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Il catalogo aperto dei manoscritti malatestiani

WEBSITE: Un catalogo aperto dei manoscritti malatestiani.

Nella libraria che Malatesta Novello progettò e costruì alla metà del ‘400 si conservano 343 manoscritti, che testimoniano del gusto e delle attitudini culturali del signore cesenate. Egli pose accanto ai volumi dell’antico fondo conventuale francescano (circa una cinquantina) un nucleo prezioso di manoscritti fatti appositamente copiare e decorare e i codici acquistati o ricevuti in dono o in dedica o facenti parte del patrimonio della famiglia. Il fondo di Giovanni di Marco, medico di Malatesta Novello, ricco di 53 codici, integrò questo insieme già ragguardevole e omogeneo. Al collezionismo cittadino sono ascrivibili le poche aggiunte posteriori che non hanno per nulla mutato il carattere della raccolta.

La Malatestiana inoltre conserva due illustri serie liturgiche del XV secolo, costituite dai sette corali del Duomo e dagli otto corali dell’Osservanza, per molti versi riconducibili all’opera di rinnovamento bibliografico intrapresa da Malatesta Novello. Alla biblioteca Piana, cioè alla biblioteca privata di Pio VII, papa Barnaba Chiaramonti, appartengono 59 codici dal XII al XV secolo. Altri 12 codici del XV secolo sono infine di pertinenza della biblioteca Comunitativa, formatasi con i fondi dei conventi soppressi in età napoleonica. Il totale dei manoscritti ammonta a 429 esemplari.

Molti meritori studi, primi fra tutti quelli di Augusto Campana, che poco più che ventenne fu direttore della Malatestiana, hanno approfondito e arricchito la conoscenza dei manoscritti sotto molteplici aspetti, rendendo ormai maturi i tempi per mettere mano alla difficile impresa di dotare la Biblioteca di un catalogo complessivo.

In occasione del 550° di fondazione, l’Istituzione Biblioteca Malatestiana ha promosso il nuovo catalogo dei manoscritti malatestiani che utilizza i sistemi informativi di tipo elettronico e mette a disposizione in rete tutta la documentazione disponibile, procedendo in maniera programmata e graduale al recupero e all’ampliamento delle informazioni. Nato dalla collaborazione con Antonio Cartelli e Marco Palma dell’Università di Cassino, ma realizzato all’interno della Biblioteca, il catalogo offre testi fondamentali per la storia della Malatestiana, descrizioni di manoscritti, molte delle quali appositamente redatte o commissionate dalla Biblioteca, una bibliografia continuamente arricchita di nuove notizie e infine una ricca sezione di immagini. Iscrivendosi al forum con una semplice scheda accessibile in rete, è possibile ricevere informazioni, esprimere le proprie opinioni o richieste, partecipare a dibattiti, vedere pubblicati in forma elettronica ricerche e studi attinenti alla Malatestiana.

Catalogo aperto

Splendore nella Regola

BOOK: Splendore nella Regola. Codici miniati da monasteri e conventi nella Biblioteca Universitaria di Padova, catalogo della mostra a cura di Federica Toniolo e Pietro Gnan, Padova, Oratorio di San Rocco, 1-30 aprile 2011, Padova 2011 (Biblioteca Universitaria di Padova).

Sommario:

Presentazione (p. 7)

Federica Toniolo, L’immaginario medievale nei manoscritti miniati della Biblioteca Universitaria di Padova (pp. 9-37)

Nicoletta Giovè Marchioli, Una raccolta di sorprese. Aspetti grafici e codicologici dei codici miniati proveninenti dalle raccolte librarie ecclesiastiche padovane e conservati nella Biblioteca Universitaria di Padova (pp. 19-52)

Lavinia Prosdocimi, Sulle tracce di antichi inventari e note manoscritte. Codici da librerie claustrali nella Biblioteca Universitaria di Padova (pp. 53-71)

Catalogo (pp. 75-162, nn. 1-24)
Bibliografia (pp. 165-175)
Manoscritti citati nelle schede di catalogo (pp. 177-179).

