Entries Tagged as 'Facsimiles'

Disponibile il ‘Codice Rustici’ in facsimile

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FACSIMILE: Codice Rustici. Dimostrazione dell’andata o viaggio al Santo Sepolcro e al monte Sinai di Marco di Bartolomeo Rustici, Firenze 2015 (Casa Editrice Leo S. Olschki), Tomo I: 568 pp.; Tomo II: x-310 pp. con 200 ill. n.t. Facsimile e saggi rilegati in cofanetto.

Saggi a cura di Elena Gurrieri. Edizione critica a cura di Kathleen Olive e Nerida Newbigin.

Fortemente voluto dalla Biblioteca del Seminario Arcivescovile di Firenze e realizzato grazie al determinante contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

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Pubblicato l’Officiolo di Francesco da Barberino

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FACSIMILE: Francesco da Barberino, Officiolum, Edizione Nazionale dei Commenti danteschi – I commenti figurati 5, Roma 2015 (Salerno Editrice), volume in facsimile di mm. 140 × 105, di cc. 174 = pp. 348, rilegato a mano in velluto rosso, in cofanetto di legno.

Del manoscritto noto come l’Officiolo di Francesco da Barberino si è a lungo temuta la perdita, fino al fortunoso ritrovamento di Kay Sutton e alla conseguente vendita della Christie’s a Roma il 5 dicembre 2003.

La scoperta ha riportato di attualità un tema di eccezionale interesse: la figura e l’opera di uno straordinario intellettuale toscano vissuto tra il secondo Duecento e il primo Trecento, Francesco da Barberino.

L’opera ha schiuso orizzonti nuovi nel campo dell’alta cultura dell’Italia tosco-emiliano-veneta, tra la fine del XIII e gli albori del XIV secolo, focalizzata sui nomi illustri di Giotto per l’arte figurativa e di Dante sul piano linguistico e letterario.

La riproduzione in facsimile dell’Officiolo, fedelissima all’originale, offre una preziosa documentazione, aperta alla fruizione del grande pubblico, della piú spettacolare invenzione iconografica nell’arte della miniatura italiana fra Due e Trecento: il capolavoro, imprevedibile nella sua magnificenza, di uno straordinario intellettuale dell’autunno del Medioevo.

In offerta il Libro d’ore di Renata di Francia

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NEWS: Offerta di una copia del facsimile del Libro d’ore di Renata di Francia.

Uno dei nostri lettori ci informa di voler vendere una copia in ottime condizioni del facsimile del Libro d’ore di Renata di Francia (n. 127/999) edito da Art Codex e distribuito da Il Bulino. La notizia risulta particolarmente interessante dal momento che il facsimile è da anni esaurito e introvabile.

Scritto e miniato in area parigina intorno al 1517 per Renata di Valois, figlia del re di Francia, il manoscritto giunse a Ferrara nel 1528 con i beni dotali della nuova duchessa, sposa di Ercole II d’Este. Quando Renata, nel 1560, abiurò la religione cattolica e si ritirò nel castello di Montargis, rifugio di calvinisti e ugonotti, i suoi libri “eretici” furono bru­ciati, tranne alcuni di osservanza cattolica, compreso questo piccolo libro d’ore rimasto poi sempre nel patrimonio estense. Nella Biblioteca modenese è rimasto fino al 1994, quando, andato in mostra all’abbazia di Montecassino, è stato illecitamente sottratto e non più ritrovato. Fortunatamente erano già in corso le procedure di riproduzione dell’opera: con la realizzazione del facsimile, il tesoretto di Renata può dirsi idealmente “ritrovato”.

Les petites prières de Renée de France rappresenta uno dei più preziosi livres d’heures del primo ’500, mirabili capolavori rinascimentali ancora in voga nelle corti europee anche dopo l’invenzione della stampa. La critica più recente ha ritenuto di datarlo intorno al 1517 e di identificare il miniatore nel Maître de Claude de France, ossia l’artista parigino dei codici di Claudia di Valois, sorella di Renata e regina di Francia.

