L’età dell’Umanesimo e del Rinascimento
GIAN MARIO ANSELMI, L’età dell’Umanesimo e del Rinascimento. Le radici italiane dell’Europa moderna, Roma 2008 (Carocci), 208 pagine, €19,20.
L’affermarsi della modernità in Europa ha radici e fondamenta nell’Italia umanistica e rinascimentale: un “secolo lungo” e geograficamente complesso che da Dante si può far giungere a tutto il Cinquecento e ai primi decenni del Seicento, secoli in cui i protagonisti della cultura europea direttamente si legano al nostro Rinascimento. L’autore sviluppa con incalzante argomentazione e dovizia di riferimenti questo asse interpretativo, facendo perno su figure e momenti emblematici, in certi casi ben noti – come Petrarca, Alberti o Machiavelli – in altri da riscoprire nella loro interezza; inoltre presta una particolare attenzione allo sviluppo della concezione della storia e del discorso storico come, di fatto, atti costitutivi della modernità fin dai generi letterari che ne accompagnano il sorgere, in particolare il romanzo storico. Il tutto facendo dialogare lo specifico letterario con altre arti e discipline: pittura, filosofia, storia del pensiero politico e storiografico. Le suggestioni che emergono portano il lettore nel cuore di una temperie culturale, quella umanistica e rinascimentale con la sua pluralità dinamica di statuti e frontiere, che da sempre affascina il mondo intero ed oggi influenza sempre più il dibattito contemporaneo in ogni continente.
Sommario
Avvertenza (p. 9)
Introduzione. Le ombre e i volti: la dignità del Rinascimento (pp. 11-16)
1. Conoscenza storica, ermeneutica letteraria e apprendistato politico tra Umanesimo e Rinascimento (pp. 17-22); Bibliografia (pp. 23-25)
2. Dante e l’interpretazione della storia (pp. 26-30)
3. L’eredità di Petrarca (pp. 31-39)
4. Petrarca e Cola di Rienzo tra lettere disperse e scenari romani (pp. 40-45)
5. Gli umanisti e la storia (pp. 46-56): 5.1. Valla e la storiografia; 5.2. L’ideologia storiografica di Bruni.
6. Galeotto Marzio fra Umanesimo bolognese ed europeo (pp. 57-103): 6.1. L’umanesimo di Galeotto; 6.2. Il De homine; Bibliografia
7. Una sponda adriatica dell’Umanesimo: la Romagna delle corti (pp. 104-111)
8. Impeto della fortuna e virtù degli uomini tra Alberti e Machiavelli (pp. 112-120)
9. La sfida di Machiavelli (pp. 121-167): 9.1. Per leggere Il Principe; 9.2. Le pagine proemiali dei Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio; 9.3. Guerra e conflitti in Machiavelli: per una lettura dell’Arte della guerra; 9.4. Machiavelli, i Borgia e le Romagne; 9.5. Machiavelli, gli Orti Oricellari e la forza della giovinezza; 9.6. Machiavelli tra ferinità, polemica e sarcasmo: La Mandragola e non solo; 9.7. Machiavelli storico e l’insurrezione di Prato: tra narrativa e storiografia; Bibliografia
10. Francesco Guicciardini: riflessione politica, esperienza vissuta e memoria storica (pp. 168-172)
11. Letteratura ed editoria nel Cinquecento: spunti per qualche riflessione (pp. 173-176)
12. Letteratura e Mediterraneo: il caso esemplare della Liberata di Tasso (pp. 177-182)
13. Tasso, i classici e l’Umanesimo padano (pp. 183-188)
14. I Dialoghi di Tasso fra tensione etica e realismo politico (pp. 189-194)
15. Il lungo Rinascimento: letteratura e istituzioni nell’età barocca (pp. 195-200)
Indice dei nomi (pp. 201-209).