Il teatro di tutte le scienze e le arti

EXHIBITION: Il teatro di tutte le scienze e le arti. Raccogliere libri per coltivare idee in una capitale di età moderna. Torino 1559-1861, Torino, Archivio di Stato, Sezione Corte, Piazzetta Mollino (con accesso da Piazza Castello 209), 23 novembre 2011 – 26 febbraio 2012.  Orario di apertura dal martedì alla domenica dalle 15 alle 20.

Lo straordinario patrimonio accumulatosi tra Cinquecento e Ottocento, fino all’Unità d’Italia, in tre biblioteche pubbliche torinesi (Biblioteca Nazionale Universitaria, Biblioteca Reale, Biblioteca dei Regi Archivi) consente di riscoprire una cultura complessa e variegata e una rete di relazioni a livello europeo che hanno caratterizzato il Piemonte in età moderna.

Libri, manoscritti, incisioni e disegni sono gli strumenti giunti fino a noi del viaggio delle idee dall’Europa al Piemonte e viceversa. Tale patrimonio, era ben conosciuto tra Seicento e Ottocento, come testimoniano ad esempio gli apprezzamenti di Cristina di Svezia di passaggio a Torino, di Scipione Maffei, di Montfaucon e molti altri illustri personaggi .

Nell’ambito delle celebrazioni dell’Unità nazionale vale la pena di riscoprire questo patrimonio e attraverso di esso l’avventura intellettuale che concorre alla costruzione di uno Stato moderno tra Rinascimento e Risorgimento. Il pubblico ha l’opportunità di assistere ad un emozionante spettacolo, grazie anche ad un apparato multimediale di forte impatto, in cui sovrani, alti funzionari, scienziati, letterati e artisti costruiscono gli strumenti per trasformare concretamente la realtà del loro tempo.

Lo scenario della mostra spazia dalla riconquista dello Stato da parte di Emanuele Filiberto a metà Cinquecento fino all’Unità d’Italia e ai suoi primi sviluppi, seguendo i fili delle diverse culture e il loro intreccio nel succedersi delle epoche. Il patrimonio di cultura sedimentato, nella sua ricchezza e varietà riflette come in uno specchio l’attenzione dell’apparato di governo ai processi di civilizzazione in atto.

Si citano ad esempio le straordinarie raccolte dei codici latini e greci, il patrimonio di cultura ebraica e orientale, i trenta volumi del Pirro Ligorio, la raccolta di testi giuridici per il governo dello Stato, gli atlanti geografici, le raccolte di trattati di architettura militare, i manuali di geometria e di astronomia, i disegni degli architetti e dei virtuosi della decorazione. Al di là del patrimonio librario esposto, lo stesso palazzo in cui si tiene la mostra, costruito da Filippo Juvarra nel 1731, è testimonianza e oggetto della comunicazione.

La mostra è stata l’occasione per studiare approfonditamente le opere, gli autori, i professionisti della memoria e la committenza dinastica. Esito finale è la comunicazione semplice e gradevole dei risultati scientifici acquisiti e la condivisione emozionante di essi con i visitatori, anche grazie alle raffinate ed efficaci elaborazioni multimediali della Società Ennezerotre.

Questo appuntamento non si sarebbe potuta realizzare senza la generosa scelta della Compagnia di San Paolo di adottarla in toto come propria iniziativa per il 150° dell’Unità d’Italia. Alla mostra collaborano, oltre a molti studiosi specialisti delle singole materie, i tre Istituti organizzatori, l’Archivio Storico dell’Università di Torino, il Centro Studi Piemontesi, e l’Accademia delle Scienze di Torino. Il catalogo è edito dal Consiglio Regionale del Piemonte.