Il facsimile integrale del codice, presentato da Federico Zeri, stampato a otto colori nel formato di 9×12 cm, è dotato di una ricca ed elegante legatura che ripete fedelmente quella settecentesca dell’originale in velluto rosa antico, con ricami a fili d’argento e laccetti. Il codice, il commentario – di 160 pagine con uno studio di Ernesto Milano – e il certificato di garanzia sono custoditi in un cofanetto di legno rivestito in pelle con ornamenti; l’interno è foderato in raso. La tiratura, in esclusiva mondiale unica e irripetibile, è stata di 999 esemplari numerati e certificati. Altri 66 esemplari, numerati a-z e i-xl/ce, appartengono agli archivi dell’editore e dei coeditori internazionali.

Chiunque fosse interessato o volesse maggiori informazioni può contattare la nostra redazione.

Il Leggendario Sforza-Savoia in mostra

Leggendario-Sforza-Savoia

EXHIBITIONS: Il Leggendario Sforza-Savoia in mostra per pochi giorni a Torino, Biblioteca Reale (Piazza Castello 191), 12 – 21 giugno 2014.

In occasione della presentazione del facsimile, il Leggendario Sforza-Savoia (codice Varia 124 della Biblioteca Reale di Torino) – uno dei codici più preziosi della miniatura italiana – sarà eccezionalmente esposto al pubblico, per la prima volta dopo il restauro.

Realizzato nel 1476 per volontà del duca di Milano Galeazzo Maria Sforza, il libro è una raccolta di storie – o leggende, da cui il nome Leggendario – tratte dal Nuovo Testamento e dai Vangeli Apocrifi: sono narrate le vicende di Gioacchino e Anna, di Maria, di Gesù e del Battista, con una parte conclusiva dedicata al Giudizio Universale.

Il testo in volgare è accompagnato da un apparato illustrativo ricchissimo: ben 324 grandi scene miniate (spesso due per pagina) realizzate da Cristoforo de’ Predis. La vena narrativa delle illustrazioni e la spiccata potenza visiva dell’insieme fanno del Leggendario un vero e proprio racconto per immagini. Oggi il manoscritto è conservato nel caveau blindato della Biblioteca Reale di Torino – dove pervenne nel 1841 – accanto ad altri capolavori come il Codice sul volo degli uccelli di Leonardo e il suo celebre Autoritratto.

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Il ‘De materia medica’ di Napoli in facsimile

Discoride

FACSIMILE: De materia medica. Il Dioscoride di Napoli (Aboca Edizioni), € 490,00.

Aboca Edizioni presenta il facsimile del De materia medica. Il Dioscoride di Napoli. opera di primaria importanza nel campo della medicina, che non ha pari con altre del suo tempo per la chiara e dettagliata descrizione dei medicamenti, basata sul metodo razionale valido ancora oggi.

Dioscoride, grande medico del I secolo d.C., è considerato il padre fondatore della farmacologia, avendo posto le basi logico-scientifiche della terapia “farmacologica”. Raccolse tutto lo scibile terapeutico di derivazione egiziana, medio-orientale e greco-romana in un’opera intitolata De materia medica.

Dell’opera originaria di Dioscoride sono derivate tante versioni: una delle più antiche è il Dioscurides Neapolitanus, codice greco della Biblioteca Nazionale di Napoli, (Ms. ex-Vindobonense Greco 1, VI-VII sec. d. C.) che in 172 carte riccamente miniate, illustra in forma di “erbario” le proprietà e gli impieghi terapeutici di ben 409 specie vegetali dell’opera dioscoridea.

Aboca, in collaborazione con l’Università Federico II e la Biblioteca Nazionale di Napoli, propone in forma inedita l’edizione di questo codice, dove per la prima volta il facsimile è accompagnato dalla traduzione integrale del testo greco.

Alla parte storico-artistica si affiancano il commento critico e 243 tavole botaniche moderne. In 374 “schede”, compilate da specialisti, le cognizioni dioscoridee sono messe a confronto con quelle raggiunte dalla botanica medica attuale. L’attualità e la modernità del testo di Dioscoride, inoltre, sono esaltate dalla corposa appendice di 700 voci delle patologie e dei farmaci corrispondenti.

Il Sant’Agostino Estense in facsimile

Sant'Agostino

FACSIMILE: Sant’Agostino Estense. Orationes ex meditationibus et ex Soliloquiis Divi Patris Augustini Episcopi Hipponiensis. Ad illustrissimum Herculem Ferrariae Ducem, Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, ms. cl. II. cod. LX. Edizione limitata in 500 esemplari numerati e certificati. Volume di commentario a cura di Ernesto Milano, Granarolo dell’Emilia (BO) 2013 (Edizioni Graffiti).

