Restaurati gli affreschi del tiburio di Chiaravalle

Dopo anni di lavoro, è stato portato a compimento il restauro del ciclo di affreschi che decorano il tiburio dell’Abbazia cistercense di Chiaravalle, a dieci chilometri dal cuore di Milano. L’intervento, eseguito sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici di Milano dal laboratorio Nicola Restauri in Aramengo (TO), è iniziato nel 2002 con fondi del MiBAC ed è stato portato a termine grazie ai finanziamenti erogati nel biennio 2008-2009 da Intesa Sanpaolo.

L’intervento di restauro è stato preceduto e accompagnato da analisi e indagini strumentali non distruttive, finalizzate allo studio delle fenomenologie di degrado, delle tecniche esecutive, dei materiali originali e di quelli utilizzati negli interventi precedenti. In questo modo è stato ad esempio possibile distinguere le diverse fasi temporali di intervento e le diverse mani e personalità operanti all’interno della chiesa, permettendo di individuare, almeno sommariamente, l’organizzazione dell’intero cantiere.

È stata confermata la presenza di due maestri, il primo dei quali di provenienza lombarda, il cosiddetto “Primo Maestro di Chiaravalle”, responsabile della decorazione della cupola della torre nolare e del ciclo del tamburo, e il secondo, identificato con Stefano fiorentino, ricordato da Giorgio Vasari nelle sue Vite come il miglior allievo di Giotto, cui si deve il ciclo con le Storie della Vergine post Resurrectionem. All’interno di quest’ultimo ciclo, considerato il più importante per qualità e completezza del periodo pre-rinascimentale in Lombardia, è stato possibile cogliere differenze stilistiche ed esecutive che attestano la presenza di altri pittori, probabilmente allievi e collaboratori dello stesso Stefano.

Il restauro del ciclo pittorico milanese è stato presentato al Salone dell’Arte del Restauro di Ferarra, nell’ambito della XVII Edizione Ferrara Fiere - Salone dell’Arte, del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, sabato 27 marzo 2010 (ore 10.30), Sala Castello (primo piano, atrio): Una nuova lettura dei dipinti murali trecenteschi del Tiburio dell’Abbazia di Chiaravalle di Stefano Fiorentino e Aiuti dopo lo studio della tecnica esecutiva. All’incontro, organizzato dalla Soprintendenza per i Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici di Milano, sono intervenuti: Sandrina Bandera (Lettura storico artistica), Anna Rosa Nicola e Valentina Parodi (Lo studio storico artistico eseguito attraverso il restauro) e Fabio Frezzato (Le analisi chimiche).

Inoltre, in occasione del restauro degli affreschi giotteschi di Chiaravalle, la casa editrice Electa ha pubblicato, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, un volume, che documenta per la prima volta in modo esaustivo e analitico l’importante ciclo pittorico del XII-XIII secolo, dal titolo: Un poema cistercense. Affreschi  giotteschi a Chiaravalle Milanese, a cura di SANDRINA BANDERA, con un saggio di MINA GREGORI, Milano 2010, 304 pagine, 200 illustrazioni, € 120.

Il testo di Sandrina Bandera ricostruisce in modo puntuale e completo la storia degli affreschi, dalla costruzione del tiburio, alla committenza, alla formazione delle personalità coinvolte nel ciclo pittorico. Il saggio di Mina Gregori si sofferma invece sulla personalità di Stefano Fiorentino e ripercorre la letteratura critica di cui è stato oggetto di studio. A corredo di questi qualificati interventi, il volume presenta una documentazione spettacolare di tutti gli affreschi che consente di scoprire episodi, dettagli e aspetti ad essi relativi, grazie a più di duecento immagini tra cui molti particolari a grandezza naturale 1:1. La riproduzione del ciclo pittorico ha richiesto una campagna fotografica apposita realizzata da Antonio Quattrone. Oltre ai saggi critici alcuni testi essenziali illustrano i procedimenti e le scoperte derivati dal restauro.

Il volume è stato presentato giovedì 25 marzo 2010 (ore 18.00) a Milano, presso la Pinacoteca di Brera.

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