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Il futuro in biblioteca, la biblioteca in futuro

CONFERENCE: Il futuro in biblioteca, la biblioteca in futuro, Roma, Complesso di San Michele a Ripa Grande (Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Via di San Michele 22), 17-18 novembre 2011.

Programma

Giovedì 17 novembre 2011
9.30: Iscrizioni e accoglienza
Saluti delle autorità

10.30: Prima sessione – presiede Andrea Marchitelli (Associazione Italiana Biblioteche – Sezione Lazio e Presidente del Comitato scientifico)
* Stefano Parise (Presidente, Associazione Italiana Biblioteche), “Ei fu. Siccome immobile”. Considerazioni sul futuro delle biblioteche italiane
* Gino Roncaglia (Università della Tuscia), Biblioteche e contenuti digitali: la riconquista della complessità
* Roberto Caso (Università di Trento) e Rosa Maiello (Università Parthenope di Napoli), L’isola (di libertà) che non c’è (più)? La biblioteca e i limiti del controllo esclusivo delle informazioni digitali
12.30: Inaugurazione di Bibliocom

14.30: Seconda Sessione – presiede Antonella De Robbio (Università degli studi di Padova)
* Nicola Cavalli (NumediaBios – Università di Milano Bicocca; Libreria Ledi), Social reading: che cosa significa per università e biblioteche
* Giulio Blasi (Responsabile MediaLibraryOnLine), Ebook, digital lending e intermediazione informativa: stato dell’arte e prospettive
* Laura Testoni (Università di Genova – Centro Servizi Bibliotecari di Economia), Ebook italiani: quale bibliodiversità? Lo stato dell’arte 2011
* Giorgio Spedicato (Università di Bologna), Come si prestano i bit? Il digital lending sotto la lente del diritto d’autore
* Maria Spanovangelis (Responsabile della biblioteca della Scuola Elementare Statale “Claudio Suvich” di Trieste), Racconti itineranti dall’autore al lettore, dal lettore all’autore. Una proposta didattica di integrazione del progetto lettura e biblioteca nel curricolo d’istituto
* Andrea Capaccioni (Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Scienze storiche), Editoria OA: modello sostenibile?

Venerdì 18 novembre
9.30: Assemblea generale degli associati
Sala Biblioteca (piano terra, cortile degli aranci): Seminario LibraryConnect - a cura di Elsevier

14.30: Terza sessione – presiede Anna Galluzzi (Biblioteca del Senato della Repubblica)
* David Lankes (Professor and Director Information Institute, School of Information Studies, Syracuse University), A New Librarianship for a New Age
* Maria Cecilia Averame (Casa editrice Quintadicopertina), Nuovi percorsi, opportunità, sinergie per la diffusione dei contenuti digitali
* Antonio Tombolini (Simplicissimus Book Farm), La libreria e la biblioteca del futuro: identità e differenze
* Antonella Agnoli (Consulente bibliotecaria), Piazze del sapere: il ruolo delle biblioteche in tempi di crisi
17.00 Chiusura del Congresso e di Bibliocom

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Le edizioni quattrocentesche della Cathariniana

CRISTINA MORO, Custodi di un antico sapere. Le edizioni del XV secolo della Bibliotheca Cathariniana di Pisa, Ghezzano (Pi) 2008 (Felici Editore), 160 pagine, € 18,00.

La Bibliotheca Cathariniana vanta le origini più antiche tra le istituzioni pisane e nonostante questo è ancora poco conosciuta. La sua storia ricca e complessa, segnata da travagliate vicende, viene tracciata in questo volume per la prima volta in modo organico, in particolare per quanto riguarda l’epoca moderna. Lo studio del fondo delle edizioni del XV secolo possedute dalla biblioteca, di cui si produce il catalogo analitico, e l’analisi dei documenti d’archivio che la riguardano, offrono uno spaccato vivissimo dell’attività dell’ente, della sua lenta evoluzione e dello sviluppo del suo valore culturale.

