, nel caso di Jacopo di Paolo, fino al primo Quattrocento.

Simone, documentato come pittore a Bologna dal 1354 al 1399, è ancora attivo nel solco delle precedenti esperienze vitalesche, che restituisce in una versione robustamente dialettale; figlio del calzolaio Filippo di Benvenuto, viene ribattezzato Simone “dei Crocifissi” in epoca seicentesca, per l’abilità nel dipingere “immagini grandi del Redentore, per amor nostro confitto in croce” (Malvasia). La sua fase iniziale è testimoniata a metà degli anni cinquanta del Trecento dagli affreschi in parte firmati con le Storie di Cristo, provenienti dalla chiesa di Santa Maria di Mezzaratta, oggi conservati nella Pinacoteca Nazionale, dove l’interesse per le soluzioni spaziali e plastiche di origine giottesca fiorentina è riletto con una pungente espressività.

La lezione della pittura di Vitale si coglie in maniera più incisiva in opere come il polittico n. 474, sempre alla Pinacoteca di Bologna, mentre tavole come la Pietà di Giovanni Elthinl (1368), qui esposta, e il Crocifisso di San Giacomo (1370), evidenziano l’aggiornamento sui modi solenni di Jacopo Avanzi, anche se alla ripresa letterale di Giotto, condotta da quest’ultimo, Simone preferisce immagini capaci di farsi più efficaci dal punto di vista devozionale grazie all’essenzialità della composizione e all’espressività semplice e immediata, come nella Madonna di Giovanni da Piacenza (1382). Sono proprio queste prerogative a permettergli di raggiungere ben presto una posizione di primo piano in ambito bolognese, come autore di tavole sia destinate alle chiese cittadine che dipinte per l’uso devoto di singoli committenti.

Anche Jacopo di Paolo agli esordi è attivo nel cantiere di Mezzaratta, dove affresca due Storie di Mosè, eseguite forse sulla base di idee di Jacopo Avanzi, in cui è evidente l’apertura alle nuove istanze del neogiottismo, che peraltro costituisce una costante del suo lungo percorso, non estraneo in ultimo perfino alle più immaginose sollecitazioni tardo-gotiche di Giovanni da Modena. Il forte senso plastico nelle figure e la razionalità dell’impianto spaziale, riscontrabili ad esempio in dipinti quali la piccola tavola con il San Giovanni Battista, di collezione privata, in deposito presso il Museo Davia Bargellini, la piccola pala con Madonna in trono (collezione privata, ora in deposito presso i Musei Civici d’Arte Antica), le tavolette con le Storie di Santa Margherita (già collezione Stramezzi, ora divise tra la Fondazione Longhi di Firenze e la Galleria Moretti), sono infatti frutto di una diversa e nuova riflessione sull’esperienza di Giotto, e divengono espressione di una più moderna consape- volezza che dimostra lo scarto generazionale fra Simone e Jacopo, pur essendo d’altro canto entrambi gli artisti in grado di ottenere un ampio risalto nell’ambito cittadino, come attestano, soprattutto per Jacopo di Paolo, gli importanti ricono- scimenti ottenuti in campo pubblico.

L’attività di quest’ultimo si rivela infatti assai versatile, essendo egli stato impegnato a vari livelli entro la diramata e fervida realtà politica e culturale del- la città, che in lui poté trovare un valido interprete. Prestigiose imprese decorative cittadine lo vedono all’opera, talvolta anche in collaborazione con scultori, come nel grande cantiere di San Petronio, avviato nel 1390, per il quale fornisce i disegni per le sculture nel basamento della facciata ed il progetto per le vetrate ed il polittico ligneo nella cappella dei Magi di Bartolomeo Bolognini.

Clicca qui per saperne di più

Bologne et le pontifical d’Autun

EXHIBITION: Bologne et le pontifical d’Autun. Un chef-d’oeuvre inconnu de l’enluminure du premier Trecento (1330-1340), Musée Rolin, 3 rue des Bancs, Autun, 12 septembre – 9 décembre 2012.

La découverte d’un exceptionnel manuscrit à l’évêché d’Autun permet d’évoquer la production artistique de Bologne dans le courant du premier Trecento (1330-1340). Des personnalités fortes telles Vitale da Bologna, le Pseudo Jacopino, Giovanni da Balduccio sont évoquées aux côtés des grands maîtres de l’enluminure.

