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Painting and Illumination in Florence

Florence-at-the-Dawn

BOOK: Florence at the Dawn of the Renaissance. Painting and Illumination 1300-1350, edited by CHRISTINE SCIACCA, Los Angeles 2013 (The J. Paul Getty Museum), $ 65.00.

Florence and the Renaissance have become virtually synonymous, bringing to mind names like Dante, Giotto, Petrarch, Boccaccio, and many others whose creativity thrived during a time of unprecedented prosperity, urban expansion, and intellectual innovation. With more than 200 illustrations, Florence at the Dawn of the Renaissance reveals the full complexity and enduring beauty of the art of this period, including panel paintings, illuminated manuscripts, and stained glass panels.

The book, edited by Christine Sciacca (assistant curator in the Department of Manuscripts at the J. Paul Getty Museum), considers not only the work of Giotto and other influential artists, including Bernardo Daddi, Taddeo Gaddi, and Pacino di Bonaguida, but also that of the larger community of illuminators and panel painters who collectively contributed to Florence’s artistic legacy. It places particular emphasis on those artists who worked in both panel painting and manuscript illumination and presents new conservation research and scientific analyses that shed light on artists’ techniques and workshop practices of the times.

Reunited here for the first time are 26 leaves of the Laudario of Sant’Agnese, the most important illuminated manuscript commission of the period. The splendor of this book of hymns exemplifies the spiritual and artistic aspirations of early Renaissance Florence.

Contents

* Timothy Potts and Matthew Teitelbaum, Foreward (pp. IX-X)
- Lenders to the Exhibition (p. XI)
- Contributors (pp. XII-XIII)
* Christine Sciacca and Alexandra S. Suda, Acknowledgments (pp. XIV-XVIII)
- Notes to the Reader (p. XIX)
* Bryan C. Keene, Introduction (pp. 1-7).

Part One: Painting and Illumination in Early Trecento Florence
* Eve Borsook, Painting for “the Most Noble City in the World” (pp. 11-23)
Catalogue Numbers 1-18 (pp. 24-75).

Part Two: Devotional Art
* Victoria M. Schmidt, Religious Panel Paintings: Types, Functions and Spatial Contexts (pp. 79-91)
* Bryan B. Keene, Preparing the Soul for Heaven through Text and Song: Liturgical Manuscripts (pp. 93-100)
Catalogue Numbers 19-31 (pp. 100-139).

Part Three: Painting and Narrative
* Alexandra S. Suda, Tales of a City: Narrative in Early Renaissance Florence (pp. 143-153)
* Francesca Pasut, Florentine Illuminations for Dante’s Divine Comedy: A Critical Assessment (pp. 155-169)
Catalogue Numbers 32-44 (pp. 170-215).

Part Four: The Laudario of Sant’Agnese
* Christine Sciacca, Reconstructing the Laudario of Saint’Agnese (pp. 219-235)
Catalogue Numbers 45.1-45.26 (pp. 237-281).

Part Five: Technical Studies: The Early Renaissance Workshop
* Christine Sciacca, Pacino di Bonaguida and His Workshop (pp. 285-303)
Catalogue Numbers 46-55 (pp. 304-333).

* Yvonne Szafran and Nancy Turner, Techniques of Pacino di Bonaguida Illuminator and Panel Painter (pp. 335-355)
* Laura Rivers, Tooled and Punched Decoration of Gilding (pp. 356-359)
* Catherine Schmidt Patterson, Alan Phenix and Karen Trentelman, Scientific Investigation of Painting Practices and Materials in the Work of Pacino di Bonaguida (pp. 361-371)
* Roy S. Berns, Image Simulation of the Blue Background in Pacino di Bonaguida’s Chiarito Tabernacle Using Color and Imaging Sciences (pp. 372-375)
Catalogue Numbers 56-62 (pp. 377-393).

- References (pp. 394-415)
- Index of Names and Titles (pp. 416-418)
- Index of Works of Art (pp. 419-424)
- Illustration Credits (pp. 425-426).

A major exhibition on this subject has been on view at the J. Paul Getty Museum from November 13, 2012, through February 10, 2013, and at the Art Gallery of Ontario from March 16, 2013, through June 16, 2013.

Petrarca, Contini e Tallone

CATALOGUE: Il bello e il vero. Petrarca, Contini e Tallone tra filologia e arte della stampa, catalogo della mostra a cura di Roberto Cicala e Maria Villano, Milano, Università Cattolica, 24-31 ottobre 2012; Domodossola, Biblioteca Civica, 15 dicembre 2012 – 5 gennaio 2013; Friburgo, 13-18 maggio 2013, con una Presentazione di Carlo Carena, Milano 2012 (EDUCatt), pp. 103, € 7,00.