Il codice, uno dei manoscritti più preziosi della miniatura Estense, è dedicato ad Ercole I d’Este, secondo duca di Ferrara, fratello di Borso. Venne realizzato attorno all’anno 1482 dal medesimo gruppo di artisti che realizzò la decorazione del Breviario d’Ercole I ed è conosciuto come Orationes ex meditationibus et ex Soliloquiis Divi Patris Augustini Episcopi hipponensis. Il manoscritto, in magnifiche condizioni di conservazione, si compone di 192 carte, corrispondenti a 384 pagine, ed è ancora oggi rilegato nella sua preziosa copertina originale di pieno cuoio, lavorato a sbalzo.

La storia del codice è avvolta da un impenetrabile mistero: libro di devozione personale di Ercole I, mai catalogato tra i codici della Biblioteca Estense, venne perduto in occasione del trasferimento della corte estense a Modena, nel 1598. Successivamente il manoscritto, in circostanze mai chiarite, confluisce nella ricca collezione del patrizio veneziano Jacopo Nani, il quale alla sua morte (1796) lo lascerà alla Biblioteca Marciana di Venezia, dove è ancora oggi conservato come uno dei suoi più preziosi cimeli.

Il testo del prezioso manoscritto, con brani tratti dalle Meditationes e dai Soliloquia di Sant’Agostino, venne vergato dal celebre calligrafo Andrea della Vieze in elegante scrittura gotica libraria disposta su unica colonna di 21 righe, ed è adornato da 7 capitali miniate, 138 iniziali dorate e da centinaia di piccole iniziali colorate. L’interno del codice è impreziosito da ben 68 miniature attribuite a Tommaso da Modena, artista attivo presso la corte estense negli ultimi decenni del XV secolo e autore, assieme a Matteo da Milano, di molte miniature presenti nel celebre Breviario d’Ercole I d’Este.

L’edizione in facsimile, in soli 500 esemplari numerati e certificati dalla Direzione della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, è stata realizzata attraverso l’innovativo procedimento del retino stocastico su carta conforme alla pergamena originale. I fregi e i decori in oro vengono riprodotti attraverso un’esclusiva lavorazione artigianale. La rilegatura viene eseguita a mano, la copertina è in cuoio lavorato a sbalzo, proprio come nel manoscritto originale.

Completa l’edizione un esauriente commentario scientifico, redatto e curato da Ernesto Milano..

Imago. La nobiltà del facsimile

Imago

FACSIMILES: Imago. La nobiltà del facsimile.

IMAGO s.r.l è un’impresa a capitale privato. Specifici accordi di licensing con Istituti Culturali alimentano il progetto, fornendo tesori di inestimabile valore che da secoli riposano nei sancta sanctorum e che da oggi, finalmente, tornano a splendere in tutta la loro bellezza. Manoscritti ricchi di sfavillanti miniature, sigilli e documenti di grande valore storico e scientifico, riemergono in tal modo dai secoli bui, attraverso la tiratura di raffinati esemplari facsimilari (per pochi fortunati) e di ottime copie anastatiche (per una più ampia platea di fruitori).

La riproduzione di ogni fac-simile è realizzata avvalendosi di propria tecnologia. Per l’acquisizione delle immagini viene usato un sistema ad altissima definizione, da noi appositamente progettato, che garantisce la massima protezione del manoscritto originale, senza forzarne la legatura, eliminando l’eventualità di doverlo smembrare. Grazie alle ultime e sofisticate tecnologie sul color management, viene ottenuta una elevata precisione sulla riproduzione della gamma colore originale. Ciò permette di superare i metodi tradizionali, in cui l’uso di molteplici passaggi limita il risultato finale.

Vengono utilizzate carte speciali naturali che garantiscono la stessa sensazione visiva della pergamena, pur mantendo vividi i contrasti ed i colori, mentre l’uso del retino stocastico permette di ottenere un’eccezionale resa del dettaglio. La legatura in cuoio, realizzata a mano, riproduce quella in uso nel XVII e XVIII secolo, con pelle fiore a concia naturale, cucitura fatta a mano su corde e incassatura su carta artistica.