Le manuscrit d’Autun est un pontifical romain où sont rassemblées les formules et les cérémonies des fonctions réservées à l’évêque : les rituels liturgiques et les bénédictions solennelles de la vie ecclésiale y sont illustrés d’une manière éclatante.

La compréhension par le public de ce chef d’œuvre du XIVe siècle sera facilitée par un “feuilletoire” numérique. Une projection visuelle de l’objet met en exergue sa valeur esthétique et donne quelques clés de lecture.

Bologne et le pontifical d’Autun est la première d’une série de cinq expositions inscrites dans une convention d’échanges culturels et scientifiques passée entre la ville d’Autun et le musée du Louvre. Le musée Rolin est le seul musée de Bourgogne et l’un des rares musées de France à avoir signé un tel accord avec le plus grand musée du monde.

Commissariat scientifique:
* François Avril, conservateur général honoraire au département des manuscrits de la Bibliothèque nationale de France
* Massimo Medica, directeur des musées d’art ancien de Bologne
* Dominique Thiébaut, conservateur général au département des peintures du musée du Louvre
* Brigitte Maurice-Chabard, conservateur en chef du musée Rolin, Autun.

Catalogue de l’exposition: Publication des éditions Dominique Gueniot, Langres; 192 pages, 150 illustrations en couleur. Prix de vente € 35,00.

En savoir plus

I libri dei medici dell’Università di Bologna

EXHIBITION: Ars Medicinae. I libri dei medici dell’Università di Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio (Piazza Galvani 1, 40124 Bologna, tel. 051-276811), 8 maggio – 1 settembre 2012. A cura di Alessandra Curti, Elisa Rebellato, Rosa Spina e Laura Tita Farinella. Supervisione scientifica di Stefano Arieti (Società Medica Chirurgica di Bologna). Coordinamento di Anna Manfron.

Il tema dello studio e dell’insegnamento della Medicina nell’Università di Bologna viene ripercorso attraverso l’esposizione di preziosi incunaboli e rari libri a stampa di argomento medico, per lo più illustrati, conservati nelle collezioni della Biblioteca dell’Archiginnasio.

I volumi, che contengono le opere principali di famosi esponenti dell’inse- gnamento e della pratica medica a Bologna dal XIV secolo fino ai primi decenni del Novecento, sono anche preziose testimonianze dell’utilizzo di questa particolare tipologia di libri.

Vi troviamo infatti le tracce dei possessori che li hanno annotati, come ad esempio Ulisse Aldrovandi e Ovidio Montalbani, e quelle di coloro che dopo averli posseduti li hanno destinati alle raccolte dell’Archiginnasio come il medico e chirurgo Matteo Venturoli, socio fondatore nel 1802 della Società Medica Chirurgica, o la stessa Società, che dal 1841 ha la sua sede al piano terreno del Palazzo dell’Archiginnasio.

Orari: lunedì-venerdì 9-19; sabato 9-14; chiuso domenica e festivi – Ingresso libero.

Clicca qui per saperne di più.

 

Un trattato universale dei colori

BOOK: Un trattato universale dei colori. Il ms. 2861 della Biblioteca Universitaria di Bologna, edizione del testo, traduzione e commento a cura di FRANCESCA MUZIO, Firenze 2012 (Leo S. Olschki), xxiv-300 pp., € 32,00.

È questo uno dei più importanti ricettari tardo medievali per la preparazione dei colori, trascritto e pubblicato nel 1887 da Guerrini e Ricci con il titolo Il Libro dei colori. Segreti del secolo XV. Delle trecentonovantatré ricette in latino e volgare, di cui questo volume raccoglie anche la versione in italiano moderno, le sole prescrizioni relative agli smalti vennero pubblicate da Giovambattista Passeri nel suo Istoria delle majoliche fatte in Pesaro e ne’ paesi circonvicini nel 1758. L’ampliamento del glossario dei termini tecnici medievali e il disegno dell’ambiente culturale del ricettario che prendono rilievo nel commento a questa nuova edizione del testo – dalla descrizione codicologica del manoscritto anonimo, non datato né localizzato, alla sua analisi storiografica, fisico-chimica e del lessico – permettono alla curatrice di indicare, assieme alla datazione e alla localizzazione e sulla scorta di documenti pubblicati, una stretta relazione tra il ricettario e la bottega di illustri ceramisti pesaresi del XV secolo.

