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Il libro nel mondo antico

HORST BLANCK, Il libro nel mondo antico, a cura di Rosa Otranto, Prefazione di Luciano Canfora, Bari 2008 (Edizioni Dedalo), € 27,00.

Indice: Luciano Canfora, Nel regno dei libri (pp. 5-10); Rosa Otranto, Nota della curatrice (pp. 11-12). Parte I.  La scrittura alfabetica greca e latina: la scrittura greca; la scrittura etrusca; la scrittura latina; i segni numerali (pp. 13-29). Parte II. La conoscenza della scrittura e della lettura: i Greci; i Romani; scuola e lezione (pp. 31-55). Parte III. Gli antichi materiali scrittori: materiali inorganici; materiali organici (legno, lino e altri materiali; papiro; cuoio e pergamena) (pp. 57-88). Parte IV. Come si scriveva e come si leggeva: la scrittura ; la lettura (pp. 89-103). Parte V. Le forme principali del libro antico: il rotolo; il codice; rotolo e codice in gara (pp. 105-140). Parte VI. Libri illustrati (pp. 141-154). Parte VII. Diffusione e commercio  del libro: possesso e diffusione del libro in Grecia; il commercio del libro in epoca romana; regali, furti e distruzioni di libri (pp. 155-180). Parte VIII. Le biblioteche: definizione (biblioteche e archivi); blioteche nell’antica Grecia; le biblioteche private dei Romani; le biblioteche pubbliche a Roma; le biblioteche nell’impero romano (pp. 181-243). Parte IX. Architettura e arredamento delle biblioteche (pp. 245-291).  Parte X. Funzionamento e amministrazione delle biblioteche (pp. 293-303). Supplemento bibliografico a cura di Rosa Otranto  (pp. 305-330). Elenco e fonti delle illustrazioni (pp. 331-344). Indici: indice dei luoghi citati  (pp. 347-357); indice delle testimonianze scritte: papiri, epigrafi, manoscritti (pp. 358-360); indice dei nomi antichi e moderni (pp. 361-372); indice dei luoghi geografici (pp. 373-376); e indice analitico (pp. 377-379).

Questa edizione, rivista e aggiornata rispetto all’originale tedesco (1992) è fondata sul riesame delle fonti antiche e arricchita da una raccolta di tavole illustrative e di indici delle fonti.

Caterina de’ Medici, regina e mecenate

La mostra Caterina de’ Medici - l’arte del saper fare bene italiano, ospitata a Roma nel Complesso del Vittoriano dal 16 ottobre al 22 novembre 2009, ha voluto rendere omaggio a questa celebre sovrana italiana attraverso capolavori dell’arte, quali opere provenienti dagli Uffizi, dalla Galleria Palatina di Firenze e dal Museo Carnavalet di Parigi.

La mostra ha proposto una sezione introduttiva che, attraverso pannelli esplicativi e dipinti–ritratti, ha delineato i contorni biografici di Caterina, facendo così entrare lo spettatore nel personaggio, analizzandone il carattere e le inclinazioni, mostrandone l’attività di mecenate e divulgatrice di cultura. Sono stati esposti rari manufatti, legati a Caterina de’ Medici, scelti per trasferire al pubblico l’immagine della sovrana. Tra questi, i celebri ritratti realizzati da François Clouet che fissano la regina con il marito Enrico II di Valois e in abito vedovile, il ritratto proveniente dalla Galleria Palatina di Firenze che la immortala nell’immagine forse più nota, un prezioso abito femminile di committenza medicea intessuto nella Firenze di quegli anni, il famoso violino Carlo IX del 1556 proveniente da Cremona e la lettera scritta a Michelangelo, richiesta fatta all’artista di una statua equestre di Enrico II, eseguita solo in parte da Daniele da Volterra sulla base dei disegni del grande scultore, testimonianza di come la regina non trascurò di far realizzare alcune opere per perpetuare la memoria del marito defunto e per dare il massimo prestigio alla corona.

Accanto ai ritratti e agli oggetti dalle tecniche raffinate, sono stati esposti al pubblico in questa occasione per la prima volta, nella sua versione compiuta, la preziosa opera Caterina de’ Medici, Regina e Mecenate realizzata dalla Casa d’arte Marilena Ferrari-FMR, che si propone di favorire la collaborazione tra uomini del sapere e uomini del fare, affinché il genio creativo italiano, l’intelletto e la conoscenza si traducano, per mezzo della sapienza manuale, in cultura, contribuendo così alla nascita di un nuovo Rinascimento. Si è voluto in tal modo rendere omaggio alla figura di Caterina de’ Medici che in virtù delle sue caratteristiche, delle sue inclinazioni e della sua tenace attività di mecenate può considerarsi a tutti gli effetti una delle prime sostenitrici e ambasciatrici delle più alte tradizioni ed eccellenze artigiane, e non solo, del nostro Paese.

L’opera d’arte totale in forma di libro Caterina de’ Medici, Regina e Mecenate rappresenta l’archetipo dell’“arte fare bene italiano” e, traendo spunto dalle lettere di committenza che Caterina inviò ai più grandi artisti del Rinascimento, permette di raccontare oggi il lavoro e le tecniche dei migliori maestri d’arte eredi di quella indimenticabile stagione. Si tratta di un vero e proprio gioiello eseguito integralmente, secondo le antiche nobili tradizioni calligrafe, su fogli di pergamena naturale.  Per permettere al visitatore di godere  della magnificenza e rarità dell’opera, ne è stata proposta anche una versione virtuale trasferita su schermo, che ha consentito al pubblico di sfogliare e visionare le singole pagine apprezzandone ogni piccolo dettaglio. Un altro contributo multimediale ha permesso ai visitatori del Vittoriano di ripercorrere il cammino effettuato per la realizzazione del volume, in tutte le sue tappe, attraverso le varie tecniche utilizzate.