Sommario

Testi introduttivi
* Carlo Carena, Presentazione (pp. 9-10)
* Roberto Cicala e Maria Villano, Un capitolo esemplare della storia editoriale novecentesca del Canzoniere (pp. 11-24)

Il Bello e il vero. Petrarca, Contini e Tallone tra filologia e arte della stampa
* Gianfranco Contini filologo (pp. 26-33): Maria Corti, A scuola dal maestro di Friburgo
* Alberto Tallone artista della tipografia (pp. 34-41): Gianfranco Contini, Un saluto ai Tallone
* La stampa a caratteri mobili secondo Tallone (pp. 42-49): Enrico Tallone, Il carattere Tallone (Palladio)
* Il Canzioniere di Petrarca del 1949 (pp. 50-59): Giuseppe Ungaretti, Un’edizione monumentale
* Il progetto della “Biblioteca rara” con Billanovich (pp. 60-71): Giovanni Pozzi, Ricordo di Giuseppe Billanovich nel segno di Petrarca
* Le cure di Contini alle edizioni italiane (pp. 78-83): Gianfranco Contini, Caro Sinisgalli
* Da Tallone a Einaudi (pp. 78-83): Giulio Einaudi, La memoria dell’editore
* Il «testamento» di Contini (pp. 84-94): Gianfranco Contini, I Nomi degli Anonimi
Bibliografia essenziale (pp. 95-99)
Indice dei nomi (pp. 101-103).

Per saperne di più

Fabulae Pictae

CATALOGUE: Fabulae Pictae. Miti e storie nelle maioliche del Rinascimento, catalogo della mostra a cura di Marino Marini, Firenze, Museo del Bargello, 16 maggio – 16 settembre 2012, Firenze 2012 (Giunti), 304 pagine, € 38,00.

La mostra svela i ‘segreti’ delle fabulae pictae, le celeberrime maioliche del Rinascimento che raccontano miti e storie. Il Museo Nazionale del Bargello ha proposto un’esposizione dedicata a una settantina di maioliche istoriate, messe in rapporto con le fonti letterarie, storiche e figurative.

La fama del museo del Bargello è soprattutto legata ai tanti capolavori di scultura rinascimentale; tuttavia le sue raccolte ugualmente straordinarie di ”arti applicate” costituiscono per un verso un elemento essenziale del fascino che il museo esercita sul turista, per l’altro spiegano la sua importanza per gli specialisti di quelle che una volta si chiamavano ”arti minori”.

Tra queste raccolte, quella delle maioliche è senz’altro una delle più rilevanti, specie per la presenza di un numero cospicuo di esemplari di altissima qualità e rarità, provenienti dalle collezioni medicee. Per l’occasione sono arrivate a Firenze opere in prestito dal Louvre di Parigi, dal Victoria and Albert Museum di Londra, dal Metropolitan Museum di New York, dal Museo internazionale della Ceramica di Faenza e dai Musei Vaticani.

Sommario

* Marino Marini, Stoviglie e vasi «di più sorte e grandezza» per la corte medicea (pp. 16-33)
* Carmen Ravanelli Guidotti, «Fatti di Scrittura, istorie profane e favole» nella maiolica italiana del Cinquecento (pp. 34-64)
* Sabrina Gualtieri e Bruno Fabbri, Appendice: Analisi archeometriche di una coppa istoriata (pp. 65-67)
* Giorgio Marini, Modelli e figure. Sull’impiego dell’incisione figurativa nella decorazione ceramica rinascimentale (pp. 68-81)
* Michela Zurla, Modelli fiorentini per la maiolica istoriata: la fortuna delle “invenzioni” di Baccio Bandinelli e Rosso Fiorentino (pp. 82-93)
* Timothy Clifford, Disegni di Taddeo e Federico Zuccari e dei loro contemporanei per la maiolica (pp. 94-109)
* Ilaria Andreoli, “Fabulae artificialiter pictae”: illustrazione del libro e decorazione ceramica nel Rinascimento (pp. 110-125)
* Jeremy Warren, Vite parallele: bronzi e maioliche nell’Italia del Rinascimento (pp. 126-143)
* Timothy Wilson, Il gusto per la maiolica istoriata nella storia del collezionismo europeo (pp. 144-163)

Catalogo (pp. 164-283)
Bibliografia, a cura di Benedetta Chiesi (pp. 286-298)
Indice dei nomi (pp. 298-302)
Referenze fotografiche (p. 303).

Società della Miniatura: assemblea dei soci

NEWS: Convocazione dell’assemblea dei soci della “Società internazionale di Storia della Miniatura” il giorno venerdì 23 novembre 2012, alle ore 13.00, presso il Museo Diocesano di Padova (piazza Duomo), con il seguente ordine del giorno:

1)    Relazione del Presidente sull’andamento della Società
2)    Discussione e approvazione dell’attività proposta dal Consiglio Direttivo e dai soci
3)    Approvazione del bilancio preventivo e consuntivo
4)    Modifica dello Statuto
5)    Varie ed eventuali.