Miniatura bolognese tra Quattro e Cinquecento

ARTICOLO: Daniele Guernelli, Considerazioni su Giovanni Battista Cavalletto e la miniatura bolognese tra Quattro e Cinquecento, in “Bollettino d’Arte”, serie VII, a. XCVI, 2011, gennaio-marzo, n. 9, pp. 39-58.

Identificabile grazie ad un’unica opera firmata, gli Statuti e Matricola della Società dei Drappieri del 1523 (Bologna, Museo Civico Medievale, ms. 646), la figura di Giovanni Battista Cavalletto rappresentò per più di un quarantennio un punto fermo nel panorama della miniatura bolognese all’epoca della maniera moderna, dimostrando una non frequente capacità di adattamento agli stimoli artistici provenienti da dentro e fuori la città felsinea. Inizialmente influenzato dall’arte di Ercole de Roberti, come evidente nel Libro d’Ore Vitali (Bologna, Biblioteca Universitaria, ms. 1829) e nel Liber Pontificalis stampato a Roma da Stephani Plannck il 20 dicembre 1485 (Bologna, Biblioteca Universitaria, Inc. A. V. KK. V), entrambi qui pubblicati per la prima volta, il miniatore fu presto affascinato dalla grande decorazione libraria veneta, di cui nel contributo si mettono in evidenza i numerosi elementi di connessione con Bologna. Tramite le sue committenze mantovane ed estensi il Cavalletto seppe inoltre accogliere spunti mantegneschi, che conseguentemente ai suoi soggiorni romani furono affiancati da quelli tratti da Raffaello, di cui divenne uno dei primi diffusori in pianura padana. Elaborò così un linguaggio colto ma narrativo che conquistò la città felsinea grazie anche a opere come le inedite Costituzioni dell’ordine Olivetano (Bologna, Biblioteca Universitaria, ms. 1560), che imposero una tipologia di fregi che divenne caratteristica di tutta la produzione miniata bolognese della prima metà del XVI secolo. La vicenda del Cavalletto permette quindi all’autore di soffermarsi su alcune delle questioni chiave della decorazione libraria di questo periodo, con nuove proposte attributive e interpretazioni.

Click here to read the abstract in English.

Convegno su Francesco Malaguzzi Valeri

CONFERENCE: Francesco Malaguzzi Valeri (1867-1928). Tra storiografia artistica, museo e tutela, convegno di studi: Bologna e Milano, 19-21 ottobre 2011. Contatto: luca.ciancabilla@unibo.it

Francesco Malaguzzi Valeri è stato, tra la fine dell’Ottocento e il primo quarto del Novecento, uno dei protagonisti nello studio, la tutela e la salvaguardia del patrimonio artistico italiano della Nuova Italia. Attivo, dapprima, presso l’Archivio di Stato di Milano e nella Pinacoteca di Brera, si trasferì successivamente a Bologna, dove diresse la Regia Pinacoteca e dove fu Soprintendente alle Gallerie di Bologna e della Romagna. Nei molteplici interventi e saggi storiografici, ha contribuito a ricostruire le vicende di svariati artisti lombardi ed emiliani rinascimentali e dell’età barocca: dall’architettura alla pittura; dalla scultura alla miniatura, al disegno; ha rivisitato, inoltre, diversi settori delle arti “industriali”; ha esplorato la storia del collezionismo; ha avviato importanti azioni di catalogazione e schedatura di opere sul territorio; si è infine dedicato al riallestimento museografico. Le sue ricerche, sulla linea dei più insigni storici dell’arte italiani a lui contemporanei, fra cui Adolfo Venturi, Corrado Ricci e Guido Cagnola, si sono caratterizzate per il rigore filologico, sostenuto da una strenua ricerca archivistico-documentaria; con originali aperture, sulla linea del filone di studi proprio della cultura tedesca, ad una storia dell’arte scientifica, intesa come storia della cultura.