Una terza ed ultima sezione della mostra a corollario del percorso è stata interamente dedicata alle opere d’arte create e messe a disposizione dalla Fondazione Marilena Ferrari, svelando così i segreti della tradizione dell’alto artigianato artistico di qualità che sono giunti fino ad oggi grazie all’amore con cui eccellenti interpreti ne hanno tutelato e trasmesso la sapienza, le stesse che hanno saputo donarci oggi questi straordinari manufatti. Sono stati esposti Deus Caritas Est, un’opera d’arte in forma di libro che riveste di bellezza la prima enciclica del Santo Padre Benedetto XVI; Antonio Canova. L’invenzione della bellezza, dedicato al genio della scultura neoclassica, il primo ambasciatore della bellezza italiana nel mondo, omaggio per i capi di Stato che hanno partecipato al G8 dell’Aquila; e infine Genio d’Italia. Dante, Petrarca, Boccaccio, concepito in occasione del 700° anniversario dall’inizio della stesura della Divina Commedia, un omaggio ai padri fondatori della lingua italiana. Tutte opere che raccontano come oggi è possibile realizzare un manufatto di altissima qualità comparabile ora ai codici miniati medievali e rinascimentali, ora alle opere d’arte contemporanea, frutto dell’eccellenza italiana in cui artisti e artigiani lavorano uniti per un esclusivo progetto di bellezza.

Per maggiori informazioni visita il sito della Fondazione Marilena Ferrari.

Artist at Work in Early Modern Italy

CALL FOR PAPERS - Association of Art Historians Annual conference, Glasgow, 15-17 April 2010: The Artist at Work in Early Modern Italy (c. 1450-1700): Methods, Materials, Models, Mimesis.

This session will examine the figure of the artist at work through a plurality of perspectives to probe issues of artistic labour in Renaissance and Baroque Italy. The period threw up competing models through which to constitute the artist’s working environment: as workshop, studio, academy for teaching, and cultural space for the production of artist-patron relations. Artistic practice was contingent on changing techniques and technologies, methods and materials, yoked to theories of imitation and invention. This intersection between working tools such as mirrors and lenses and an early modern theorisation of art as mimesis, may be traced through preparatory works as the residue of practice. The changing deployment and rendering of the artist’s model bears witness to this history. Portraits of artists also embody these developments in their changing occlusion or display of the artist’s studio, models, and working tools. The session convenors would welcome papers in any of the following areas:
- Institutions: The Workshop, the Studio, the Academy
- Materials and Methods
- Techniques and Technologies: Tradition and Innovation
- Preparatory Methods: drawings, sketches, bozzetti, modelli
- The Artist’s Model
- Artists’ Portraits
- Imitation: Theories and Practices
- Invention: Art and Science.

Thanks to the generosity of the Leverhulme Trust, some funding is available for speakers’ travel costs where institutional funding is not possible. Proposals of up to 250 words on the mentioned areas are invited by 9 November 2009. Contacts: Jill Burke (University of Edinburgh) or Genevieve Warwick (University of Glasgow).

Source: AAH - Association of Art Historians

Images of Corporal Mortification and Corruption, Martyrdom and Mercy

CALL FOR PAPERS - Association of Art Historians Annual Conference, 15-17 April 2010, University of Glasgow. Session: Images of Corporal Mortification and Corruption, Martyrdom and Mercy: 1250-1550.

«The psychological implications of the new religiosity with which the devotional image was in accord are just as complex as the social conditions from which the religious individual developed his self-awareness. What took place in the thirteenth century was one of the most comprehensive transformations European society ever underwent. While the symptoms were often only visible in images at a later date, the impulses to modify images reach back to the thirteenth century.» Hans Belting (trans. M. Bartusis and R. Meyer), The Image and Its Public in the Middle Ages: Form and Function of Early Paintings of the Passion (New Rochelle, New York: 1990), p. 7.

This session will explore images which illustrate the mortification of the flesh, bodily corruption, disfigurement, disease, decay, physical degradation and death. Such images have been used to convey messages of strength, the triumph of faith over fear and pain, the incorruptibility of the spirit, salvation, celebration and optimism. Images of suffering are often coupled with those of compassion and protection. Issues surrounding the role of gender within images of martyrdom and mercy will be investigated. Papers are invited which engage with related imagery (e.g. depictions of justice, punishment, vengeance, restraint and clemency) from both religious and secular contexts and which explore the relationship between text and image. We encourage submissions illustrating examples from a wide range of media (panel and wall painting, manuscript illumination, sculpture, architectural structures and contexts, decorated household, religious and civic objects and textiles) and originating from a variety of geographical locations.

Abstracts of 250 words (max.) are invited by 9 November 2009 for the above session. The abstract should also include your name, the title of your paper, your academic affiliation and full contact details. Papers will be a maximum of 30 minutes in length. Session convenors: Emily Jane Anderson (University of Glasgow) and Robert Gibbs (University of Glasgow).

Source: AAH - Association of Art Historians