Bramantino a Milano (catalogo)

CATALOGUE: Bramantino a Milano, catalogo della mostra a cura di Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa e Marco Tanzi, Milano, Castello Sforzesco, 16 maggio – 25 settembre 2012, Milano 2012 (Officina Libraria), 374 pagine, € 34,00.

A Milano si conserva il nucleo più cospicuo esistente al mondo di opere di Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, il più grande artista lombardo del Rinascimento: dipinti su tavola e su tela, arazzi tratti da suoi cartoni, disegni, affreschi e l’unica architettura che gli riuscì di costruire. Milano è dunque la sede naturale per la prima esposizione monografica dedicata a questo artista, amato dalla critica del Novecento e dalle avanguardie, ma privo fino ad oggi di una pubblicazione aggiornata e approfondita.

La mostra al Castello Sforzesco, dove si conservano il grande murale con l’Argo nella sala del Tesoro e lo straordinario Ciclo di arazzi con i Mesi eseguito entro il 1509 per Gian Giacomo Trivulzio, riallestito in modo permanente secondo la giusta sequenza di presentazione nella sala della Balla, è l’occasione per lanciare una nuova politica culturale di mostre di ricerca volta a far scoprire ai cittadini l’inestimabile patrimonio misconosciuto, e per rimettere a posto un capitolo fondamentale della storia dell’arte italiana.

Gli strumenti presentati nel libro per arrivare a una nuova comprensione critica dell’artista sono il rigore storiografico, volto a bonificare la bibliografia, unito a un linguaggio accessibile, che evita le lambiccate interpretazioni iconologiche alle quali la natura “misteriosa” delle composizioni del Bramantino ha spesso dato adito; la campagna fotografica appositamente realizzata da Mauro Magliani, che per la prima volta illustra a colori con oltre 140 tavole le 31 opere in mostra; e un’approfondita ricerca documentaria che ha portato alla luce oltre 260 documenti, commentati nel regesto. Ne sono emerse novità fondamentali, come la datazione del Trittico di San Michele dell’Ambrosiana al 1505, uno dei pochi punti fermi nella cronologia dell’artista, e la sua corretta collocazione originaria, nella chiesa di San Michele in corso di Porta Nuova e non in San Michele alla Chiusa. E la fitta rete di rapporti di committenza che lega il Bramantino a personaggi di spicco della Milano francese, dal Trivulzio al conte di Ligny, per il quale Bramantino dipinse il Ciclo con le Muse nel Castello di Voghera, scoperte soltanto 15 anni fa.

Di origini bergamasche, documentato dal 1480 e morto nel 1530, Bramantino deriva il soprannome dal rapporto con il marchigiano Bramante, pittore e architetto alla corte di Ludovico il Moro. Dagli esordi, documentati, come apprendista orafo, in sintonia con le ricerche più avanzate del suo tempo, come mostra la giovanile Adorazione dei pastori della Pinacoteca Ambrosiana di sapore ferrarese, alle prove prospettiche ammirate dal Vasari nel Compianto già sulla facciata della chiesa di San Sepolcro; dal gigantismo bramantesco dell’Argo, al confronto a viso aperto, e senza mai chinare lo sguardo, con Leonardo, che intride il Trittico di San Michele; dalle inesauribili e insuperate invenzioni dei Mesi alla chiamata a Roma per affrescare quella che subito dopo diverrà la Stanza di Eliodoro; dagli abbracci colti da un’istantanea degli Apostoli nella Pentecoste di Mezzana, al languore giorgionesco del San Sebastiano della raccolta Rasini, per finire con l’enigmatica Cappella Trivulzio, la grandezza e l’originalità del Bramantino saranno finalmente sotto gli occhi di tutti.

Sommario

* Giovanni Romano, Per la tutela della storia lombarda (pp. 17-19)
* Giovanni Agosti, Bramantino a Milano (pp. 21-79)
Ragioni, politiche, di questa mostra
Le ragioni del Bramantino
Ragioni, scientifiche, di questa mostra

* Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, Ragioni bibliografiche (pp. 81-87)

Catalogo (pp. 89-297)
Regesto dei documenti, a cura di Roberto Cara (pp. 299-340)
Bibliografia (pp. 341-361)
Indice dei nomi (pp. 362-374).

Luca Signorelli (catalogo)

CATALOGUE: Luca Signorelli, catalogo della mostra a cura di Fabio De Chirico, Vittoria Garibaldi, Tom Henry, e Francesco Federico Mancini: Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria; Orvieto, Museo dell’Opera del Duomo; Città di Castello, Pinacoteca Comunale, 21 aprile – 26 agosto 2012 (Silvana Editortiale), 360 pagine, 112 illustrazioni in b/n e 150 a colori, € 34,00.