Programma

Mercoledì, 19 ottobre 2011
Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore (Aula via Nirone 15)
Il contributo di Francesco Malaguzzi Valeri alla Storia del rinascimento artistico lombardo
ore 9, 30 – Introduce e presiede Gianni Carlo Sciolla
Interventi: Alessandro Rovetta, “Rassegna d’Arte” come cantiere per “La corte di Ludovico il Moro”; Pietro C. Marani, Malaguzzi Valeri e Leonardo; Richard Schofield, Malaguzzi Valeri e Bramante; Marco Rossi, Malaguzzi Valeri e i pittori lombardi del Quattrocento; Jessica Gritti, L’architettura alla corte di Lodovico il Moro; Maria Grazia Albertini Ottolenghi, Gli studi di Malaguzzi Valeri sulla scultura lombarda; Paola Venturelli, Malaguzzi Valeri e l’oreficeria sforzesca; Laura Aldovini, «Per ravvivar croci e calici, tabernacoli e paci»: Malaguzzi Valeri e i nielli lombardi al tempo di Ludovico il Moro

Milano, Pinacoteca di Brera (Sala della Passione, Via Brera 28)
ore 15,30 – Introduce e presiede Sandrina Bandera
Interventi: Francesca Tasso, Malaguzzi Valeri, le arti applicate e le raccolte del Museo Municipale; Simone Ferrari, Malaguzzi Valeri e l’incisione nell’età di Ludovico il Moro; Federico Pecchenini, Moda e decorazione tessile ne “La corte di Ludovico il Moro”; Cristina Giannini; Attilio Steffanoni conoscitore e antiquario. Un diario inedito

Malaguzzi Valeri: la Pinacoteca di Brera e il territorio
Interventi: Sandra Sicoli, L’Ispettore Malaguzzi Valeri alla Pinacoteca di Brera: un decennio di attività (1903-1914); Letizia Lodi, Francesco Malaguzzi Valeri e Luca Beltrami nella storia della tutela lombarda; Amalia Pacia, Malaguzzi Valeri e il territorio lombardo; Giampaolo Angelini, Malaguzzi Valeri in Valtellina e Alto Lario; Simonetta Coppa, Malaguzzi Valeri in Valle Intelvi

Giovedì, 20 ottobre
Bologna, Pinacoteca Nazionale (Aula Cesare Gnudi, Via delle Belle Arti 56)
ore 9,30 – Introduce Luigi Ficacci; Presiede Vera Fortunati
Interventi: Gianni Carlo Sciolla, Tra Kunstwissenschafte Kunstgeschichte als Kulturgeschichte: Francesco Malaguzzi Valeri, le ricerche storico artistiche e l’impegno per la tutela e la conservazione in Italia e in Europa tra 1890 e 1920

Francesco Malaguzzi Valeri: la formazione e la prima attività tra Reggio Emilia e Bologna
Interventi: Elena Corradini, Francesco Malaguzzi Valeri: le ricerche storico-artistiche a Reggio Emilia; Carla Bernardini, Le radici bolognesi di Malaguzzi Valeri fra cultura del patrimonio e ricerca storica; Lorena Cerasi, Malaguzzi Valeri archivista a Bologna; Massimo Medica, Malaguzzi Valeri e i primi studi sulla miniatura bolognese; Anna Maria Matteucci, Malaguzzi Valeri e lo stile di transizione nell’architettura bolognese; Valeria Rubbi, Malaguzzi Valeri: un carteggio inedito con Bernard Berenson; Mark Gregory D’Apuzzo, Malaguzzi Valeri e la scultura rinascimentale a Bologna; Cecilia Cavalca, Pale d’altare, cornici. Francesco Malaguzzi Valeri e il Rinascimento a Bologna: una nota

Malaguzzi Valeri: il rientro a Bologna tra storiografia e impegno museale
ore 15.00 – Presiede Massimo Medica:
Interventi: Gian Piero Cammarota, Malaguzzi Valeri, Direttore e Soprinten- dente; Marinella Pigozzi, Malaguzzi Valeri e Igino Benvenuto Supino: foto per la ricerca e la didattica; Paolo Giuliani, Storia di una restituzione. Il fondo fotografico Malaguzzi Valeri; Donatella Biagi Maino, Malaguzzi Valeri, le due anime del Settecento e il congresso mondiale di filosofia a Bologna; Silvia Battistini, Malaguzzi Valeri e il Museo Davia Bargellini; Luca Ciancabilla, Bologna “Mecca” degli antiquari. “L’affaire” Malaguzzi Valeri