Indice

Premessa (pp. 7-9)
Ringraziamenti (p. 10)
Custodi di un antico sapere: uno sguardo alla storia della Bibliotheca Catheriniana attraverso le edizioni del XV secolo (pp. 11-29)
Bibliografia (pp. 31-33).

CATALOGO
Criteri descrittivi adottati (pp. 37-39)
Repertori bibliografici citati nelle schede (pp. 41-89)
Tavole (pp. 91-120)
Appendice I: Incunaboli mancanti (pp. 121-124)
Appendice II: Edizoni del XVI secolo rilegate insieme agli incunaboli (pp. 125-128).

INDICE E TABELLE
Indice degli autori e dei titoli delle opere anonime (pp. 131-133)
Indice cronologico (pp. 135-138)
Edizioni del XVI secolo rilegate insieme agli incunaboli (p. 138)
Indice dei luoghi di stampa (pp. 138-139)
Indice dei tipografi e degli editori (pp. 141-142)
Indice dei possessori e delle provenienze (pp. 143-144)
Famiglie e persone singole (p. 144)
Indice degli esemplari miniati, con impressioni in bianco, con maculature (p. 145)
Tabella di raffronto fra le collocazioni e i numeri delle schede (pp. 147-148)
Numero di copie superstiti (pp. 149-159).

La Bilioteca di Alessandria

MONICA BERTI e VIRGILIO COSTA, La Bilioteca di Alessandria. Storia di un paradiso perduto, Tivoli (Rm) 2010 (Edizioni TORED), pagine XVI + 280, € 30,00.

«Tolemeo II, re di Alessandria, era un uomo amante del bello e delle lettere. Fondò una biblioteca nella città stessa di Alessandro e la affidò a un certo Demetrio Falereo, con l’ordine di raccogliere i libri che si trovavano in ogni parte del mondo». Con queste parole il vescovo Epifanio (fine IV secolo d.C.) rievoca la nascita ad Alessandria d’Egitto – la splendida città sul delta del Nilo fondata da Alessandro Magno nel 331 a.C. – della più importante biblioteca dell’antichità.

Voluta da Tolemeo I Soter, il capostipite della dinastia macedone che resse il trono d’Egitto sino alla celebre Cleopatra, la biblioteca fu concepita come uno strumento di lavoro al servizio del Museo, il prestigiosissimo centro scientifico-letterario che per secoli attirò i migliori “cervelli” del mondo antico.

Questo libro ripercorre la storia della biblioteca di Alessandria dalle origini sino alla sua dispersione; grande spazio è dato alla viva voce degli autori antichi, le cui testimonianze sono esaminate anche allo scopo di comprendere la genesi di un mito, quello della “biblioteca perduta”, che da più di due millenni simboleggia l’anelito umano verso la conoscenza universale.

Sommario

Presentazione (pp. v-vii); Premessa (pp. ix-xi); Abbreviazioni bibliografiche (p. xiii-xvi)
1. Una giornata ad Alessandria (pp. 1-47)
2. Il progetto di fondazione: radunare tutti i libri del mondo (pp. 49-100)
3. Scienza e filologia nella Biblioteca di Alessandria (pp. 101-159)
4. La fine della grande biblioteca (pp. 161-196)
5. Ritorno ad Alessandria (pp. 197-213)
Appendice: Principali scrittori antichi citati nel volume (pp. 215-239)
Bibliografia essenziale (pp. 241-249)
Inidice delle fonti (pp. 251-258).
Indice dei nomi (pp. 259-276).

Per la storia dei manoscritti sessoriani

FRANCA TRASSELLI, Una segnatura le sue manifestazioni e un Indice alfabetico, testimonianze per la storia dei manoscritti appartenuti alla biblioteca romana di Santa Croce in Gerusalemme, “Rivista cistercense”, a. XXV, n. 1, gennaio 2008, pp. 5-86.