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Folia. Emozioni in miniatura

NEWS: Folia è la nuova rivista online per i mecenati del terzo millennio. Una rivista  trimestrale d’arte, cultura, editoria, ma diversa da ogni altra, perché dedicata a un settore molto particolare del patrimonio artistico italiano e internazionale.

Folia infatti si occupa di libri, ma non dell’ormai consueta, pletorica e sovrabbondante offerta editoriale che intasa gli scaffali delle librerie e le pagine culturali dei quotidiani, bensì di quel vasto, affascinante quanto misconosciuto universo che ruota attorno al libro prima di Gutenberg, ovvero ai manoscritti, ai codici miniati, a rarità, curiosità e meraviglie dell’editoria di ieri e dell’altroieri, quando i libri venivano scritti a mano, uno per uno, e spesso venivano illustrati da grandi artisti e sconosciuti miniatori, diventando dei tesori di inarrivabile bellezza ambiti e commissionati dai potenti della Terra.

Tesori custoditi nei caveaux di massima sicurezza delle più grandi biblioteche del mondo o in prestigiose collezioni private, opere strabilianti ma pressoché sconosciute al grande pubblico, autentiche meraviglie che oggi riemergono a poco a poco dal buio grazie alle fedeli riproduzioni dell’editoria facsimilare.

La nuova rivista edita da Franco Cosimo Panini Editore, sarà presentata venerdì 25 settembre 2012 ore 17.00 in occasione di Artelibro a Bologna, presso la sala del Quadrante di Palazzo Re Enzo, dal direttore Gianfranco Malafarina intervistato da Goffredo Silvestri collaboratore di Repubblica.it – arte.

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The Facsimile Exhibition

EXHIBITION: Die Kunst der Beschreibung – Handschriften aus fünf Jahrhunderten kommentiert von Eberhard König, Freie Universität Berlin, University Library (Garystr. 39, 14195 Berlin), 8 June 2012 – 27 July 2012.

Aller Anfang der Kunstbetrachtung ist Beschreibung. Die Erkenntnis, dass eine gelungene Beschreibung nicht nur vorbereitende Übung, sondern ein Mittel rhetorischer Überzeugungskunst ist, wurzelt in der antiken Kunst der Ekphrasis. Nach dem Verständnis Nikolaus von Myras setzt die genaue Wahrnehmung Kennerschaft voraus; über Künstler, Ikonographie und Bildtraditionen sowie die Herkunft, Entstehung und Beschaffenheit des Werks, die in die Beschreibung einfließt. Entscheidend für deren Erfolg ist die sprachliche Anschaulichkeit, durch die der Zuhörer – selbst Schauender – ein zweites Mal, bereichert durch die vermittelte Wahrnehmung des Redners, zum Zuschauer wird.

Die Ausstellung Die Kunst der Beschreibung – Handschriften aus fünf Jahrhunderten kommentiert von Eberhard König präsentiert 44 Faksimiles von Handschriften, die Eberhard König im Laufe seiner über dreißigjährigen Beschäftigung mit der Buchmalerei des Mittelalters und der Renaissance kommentiert und – nicht selten in Zusammenarbeit mit Kollegen und Schülern – wissenschaftlich bearbeitet hat und die auf diese Weise oft zum ersten Mal einem größeren Publikum zugänglich gemacht werden konnten. Die anschauliche Beschreibung der Miniaturen, des Dekors und immer wieder auch der Texte und der Beziehung zwischen Bild und Text, ist fast immer das Herzstück des Kommentars. Ganz im Sinne der Ekphrasis gewinnt der Autor entscheidende Argumente für die kunsthistorische Verortung und Deutung der Handschriften aus der kenntnisreichen Anschauung.

Die Ausstellung findet statt zum 65. Geburtstag von Prof. Dr. Eberhard König, der seit 1986 am Kunsthistorischen Institut der Freien Universität Berlin lehrt, und ist Bestandteil des Colloquiums “Traditionen neu erfinden – Zum Vorlagentransfer in der Buchmalerei des Spätmittelalters”. Beide Veranstaltun- gen werden von seinen engsten Mitarbeiterinnen und Mitarbeitern organisiert.