Venerdì, 21 ottobre
Bologna, Museo Civico Medievale (Sala del Lapidario, Via Manzoni 4)
Erudizione e storia della cultura nelle ricerche storico artistiche in alcune regioni italiane tra Ottocento e Novecento
ore 9.00 – Presiede Daniele Benati
Interventi: Fabrizio Fantino e Laura Gallo, Da Francesco Gamba a Lorenzo Rovere. La situazione degli studi storico-artistici in Piemonte tra Otto e Novecento; Franco Bernabei,  Introduzione agli studi di storia dell’arte nel Veneto tra Otto e Novecento; Marta Nezzo, Ambientazione della storia come regia di una memoria identitaria: la Kulturgeschichte di Pompeo Molmenti; Giuliana Tomasella, Per una nuova fruizione del patrimonio artistico padovano: l’azione di Andrea Moschetti; Emanuele Pellegrini, Le opere e le fonti: la Toscana tra medioevi e rinascenze; Cecilia Prete, Le Marche ai tempi di Malaguzzi Valeri: da Anselmo Anselmi a Luigi Serra; Cristina Galassi, Un episodio umbro di Kulturgeschichte: “Le arti e le lettere alla corte dei Trinci” (1888) di Michele Faloci Pulignani; Rosanna Cioffi, Introduzione agli studi di storia dell’arte in Campania tra Otto e Novecento; Nadia Barrella, Storia delle arti, delle industrie, del Regno: Benedetto Croce e le proposte di musealizzazione del Palazzo Reale di Napoli nei primi decenni del XX secolo; Almerinda di Benedetto, Salvatore di Giacomo e “L’Italia artistica”; Simonetta La Barbera, Dall’erudizione alla storia dell’arte. Preliminari alla situazione siciliana (1890-1920); Carmelo Bajamonte, Temi di storiografia artistica in Sicilia negli anni di Malaguzzi Valeri; Roberta Cinà, «Tutto Egli raccoglieva e accoglieva nel museo…». Aspetti dell’attività di Antonino Salinas
Saluto di Andrea Emiliani.

Nel pomeriggio sarà data la possibilità ai partecipanti al convegno di visitare le seguenti esposizioni:
– ore 15.00, Museo Davia Bargellini, Strada Maggiore 44
Francesco Malaguzzi Valeri. Il Museo Davia Bargellini e il suo creatore, a cura di Silvia Battistini e Massimo Medica
– ore 16.15, Collezioni Comunali d’Arte, piazza Maggiore 6
Tra Corrado Ricci e Francesco Malaguzzi Valeri: pagine da “Emporium” e dalla Divina Commedia, a cura di Carla Bernardini e Lorena Cerasi.

ArteLibro 2011

Artelibro 2011, Festival del Libro d’arte, L’Arte di fare il Libro d’Arte, 8ª edizione: Archeologia / Archeologie, Bologna, Palazzo di Re Enzo e del Podestà, 23-25 settembre 2011.

Il 2011 è un anno importante per Bologna: si festeggiano i 2.200 anni dalla fondazione della colonia romana di Bononia e i 130 anni dall’istituzione del Museo Civico Archeologico, una delle più significative realtà culturali della città. Artelibro e Comune di Bologna, attraverso il Museo Civico Archeologico, hanno ideato un evento dalla doppia anima, colta e popolare, che celebri degnamente tali ricorrenze. È nato così il progetto Artelibro – Archeopolis, che vede coinvolte le istituzioni culturali cittadine in un week-end interamente dedicato a quest’affascinante disciplina: mostre, rievocazioni storiche, visite guidate tematiche, laboratori didattici per i più piccoli, conferenze e importanti eventi serali.

Tema guida del Festival Artelibro è dunque Archeologia/Archeologie, per proporre al grande pubblico l’interpretazione più ampia possibile del termine e coglierne l’attualità. Un tema volutamente non vincolante per le istituzioni e gli studiosi coinvolti, tale da consentire incursioni anche nel mondo del libro d’arte e d’artista contemporaneo. Conferenze, letture, presentazioni di libri e incontri professionali completeranno il programma del Festival.

Dal 23 al 25 settembre le sale di Palazzo Re Enzo e del Podestà, nel cuore del centro cittadino, ospiteranno librai antiquari, editori di pregio, libri d’artista, facsimilari e riviste specializzate. Gli editori d’arte saranno riuniti in una grande Libreria dell’Arte in Piazza Nettuno, di fronte a Palazzo Re Enzo e del Podestà, aperta dal 10 al 25 settembre 2011 e realizzata in collaborazione con Libreria.coop Ambasciatori.

