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University Fellow in Classics (NUI, Galway)

JOB: University Fellow (Teaching and Research) in Classics, Ancient and Medieval Art or Archaeology, National University of Ireland, Galway (3 Year Contract).

Classics at the National University of Ireland, Galway invites applications for a three-year, full-time teaching and research post from candidates with a specialism in art history or archaeology and the ability to teach interdisciplinary courses from Antiquity to the Early Middle Ages. The post will commence on 1 August 2010.

The successful candidate will have broad knowledge of the field and active commitment to research. The current staff’s interests include Late-Antique and Early-Medieval Europe, Early Christian studies, myth and religion, and cultural transmission. The successful candidate will complement and reinforce these strengths. It is desirable that the candidate have the ability to teach Latin or another ancient language.

The discipline is dedicated to research-led teaching and the candidate’s capacity to translate his or her research into teaching will be an important factor in the decision. The successful candidate will have completed a doctorate and demonstrate strong potential for publication and research.

Salary:
€35,582 p.a. (Year 1)
€36,781 p.a. (Year 2)
€37,996 p.a. (Year 3)

Note: An annual grant of up to €12,000 will be provided to the University Fellow (Teaching and Research), which may be availed of, within the period of the appointment subject to provisions, to further her/his research profile. Closing date for receipt of applications is Thursday, 8th April 2010.

Informal enquiries about the post may be addressed to: Dr Mark Stansbury.

Source: jobs.ac.uk

Seta veneziana e tessuti di lusso intorno al 1300

THOMAS ERTL, Venezianische Seide für Tiroler Grafen. Gedanken zur Funktion luxuriöser Textilien am Fürstenhof um 1300, “Der Schlern. Monatszeitschrift für Südtiroler Landeskunde”, 84, 2010, n. 3, pp. 10-27.

Nell’articolo di Thomas Ertl, Seta veneziana per conti tirolesi. Considerazioni riguardanti la funzione dei tessuti di lusso presso le corti principesche intorno al 1300, vengono esaminati alcuni codici miniati in cui sono rappresentati tessuti dell’epoca.

Iconographica, VIII, 2009

Iconographica. Rivista di iconografia medievale e moderna, VIII, 2009 (SISMEL - Edizioni del Galluzzo).

Sommario: Emma Maayn-Fanar, Word Incarnated in Stone. Iconography of the Early Christian Rock-Cut Tombs in Shefar’am (pp. 11-28); Katharina Christa Schüppel, Der Gekreuzigte als Himmelsleiter. Das Tafelkreuz in S. Pietro in Fondi (pp. 29-41); Valentino Pace, Ingiustizia, lussuria e disordine sociale. La condanna della sessualità nel Giudizio universale della Cappella dell’Arena a Padova (pp. 42-46); Stefania Furelli, La cappella Minutolo nel Duomo di Napoli (pp. 47-77); Verena Gebhard, Representation of Florentine History and Creation of Communal Myths in the Illustrated Nuova Cronica of Giovanni Villani (pp. 78-82); Carlos Espí Forcén, Jews Desecrating a Crucifix: A Passio Imaginis altarpiece from Mallorca (pp. 83-97); e Federica Volpera, La tavola di Bernard von Orley della Galleria Sabauda di Torino: una nuova interpretazione iconografica (pp. 98-104), Bibliotheca Iconographica 2007 (pp. 105-116); Autori e referenze fotografiche (p. 117).

La croce monumentale di S. Pietro a Fondi

KATHARINA CHRISTA SCHÜPPEL, Der Gekreuzigte als Himmelsleiter. Das Tafelkreuz in S. Pietro in Fondi, “Iconographica”, VIII, 2009, pp. 29-41.

Abstract: Nelle fonti scritte, i più antichi riferimenti a croci dipinte risalgono al IX-X secolo. In accordo con queste prime testimonianze è la proposta qui formulata di riconoscere nella croce monumentale conservata nel Duomo di San Pietro a Fondi, sulla base di criteri stilistici, un’opera della seconda metà del secolo X. La datazione sviluppa i dubbi espressi da Boris Ulianich e Valentino Pace sulla tradizionale collocazione del dipinto nel XII secolo, che immaginava una realizzazione in parallelo con la ricostruzione della cattedrale negli anni 1130-1160. Sulla terminazione superiore del braccio verticale della croce sono rappresentate otto linee dorate orizzontali, una singolarità iconografica per cui viene suggerita qui un’interpretazione come scala celeste con otto pioli. Nell’immaginario medioevale la scala di Giacobbe simboleggia la vita di Cristo come movimento graduale di discesa o di nuova ascesa, mentre la contemplazione divina nella visione di Giacobbe era posta a paragone con la Crocefissione di Cristo. Una riflessione conclusiva riguarda l’analogia, nella forma e nell’estetica dei materiali, tra la croce dipinta e la croce-reliquiario con un fondo dorato, realizzato come prezioso lavoro d’oreficeria, una forma di rappresentazione che si può ritenere, in vista dell’accresciuta equiparazione liturgica tra il crocefisso e la reliquia della croce nell’alto Medioevo, una scelta deliberata, che implica un richiamo alla riflessione medievale sul Golgotha come “lieu de mémoire”.

Nell’articolo sono citati i seguenti manoscritti: Chantilly, Musée Condé, ms. 40; Paris, Bibliothèque nationale de France, ms. lat. 8851; e ms. Nouv. Acq. lat. 710.