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Il Gran Libro d’Ore d’Anna di Bretagna

FACSIMILE: Gran Libro d’Ore d’Anna di Bretagna, Parigi, Bibliothèque nationale de France, ms. Lat. 9474; miniato da Jean Bourdichon a Tours tra il 1503 e il 1508 circa; composto di 476 pagine miniate con 49 miniature a pagina intera e 337 miniature marginali con piante, insetti e piccoli mammiferi; formato: 305 x 200 mm, 987 esemplari, Barcellona 2009 (M. Moleiro Editor).

Il Gran Libro d’Ore d’Anna di Bretagna è senza dubbio l’opera maestra della pittura francese, com’è giusto che sia se parliamo di un manoscritto dedicato a chi fu regina di Francia per ben due volte, andata in sposa a Carlo VIII e Luigi XII. Il maestro Bourdichon fu pittore di corte di Luigi XI, Carlo VIII, Luigi XII e Francesco I. I suoi dipinti costituiscono un chiaro progresso dal gotico verso il Rinascimento.

Questo codice racchiude veri e propri dipinti tra i suoi fogli invece delle tipiche miniature di questo tipo di libri. Jean Bourdichon dipinse quasi cinquanta scene a tutta pagina incorniciate in oro sul fondo della pergamena tinta in nero. Queste miniature sono paragonabili a dipinti su tavola o tela, non solo per via delle dimensioni ma anche per i primi piani, l’uso della prospettiva, la tecnica pittorica e il realismo dei ritratti.

È da segnalare anche l’inusuale originalità del calendario, che non si limita a piccole scene marginali ma che include anche dipinti a tutta pagina interrotti dal testo incorniciato, sul quale si trova il segno zodiacale di ogni mese. Questo procedimento sembra non essere stato utilizzato nella miniatura francese prima di Jean Bourdichon, eccetto che in due manoscritti.

L’erbario senza paragoni che appare ai bordi dei fogli con testo, converte questo manoscritto in un libro d’ore ineguagliabile. I bordi di questo codice rivelano un trattato di botanica che include più di 330 piante, con i loro nomi scientifici in latino, nella parte superiore dell’immagine, e il nome popolare in francese nella parte inferiore. Quest’erbario vero e proprio è inoltre popolato da insetti e piccoli animali che, coi loro vivi colori, accentuano la bellezza e l’originalità d’ogni miniatura. Si tratta, quindi, di due codici in uno: un libro spirituale per il raccoglimento e la preghiera e un’enciclopedia naturale, un libro d’ore e un trattato di botanica.

Dopo la morte della duchessa di Bretagna nel 1514, il suo Gran Libro d’Ore incantò Luigi XIV, che lo portò nella sala delle curiosità del Palazzo di Versailles. La sua bellezza conquistò poi Napoleone III, che lo fece esporre al Museo dei Sovrani del Louvre, dal 1852 al 1872. Oggi è uno dei gioielli più preziosi della Bibliothèque nationale de France. Non per niente, gli storici dell’arte considerano il Gran Libro d’Ore d’Anna di Bretagna uno dei libri d’ore più eccezionali mai esistiti.

Volume di commento

Indice:
* Marie-Pierre Laffitte (Curator in the department of Manuscripts, Bibliothèque nationale de France), Description of the manuscript
* Georges Minois (Historian of Brittany), Anne of Brittany
* Michèle Bilimoff (Research engineer in archaeology, Centre National de la Recherche Scientifique, CNRS), The plants in the Great Hours of Anne of Brittany
* Carlos Miranda García-Tejedor (Doctor in History), Iconography and iconology of the Great Hours of Anne of Brittany
– Indice delle piante
– Bibliografia.

An Illustrated Late Antique Romance (ca. 1000)

FACSIMILE: Apollonius Pictus. An Illustrated Late Antique Romance Around 1000. Egy illusztrált késő antik regény 1000 körül, edited by Anna Boreczky and András Németh, OSZK, Budapest, 2011 (National Széchényi Library), 184 pages, 104 illustrations + facsimile (8 pages), € 30.

This volume gives the reader side by side a facsimile and a manifold account of a thousand-year-old manuscript (Budapest, National Széchényi Library, Cod. Lat. 4), the oldest known illustrated copy of the late antique Latin adventure romance History of Apollonius, King of Tyre (Historia Apollonii).