In parallelo la città mostra il suo volto antico con iniziative promosse dal Museo Civico Archelogico e rese possibili anche grazie alla collaborazione con Università di Bologna, IBACN-Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, e CINECA.

Il progetto Archeopolis si imposta, oltre che su una solida base scientifica, anche sulla presenza di alcuni spunti fortemente innovativi, quali l’utilizzo della rievocazione storica a fini didattici, in linea con i principali musei europei, e l’applicazione all’archeologia di tecnologie informatiche di ultima generazione, come l’utilizzo del sistema QR, già attivo in alcuni Musei dell’Istituzione, ulteriormente potenziato con un percorso dedicato ai 130 anni del Museo.

* MOSTRE E LIBRI D’ARTISTA
* LA MOSTRA – MERCATO
* ARTELIBRO-ARCHEOPOLIS E IL TERRITORIO. UNA “BIBLIOTECA D’ARTE DIFFUSA”
* L’ACCAMPAMENTO ROMANO
* ARTELIBRO – ARCHEOPOLIS PROFESSIONALE
* LEZIONI MAGISTRALI, SPETTACOLI, CONFERENZE E CICLI DI INCONTRI
* RAGAZZI
* I SITI DI ARTELIBRO E DI ARCHEOPOLIS

Clicca qui per maggiori informazioni o per vedere il programma

Il vescovo Niccolò Albergati e il Capitolo

RICCARDO PARMEGGIANI, Il vescovo e il Capitolo. Il cardinale Niccolò Albergati e i canonici di S. Pietro di Bologna (1417-1443). Un’inedita visita pastorale alla cattedrale (1437), Bologna 2009 (Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, Documenti e studi, vol. XXXIX).

Indice generale

Il vescovo e il Capitolo. Il cardinale Niccolò Albergati e i canonici di S. Pietro di Bologna (1417-1443). Un’inedita visita pastorale alla cattedrale (1437) (pp. 3-97): L’elezione a vescovo di Niccolò Albergati: un inizio difficile; Il Capitolo della cattedrale: composizione, dignità, cariche, reclutamento (L’arcidiacono; L’arciprete; I canonici; La gestione del Capitolo: i camerarii; I mansionari); La lite giurisdizionale tra l’arciprete e i canonici (1433-1440); L’inedita visita alla cattedrale di S. Pietro del 1437; L’azione in favore del Capitolo successivamente alla visita: gli ultimi anni di episcopato (1437-1443): a) La fondazione della biblioteca capitolare; b) La progettata istituzione della scuola per i chierici.

Appendici:
I. Statuta seu ordinationes ecclesie cathedralis Bononie super divinis officiis celebrandis (15 maggio 1422) (pp. 101-105)
II. Bola di Eugenio IV al cardinale Albergati (Dum ad personam tuam, 23 aprile 1435) (pp. 107-109)
III. Donatio calcedrelli et librorum ecclesie Bononie per reverendissimum dominum cardinalem Sancte Crucis (13 marzo 1437) (pp. 111-112)
IV. Conferimento dell’arcidiaconato bolognese a Pietro Barbo (19 marzo 1437) (pp. 113-115)
V/1. Questionario premesso alla visita pastorale alla cattedrale del 1437 (pp. 117-119)
V/2. Visita del cardinale Niccolò Albergati alla cattedrale di S. Pietro di Bologna (16 aprile – 15 ottobre 1437) (pp. 121-183)
VI. Bolla di Eugenio IV al cardinale Albergati (Regimini universalis Ecclesie, 8 aprile 1439) (pp. 185-187)
VII. Decreto del cardinale Albergati (6 agosto 1439) (pp. 189-191)
VIII. Decreto del cardinale Albergati (6 agosto 1439) (pp. 193-195)
IX. Decreto del cardinale Albergati (24 novembre 1439) (pp. 197-201)
X. Lettera dei canonici e del Capitolo della cattedrale di S. Pietro al cardinale Albergati (22 dicembre 1439) (pp. 203-204)
XI. Inventario di beni donati al Capitolo della cattedrale di S. Pietro dal cardinale Albergati (18 giugno 1440) (pp. 205-207)
XII. Schede biografiche dei canonici del 1437 (pp. 209-266): Giovanni Andrea Calderini, Domenico Mulinelli, Andrea Bruni, Gian Galeazzo Tomari, Niccolò Lapi, Benvenuto di Giacomo da Creda, Antonio Castellano dalla Volta, Battista Manzoli, Tommaso Parentucelli da Sarzana, Guglielmo di Bartolomeo de Formazariis de Rodio, Giovanni Tomari, Pietro Ramponi, Pietro da Saliceto, Ludovico Garsi, Riccardino Sacchi e Giovanni Magnani.