La biblioteca di Ercole I d’Este

ANDREA BARBIERI, La biblioteca di Ercole I d’Este in un elenco inedito, in “Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi”, s. XI, vol. XXXI, 2009, pp. 199-219.

L’articolo esamina l’elenco di «Libri che se ritrovano in lo presente studio», scritto da Carlo da San Giorgio nel 1477, attualmente conservato nell’Archivio di Stato di Modena, Archivio Segreto Estense, Camera, Amministrazione della Casa, Biblioteca 1.A.21.

Gli incunaboli del Seminario Vescovile di Padova

LILIAN ARMSTRONG, PIERO SCAPECCHI e FEDERICA TONIOLO, Gli incunaboli della biblioteca del Seminario Vescovile di Padova. Catalogo e Studi, a  cura di P. GIOS e F. TONIOLO, con una Introduzione di GIORDANA MARIANI CANOVA, Padova 2008 (Istituto per la storia ecclesiastica padovana), 256 pagine, 55 tavole a colori, 134 figure in bianco e nero, € 60,00 (Fonti e Ricerche di storia ecclesiastica padovana, XXXIII).

Il volume contiene il catalogo degli incunaboli della Biblioteca del Seminario Vescovile di Padova. Una collezione di grande prestigio il cui nucleo fondante risale all’acquisto della biblioteca di Alfonso Alvarotti, avvenuto nel 1720 ad opera del bibliotecario Francesco Canal, accresciuto in seguito da lasciti e acquisizioni anche connessi alle soppressioni delle corporazioni religiose di epoca napoleonica e del Regno d’Italia. La collezione, composta da 455 edizioni possedute per 483 esemplari (due stampati in pergamena), è stata per la prima volta censita e catalogata da PIERO SCAPECCHI della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, il quale, con lavoro lungo e impegnativo, ha proceduto nel riconoscimento delle edizioni e nell’individuazione degli esemplari nei due cataloghi manoscritti della biblioteca.

La figura del collezionista, nobile padovano nato nel 1687 e morto giovanissimo nel 1720, è stata indagata nell’introduzione da GIORDANA MARIANI CANOVA, che ha evocato il clima fervido di studi filologici, in particolare incentrati sulla lingua latina, nell’ambiente padovano del primo quarto del XVIII secolo dove dominava la figura di Iacopo Facciolati. La personalità di Alfonso Alvarotti è stata vista anche all’interno dell’Accademia dei Ricovrati di cui egli fu membro assai apprezzato.

La collezione degli incunaboli Alvarotti è stata considerata contestualmente a quella dei manoscritti pure conservati in Seminario, dal momento che la maggior parte risulta pregervolmente miniata. Proprio questa ricchezza illustrativa ha indotto la scelta innovativa di corredare il volume con un saggio critico di FEDERICA TONIOLO sulle miniature e anche di una catalogazione specifica degli esemplari miniati. Agli incunaboli già noti, quali il Plinio miniato dal Maestro dei Putti, capolavoro della miniatura all’antica del Rinascimento veneto, viene ad aggiungersi un nuovo forte nucleo di esemplari veneti e ferraresi illustrati in chiave antiquaria, ad esempio dal Maestro di Pico, dal Maestro dell’Ovidio di Rimini e da Antonio Maria da Villafora e Benedetto Bordon. Non mancano incunaboli di pregio miniati in ambito toscano, come l’Iliade greca di Boccardino il Vecchio, e lombardi (ad esempio i due volumi con le Epistolae di San Girolamo illustrati dal Maestro delle Ore Birago).

La collezione è straordinariamente ricca di esemplari con xilografie giunti in biblioteca al tempo delle soppressioni e fino ad ora del tutto ignoti. LILIAN ARMSTRONG, grande studiosa dell’illustrazione libraria veneta del Rinascimento, li ha esaminati in un saggio che risulta una vera e propria storia della xilografia veneta del Quattrocento, indagata dal punto di vista stilistico e nei suoi rapporti con la miniatura. Sono emerse così le figure dei miniatori-disegnatori come il padovano Benedetto Bordon e il veneziano Maestro di Pico.