The vicissitudes of king Apollonius, his daughter Tarsia, and her mother Lucina across the Mediterranean have enjoyed exceptional popularity since the early Middle Ages: among others, this story inspired Shakespeare’s Pericles. The narrative cycle depicting the adventure story is not only the most important evidence for the illustrated late antique romances, an almost entirely lost genre, but also a unique example of the narrative book illustrations at the turn of the first millennium. In addition to the thirty-eight uncoloured pen-and-ink drawings depicting the adventures of the plot in a cartoon-like cinematic narration, the fragmentary Budapest manuscript comprises half of a very early and valuable redaction of the text. In the eleventh and twelfth centuries, the drawings were glossed mostly in Old Saxonian, which gives a unique insight into the early reception of the romance in Germany and the peculiar sense of monastic humour. The reader has a chance to explore all these details and discover new layers of interpretation in the facsimile.

A richly illustrated commentary volume encourages the adventure of exploration with studies in English, German, and French. An international group of experts, Xavier Barral i Altet, Anna Boreczky, Herbert L. Kessler, András Németh, Andreas Nievergelt and Beatrice Radden Keefe investigate the tortuous history of the manuscript up to the present, its unique blend of late antique and Ottonian visual language, the successively alternating practices between illustrator and scribe in the joint transmission of depictions and text, and a full account of its glosses. The appendix invites the reader to continue unfolding multiple layers of the manuscript and includes the first full critical transcription of its Latin text.

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The Budapest Concordantiae Caritatis

FACSIMILE: Budapester Concordantiae Caritatis Budapester Concordantiae caritatis (Budapest, Central Library of the Ordo Scholarum Piarum, CX 2). Publisher: Schöck ArtPrint.

– Limited edition: 480 handnumbered copies
– Place and date of origin of the manuscript: Vienna, 1413
– Language of the manuscript: Latin, German
– Dimensions of the facsimile: 270×390 mm
– Number of pages of facsimile: 524 pages
– Binding of facsimile: hand-made
– Paper of facsimile: hand-made paper
– Cover of facsimile: gilded calf-skin
– Commentary volume: 150 pages
– Language of commentary volume: German
– Price: Euro 4.600.

The Budapest Concordantiae caritatis is the most richly illustrated medieval manuscript in Hungary. The work contained in it is that of a fourteenth-century author, Ulrich von Lilienfeld, who between 1345-1351 was the abbot of the Cistercian monastery in Lilienfeld, Lower Austria. Concordantiae caritatis is a typological manuscript. The main characteristic of a typological work is that events described in the Old and in the New Testament are placed within a structure according to their role in the story of Redemption. The scenes in the Old Testament serve as a prototype for those in the New Testament, which are the final fulfillment, and form a unified, mutually enlightening whole.

Concordantiae caritatis is the most complete typological collection of the Middle Ages. It comprises 238 typological units with an encyclopedic intention. Not only is it extraordinary because of its extent; it is also unique from the aspect of its content. Natural phenomena and scenes taken from the lives of saints, which, like that of Christ, serve as moral examples, became integral parts of its typological system. The typological units of Concordantiae caritatis each take up two facing pages. On the right we can read the text, while the illustrations are placed on the left. Every typological unit is made up of five parts. The main scene is found at the centre on the top of the page with two prototypes from the Old Testament below it, and two natural parallels at the bottom of the page. The work concludes with a “picturecatechism” the text of which is partly in German. Here the virtues and vices play the main role: they fight each other riding on the back of various animals; they assist the knight of Christ (Miles Christi) into the saddle, elsewhere they drive chariots to heaven or to hell.

Both because of its author and the spread of its copies, Concordantiae caritatis is a characteristically Central European work. All the copies that came down to us are manuscripts and most of them originate from Southern Germany and Austria. A good part of them are still preserved in German and Austrian libraries. These copies testify that although the author of Concordantiae caritatis destined it to be an illustrated volume equally suitable for educational and preaching purposes, his contemporaries would rather use it in preparation for sermons. Only eight copies of Concordantiae caritatis known today contain illustrations and of these few the Budapest manuscript is worthy of a high position due to the high quality and completeness of its cycle of illustrations.

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