Luca Signorelli (1445-1450 circa /1523) è stato, insieme a Perugino e Pintoricchio, uno dei grandi protagonisti dell’arte rinascimentale umbra. Questo volume, dal taglio monografico, ne traccia un profilo aggiornato ripercorrendo le tappe della sua luminosa carriera, in concomitanza con una mostra che, dislocata fra Perugia, Orvieto e Città di Castello, è stata uno degli eventi culturali più importanti del 2012. Nativo di Cortona, piccolo ma fervido centro di confine con la Toscana, Signorelli si trasferì ad Arezzo, dove compì l’apprendistato presso Piero della Francesca. L’esperienza decisiva per la sua maturazione artistica avvenne a Firenze, presso la bottega di Andrea del Verrocchio, dove conobbe Perugino, col quale instaurò uno stretto rapporto di collaborazione. Si susseguono, da questo momento in poi, importanti commissioni in Umbria – a Perugia innanzitutto – e nel territorio dell’alta Valle del Tevere, di cui si offre ampio commento nei numerosi saggi accolti nel volume. Una particolare attenzione è dedicata a quello che viene considerato il suo capolavoro: la cappella di San Brizio nel duomo di Santa Maria Assunta a Orvieto. Ai saggi, che ricordano anche la sua attività di ritrattista e di disegnatore, nonché la fortuna critica, segue un atlante  iconografico che riproduce elegantemente le opere presentate. Completano il volume le schede descrittive e una serie di apparati bibliografici.

Sommario

* Fabio De Chirico, Vittoria Garibaldi, Tom Henry e Francesco Federico Mancini, “E ‘l cortonese Luca de ingegno et spirto pelegrino” (pp. 18-31)
* Cristina Galassi, Con gli occhi di Vasari: Luca Signorelli tra Torrentiniana e Giuntina (pp. 23-29)
* Fabio De Chirico, La fortuna di Luca Signorelli: letterati, studiosi, committenti, critici ed eruditi (pp. 31-37)
* Francesco Federico Mancini, Una tegola per la critica (pp. 39-45)
* Fabio Aramini, Mauro Torre, Lucia Conti e Paola Santopadre, Le indagini scientifiche sulla “tegola” orvietana svolte dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma (pp. 46-47)
* Raffaele Caracciolo, “Molto nella sua giovinezza si sforzò d’imitare il maestro”: Signorelli e Piero della Francesca (pp. 49-57)
* Cecilia Martelli, Luca Signorelli dalla Cappella Sistina a Orvieto (pp. 59-71)
* Alessandro Delpriori, La maturità artistica: 1490-1515 (pp. 73-85)
* Giovanni Luca Delogu, L’anima e la carne: la decorazione della Cappalla Nova (pp. 87-95)
* Laura Teza, Intorno alla Cappella Nova di Orvieto: Giovanni Sulpizio e la corte dei Piccolomini (pp. 97-107)
* Federica Zalabra, “Facile nell’insegnare a’ suoi discepoli”. Gli ultimi anni di Signorelli e la bottega (pp. 109-115)
* Claire Van Cleave, Signorelli disegnatore (pp. 117-123)
* Fabio Marcelli, Il volto e il ritratto (pp. 125-131)
* Francesco Scoppola, La contemplazione della rinascita dalle rovine. Luca Signorelli e il suo superamento della concezione individuale dell’opera (pp. 133-141)
* Tom Henry, “Gli gettò addosso il suo mantello” (pp. 143-149)
* Tom Henry, La casa di Luca Signorelli (pp. 150-151)
* Laura Andreani e Alessandra Cannistrà, La Libreria Albèri nel duomo di Orvieto (pp. 153-163)
* Alberto Satolli, Dalla cappella riprodotta alla cappella interpretata (pp. 165-177).

Catalogo delle opere

1. Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria. Gli esordi e la maturità artistica (pp. 180-233); e L’attività grafica (pp. 234-257)

2. Città di Castello, Pinacoreca Comunale. La tarda produzione e il ruolo della bottega (pp. 260-273)

3. Orvieto, Museo dell’Opera del Duomo. Signorelli e bottega: tecnica e metodi operativi (pp. 276-277)

4. Orvieto, Libreria Albèri del Duomo. Lo spazio dell’umanista (pp. 280-285)

5. Orvieto, Chiesa dei Santi Apostoli. Clerici e Valentini interpreti del Signorelli (pp. 290-295).

Apparati
Schede delle opere (pp. 296-351)
Bibliografia, a cura di Fabio Marcelli (pp. 352-359).