Il volume è stato presentato martedì 28 aprile 2009, alle ore 17.00, presso il Museo Diocesano di Padova (Sala Barbarigo). Sono intervenuti MARINO ZORZI e FRANCESCA FLORES D’ARCAIS; ed è stato recensito da JONATHAN ALEXANDER, su “Renaissance Qaurterly”, vol. LXIII, 2010, n. 3, pp. 975-976.

La Biblioteca del Seminario vescovile di Padova offre anche la possibilità di visitare il catalogo on-line della propria collezione libraria.

Coluccio Salutati e l’Umanesimo (mostra)

La Biblioteca Medicea Laurenziana (Piazza San Lorenzo 9, Firenze) ha ospitato dal 2 novembre 2008 al 30 gennaio 2009 la mostra Coluccio Salutati e l’invenzione dell’Umanesimo. Il catalogo a cura di TERESA DE ROBERTIS, GIULIANO TANTURLI e STEFANO ZAMPONI (Università di Firenze) è stato pubblicato dalla casa editrice Mandragora, Firenze 2008, € 45,00.

La mostra ha costituito ad oggi uno dei primi studi organici su Coluccio Salutati, Cancelliere della Repubblica fiorentina dal 1375 al 1406, personaggio centrale nella cultura dell’ultimo quarto del Trecento e ‘inventore’ dell’Umanesimo. Sono stati esposti più di 60 manoscritti provenienti, oltre che dalla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, da biblioteche e archivi toscani (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale e Biblioteca Riccardiana; Pistoia, Biblioteca Forteguerriana e Archivio di Stato), nonché da numerose biblioteche italiane ed estere (Cesena, Biblioteca Malatestiana; Basel, Universitat Bibliothek; Londra, British Library; Oxford, All Souls College Library e Bodleian Library; Parigi, Bibliothèque nationale de France; Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana). Il percorso espositivo è stato diviso in quattro sezioni – Vita e relazioni di Salutati, Opere di Salutati, Biblioteca e Officina libraria di Salutati – comprendendo, oltre ai manoscritti esposti, suggestioni visive affidate a installazioni video e sezioni esplicative multimediali, in italiano e inglese. Per la prima volta è stata presentata una rassegna completa delle opere composte da Salutati, comprese quelle di minore estensione, corredata da un’ampia bibliografia che va dagli inizi del Novecento agli studi più recenti. In ultimo, vi è stata ricostruita la biblioteca di Salutati con una raccolta di tutti gli autografi di Salutati e brani scritti dai suoi principali copisti.

Per ulteriori informazioni visita il sito della Biblioteca Medicea Laurenziana

Il Codice Valois della Casanatense

Codice Valois. Il Vangelo del Principe di Francia, facsimile a cura di ISABELLA CECCOPIERI e GIOVANNA LAZZI, Firenze 2008 (Vallecchi). Tiratura limitata in 499 esemplari per l’Italia e 100 per l’estero. Caratteristiche tecniche: 15,7 X 22,4 cm di formato; 312 pagine.

Sommario:  A. A. Cavarra, Presentazione (pp. 7-8); G. Lazzi, Il piccolo principe e il suo libro d’oro (pp. 13-20) I. Ceccopieri, Dalla Libraria del Casanate al Vangelo del Principe (pp. 21-44); I. Ceccopieri, Il manoscritto 2020 (pp. 45-80); G. Lazzi, Un principe bambino sulle orme di Cristo (pp. 81-106); e G. Lazzi, Il Vangelo visibile: le miniature (pp. 107-184).

