NEWS: I codici medievali ritrovati in Baviera, di Meo Ponte.
Sparirono misteriosamente nell’estate del’90 dall’Archivio arcivescovile di Torino. Erano codici medievali, impreziositi da miniature pazientemente dipinte dagli amanuensi del ’400. Undici di queste pagine sono state ritrovate dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio e Beni culturali in una casa d’aste di Monaco, la Hampel Auctions, che le stava mettendo in vendita.
Dopo 23 anni si è parzialmente conclusa (gli investigatori sono ancora sulle tracce di altre opere rubate in quell’agosto) l’inchiesta coordinata dal pm Giuseppe Ferrando sulla misteriosa razzia. E soprattutto si è ricostruita nei dettagli l’incredibile storia di quel furto. A partire dall’autore, non meno famoso delle opere trafugate.
I carabinieri del Ntpc infatti nel ’96 erano riusciti a identificare il misterioso ladro, scoprendo con sorpresa che si trattava del professor Pier Luigi Cimma, classe 1941, allievo di Andrès Segovia, diplomato al Conservatorio Superiore di Musica di Madrid, docente dal 1975 della cattedra di chitarra al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino.
Pier Luigi Cimma, che oltre a essere considerato uno dei più grandi suonatori di chitarra classica e di liuto, fondò anche il festival di Chitarra di Bardonecchia, amava le antiche miniature e, grazie alla sua cultura e alle conoscenze in Curia, aveva ricevuto l’incarico con la moglie di curare la catalogazione delle opere custodite nell’Archivio arcivescovile.
Nessuno però si era accorto che il famoso musicista e la consorte avevano approfittato dell’incarico per trafugare pagine e pagine di miniature, tra cui quelle ritrovate ora a Monaco di Baviera, appartenenti al Messale e al Breviario di Lodovico da Romagnano e all’Antifonario di Giovanni da Desio. In tutto la denuncia fatta nell’agosto del ’90 riguardava più di 350 pezzi. «Di cui – spiega il capitano Barbieri, comandante dei carabinieri del Ntpc – ne sono stati recuperati sinora circa 150».
La refurtiva era finita nelle collezioni private di mezzo mondo. Una volta scoperti il professore e la moglie avevano confessato, patteggiando una severa condanna e ammettendo di aver agito per conto di un noto antiquario torinese, anche lui denunciato e condannato. Lo scandalo aveva però avuto conseguenze tragiche. La figlia del professor Cimma si era tolta la vita, la moglie era deceduta poco dopo e nel 2006 era mancato anche il grande chitarrista.
Nel frattempo i carabinieri avevano continuato la caccia alle opere rubate con l’aiuto della professoressa Costanza Segre Montel, esperta di arte medievale che aveva studiato le miniature trafugate sin dal 1964. Ed è stata proprio la professoressa Segre a ricevere la segnalazione di una collega americana della presenza delle undici miniature nel catalogo della casa d’aste di Monaco.
Il resto lo hanno fatto carabinieri e magistrato, contattando l’Interpol e la polizia tedesca e recuperando infine le opere rubate. Le inchieste però continuano perché come sottolineano gli investigatori: «Il 2012 è stato l’anno non solo delle opere d’arte vere, ma anche dei falsi d’autore». I carabinieri infatti l’anno scorso hanno sequestrato 134 opere fasulle; l’anno prima i sequestri erano stati soltanto trenta.
Fonte: La Repubblica, 4 maggio 2013.
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