Indice delle fonti archivistiche (pp. 267-268); e Indice dei nomi di persona, di luogo, delle istituzioni e dei benefici ecclesiastici (pp. 269-309).

Le Madonne di Vitale da Bologna

MOSTRA: Le Madonne di Vitale. Pittura e devozione a Bologna nel Trecento, mostra a cura di MASSIMO MEDICA, Bologna, Museo Civico Medievale, 20 novembre 2010 – 20 febbraio 2011, Ferrara 2010 (Edisai edizioni).

Sommario:

MASSIMO MEDICA, Le Madonne di Vitale: “immagini care al popolo, adatte ad una devozione tenera e quindi familiare”, pp. 5-17
DANIELE BENATI, Percorso di Vitale, pp. 19-31
RAFFAELLA PINI, Vitale degli Equi nelle carte d’archivio, pp. 33-41
Catalogo delle opere: nn. 1-13. pp. 42-67
Bibliografia, pp. 68-72.

Orari del Museo Civico Medievale: martedì-venerdì: 9-15; sabato, domenica e festivi infrasettimanali: 10-18,30; chiuso: lunedì (se non festivo), 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre; chiusura anticipata alle ore 14: 24 e 31 dicembre (tel. Biglietteria 051-2193916).

Tesori miniati tra le pagine

MOSTRA: Tesori tra le pagine. I libri miniati del Museo Civico Medievale, Bologna, Museo Civico Medievale (via Manzoni 4; tel. 051-2193930), 6 luglio – 9 gennaio 2011.

La piccola esposizione di corali, libri di matricole, statuti e miniature staccate è l’occasione per poter ripercorrere la ricca attività degli scriptoria bolognesi tra il Duecento e gli inizi del Cinquecento, attraverso un nucleo di una ventina di opere che fanno parte dell’ingente patrimonio del Museo Civico Medievale, costituto da oltre centoquaranta codici e trentadue capilettera.

Se si escludono la serie delle matricole e degli statuti delle arti bolognesi, la maggior parte delle opere esposte prima delle soppressioni napoleoniche erano custodite all’interno dei conventi e delle chiese più importanti di Bologna. Si potranno così ammirare una selezione di capolavori realizzati da grandi nomi, come Neri, Giovanni da Modena, il Bagnacavallo e in particolare si è cercato di mostrare al pubblico le pagine acquistate sul mercato antiquario o quelle giunte al museo tramite donazione.

Orari del Museo Civico Medievale: martedì-venerdì: 9-15; sabato, domenica e festivi infrasettimanali: 10-18,30; chiuso: lunedì (se non festivo), 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre; chiusura anticipata alle ore 14: 24 e 31 dicembre (tel. Biglietteria 051-2193916).

ArteLibro 2010

Artelibro 2010, Festival del Libro d’arte, Libro antico, raro e d’artista, Settima edizione, Bologna, Palazzo di Re Enzo e del Podestà, Museo Civico Archeologico, 24-26 settembre.

Bologna città del libro d’arte, luogo di riferimento permanente per tutti quelli che si occupano di libri d’arte, antichi, di pregio, dove esistono alcune tra le più importanti biblioteche storiche europee, preziose collezioni librarie pubbliche e private, studi bibliografici e librerie antiquarie internazionali, case editrici e stamperie d’arte, librerie specializzate.

Quest’anno Bologna diventerà la capitale internazionale del libro antico, raro e d’artista grazie alla compresenza del Congresso Mondiale dei Librai Antiquari, della Mostra Internazionale del Libro Antico e della 7a edizione di Artelibro Festival del Libro d’arte, eventi prestigiosi che dal 20 al 26 settembre convoglieranno a Bologna librai, bibliofili e appassionati provenienti da tutto il mondo. Tema guida Il libro antico, raro e d’artista, che vede protagonisti i librai antiquari, gli editori e stampatori di facsimili e di libri d’artista, gli artisti stessi. Continua a leggere la Presentazione

Scarica il programma in formato pdf