La Biblioteca Casanatense annovera nel suo Fondo manoscritti oltre centoquaranta codici medievali liturgici, che vanno dal IX al XVI secolo. Tra questi, il ms. 2020 (codice pergamenaceo formato da 147 carte con decorazione miniata costituita da 14 piene pagine e 96 vignette riferite al contenuto del testo), conosciuto fino a oggi semplicemente come Evangelia totius anni. Si tratta di un evangelistario di corte di provenienza francese acquisito dalla Casanatense verso la fine del Settecento o agli inizi dell’Ottocento e contenente i brani dei Vangeli letti durante la messa nei vari periodi dell’anno. Recenti e approfonditi studi sulla storia della miniatura in Francia nel Rinascimento hanno consentito di porre in luce l’attività di atélier come quello di Tours, al quale è probabilmente da ricondurre il codice casanatense. Il nostro evangelistario vi sarebbe stato eseguito intorno al 1526, nel periodo in cui il re di Francia Francesco I fu costretto a mandare in Spagna i due figli maggiori, il delfino Francesco e il cadetto Enrico (il futuro Enrico II), come ostaggi di Carlo V, in cambio della propria libertà dopo la disfatta di Pavia, avvenuta il 24 febbraio del 1525. Il libro fu realizzato insieme a un manoscritto gemello, oggi custodito alla Biblioteca Nazionale di Madrid, e a un terzo codice, conservato a Chantilly, il cui contenuto, a carattere didascalico, mirava alla formazione dei giovani principi, segregati per ragion di stato a Valladolid. Il legame che unisce i tre codici è indiscutibile, non soltanto per la presenza dei blasoni appartenenti al delfino e ai cadetti, che ne costellano la decorazione, ma perché tutti e tre sono riconducibili alla mano di un copista e di un miniatore originari di Tours e riferibili all’entourage dell’artista prediletto della regina Claudia di Francia. In particolare, l’evangelistario casanatense risulterebbe destinato alla cappella del delfino, Francesco di Valois, come conferma lo stemma ricorrente, mentre il manoscritto di Madrid alla cappella dei cadetti, nell’ipotesi che i fratelli fossero stati separati durante la prigionia.

Per ulteriori informazioni visita il sito della Biblioteca Casanatense

Newsletter from the Vatican Library (n. 1)

Dear friends and readers,

Work on the Numismatic Cabinet is making good progress, and the Photographic Laboratory (including the new photographic archive) is practically finished. In addition, the Stacks for Periodicals have now been entirely emptied of books and of their internal structures; and, after many decades, the gate which opens from the Library building directly onto the carriageway of the so-called “Grottone” has been reopened (this gate was intended for the passage of the pontifical carriages, which were kept there until the early twentieth century; today it will allow easier access to the materials kept in the Stacks). The construction of the new elevator on the East side of the Library´s internal courtyard has also begun: this will connect the courtyard to the Manuscript Reading Room and to the Photographic Laboratory, and will also be accessible from a new entrance to the Library on the other side of the building (“La Galea”), which will be reserved for merchandise.

Above all, work has begun on the main entrance area: the so-called statue of Hippolytus, which normally welcomes those who enter the Library, has been temporarily removed (it will return to an appropriate place in due time) and a direct passage is being built, underneath the main staircase, leading to the elevator which allows access to the Reading Rooms. In addition, this elevator, which is being enlarged and improved, will extend all the way up to the Salone Sistino, where Pope Sixtus V relocated the Library at the end of the sixteenth century and which was the Library´s home until the renovations carried out by Leo XIII at the end of the nineteenth century. It is, indeed, with pleasure that I am able to announce that the Salone Sistino, which today is part of the circuit of the Vatican Museums, is destined to become once again a Reading Room of the Vatican Library. Adapting this hall to its new use is an operation which will require careful planning and execution, and which will certainly not be completed in time for the reopening of the Library. Still, I am pleased to be able to give advance notice of this development, which will, in time, provide more space for readers and for books at their disposal on open shelves.

To conclude: the building and related works are in full swing and are proceeding on schedule. Have no fear regarding the reopening in 2010!

Monsignor Cesare Pasini, Prefetto           (Vatican City, December 7, 2008)