Manuscripts in the Curriculum

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NEWS: Manuscripts in the Curriculum. A New Program organized by Les Enluminures.

For anyone studying the Middle Ages, there is no substitute for hands-on experience of actual medieval manuscripts. Les Enluminures has come up with an entirely new idea. We are sponsoring a program to enable colleges, universities, and other educational institutions in North America to borrow a select group of original manuscripts of a very wide range dating from the thirteenth century onwards to be used for teaching.

The program makes this material available for exhibition and classroom use during a segment of the academic year (semester, quarter, or summer session). Although public display of the manuscripts is encouraged, central to the philosophy of the new program is the integration of real manuscripts into the curriculum in courses where students can work closely with original material under the guidance of a professor.

The pilot program runs for three years, starting in January 2017. There are three loan periods annually. There is a nominal cost only to contribute towards the out-of-pocket expenses of the program. The fee covers:  insurance, shipping, exhibition materials (archival cradles), labels, study guides, and one-time participation of one of our specialists.

One of the international specialists of Les Enluminures (Drs. Christopher de Hamel, Sandra Hindman, Laura Light or Emily Runde) will visit the campus during the loan period to deliver either a public lecture or an in-depth seminar (or both) of the choosing of the institution. The original manuscripts are accompanied by study guides and full descriptions to be used at the discretion of the professor(s).

For further information, please contact Sandra Hindaman

Submissions for the new issue of MSS Studies

CALL FOR PAPERS: Submissions for the Fall 2017 issue of Manuscript Studies: A Journal of the Schoenberg Institute for Manuscript.

Manuscript Studies: A Journal of the Schoenberg Institute for Manuscript Studies aims to bring together scholarship from around the world and across disciplines related to the study of pre-modern manuscript books and documents. This peer-reviewed journal is open to contributions that rely on both traditional methodologies of manuscript study and those that explore the potential of new ones.

The periodical publishes articles that engage in a larger conversation on manuscript culture and its continued relevance in today’s world and highlight the value of manuscript evidence in understanding our shared cultural and intellectual heritage. Studies that incorporate digital methodologies to further understanding of the physical and conceptual structures of the manuscript book are encouraged. A separate section, entitled Annotations, features research in progress and digital project reports.

The editors are now accepting submissions for the Fall 2017 issue. To submit, please send a cover page with your name and contact info, the title of the submission and a short abstract along with your submission (here).

For more information

Venezia e il libro ebraico

CONFERENCE: Venezia e il libro ebraico, Libreria Sansoviniana, Biblioteca Nazionale Marciana, Piazzetta San Marco 13/a, Venezia, 28 luglio 2016 (15.00 alle 18.30). Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

In occasione delle manifestazioni legate al Cinquecentenario del Ghetto di Venezia, l’appuntamento intende proporre una riflessione sulle dinamiche che portarono l’industria tipografica della Serenissima ad affermarsi per oltre un secolo, fra il Cinquecento e il Seicento, come principale motore di produzione di libri ebraici e come luogo di incontro culturale da cui generarono le idee che andarono concretizzandosi nei testi a stampa.

Esperienze di fondamentale importanza, come la stampa della prima edizione completa del Talmud ad opera di Daniel Bomberg, si alternarono a episodi persecutori come il rogo dello stesso testo in Piazza San Marco. Alcuni fra i più noti studiosi di storia del libro provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti e da Israele si confronteranno sulle principali dinamiche culturali e sociali che hanno contribuito a realizzare un’esperienza di lungo periodo, che ha segnato profondamente sia la storia dell’ebraismo moderno, sia i percorsi di confronto fra mondo ebraico e mondo cristiano.

Il convegno internazionale, dedicato alla storia culturale e sociale della stampa del libro ebraico a Venezia, è organizzato dalla Biblioteca Nazionale Marciana in collaborazione con la National Library of Israel. La lingua ufficiale della conferenza è l’inglese.

Programma

* Dr Maurizio Messina (Director, Biblioteca Nazionale Marciana), Greetings
* Mr David Blumberg (Chairman of the Board, National Library of Israel), Greetings
* Professor Shaul Bassi (Ca’ Foscari University of Venice), Greetings.

Professor Gadi Luzzatto Voghera (Chair), Opening remarks.

Session 1
* Professor Emile Schrijver (University Amsterdam), Post medieval illuminated manuscripts in Venice
* Dr Yoel Finkelman (National Library of Israel), From Bomberg to the Beit Midrash: Venice Hebrew Printing and the Character of Rabbinic Learning.

Session 2
* Professor Gadi Luzzatto Voghera, New developments at the Renato Maestro Library
* Professor Katrina Kogman (Westfälische Wilhelms – Universität, Münster), Moses dal Castellazzo: A Jewish Printer in the Early Days of the Venice Ghetto
* Professor Howard Adelman (Queen’s University Kingston, Ontario), Leon Modena, Sarra Copia Sullam, and the Academies of Venice and Beyond.

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La riscoperta della miniatura in Francia nel ’700

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BOOK: Anna Dalle Foglie e Francesca Manzari, Riscoperta e riproduzione della miniatura in Francia nel Settecento. L’abbé Rive e l’Essai sur l’art de vérifier l’âge des miniatures des manuscrits, Roma 2016 (Cangemi Editore), pp. 240, € 25.00.

L’Essai sur l’art de vérifier l’âge des miniatures des manuscrits era un ambizioso progetto di una storia illustrata dei manoscritti miniati, ideato nella Parigi prerivoluzionaria da un bibliografo, le cui vicende si intrecciano con quelle della sua opera incompiuta.

L’autore, Jean-Joseph Rive (1730-1791), noto come abbé Rive, fu una figura singolare e controversa nel mondo dell’erudizione in Francia. La sua opera non fu mai pubblicata integralmente, ma doveva comprendere un Discours corredato da una serie di tavole, incise e acquarellate, copiate dai più preziosi manoscritti della biblioteca di Louis-César de La Baume Le Blanc, duca de La Vallière (1708-1780).

Il volume rende nota una ricerca che, con ampia ricognizione di fonti documentarie, ha portato alla luce materiali grafici inediti, come i disegni preparatori calcati sulle miniature originali, e ben tredici serie delle ventisei tavole. L’Essai viene cosí collocato nel contesto della riscoperta della miniatura e della sua riproduzione in facsimile tra Sette e Ottocento.

SOMMARIO

* Introduzione di Antonio Iacobini
* Préface di François Avril
* Premessa di Anna Delle Foglie e Francesca Manzari.

I. L’ABBÉ RIVE: BIOGRAFIA E STATO DEGLI STUDI
1. La vita di Jean-Joseph Rive (Apt 1730 – Marsiglia 1791)
2. La fortuna di Rive negli studi tra bibliografia, collezionismo e storia della miniatura.

II. IL PROGETTO DELL’ESSAI SUR L’ART DE VÉRIFIER L’ÂGE DES MINIATURES DES MANUSCRITS
1. Il Prospectus per la sottoscrizione dell’Essai: finalità e metodi dell’impresa
2. Il ritrovamento dei materiali preparatori per il progetto dell’Essai: i calchi e i modelli
3. Tempi e fasi: dall’ideazione alla vendita
1) L’avvio del progetto: ante 1776
2) La cronologia dell’impresa e il procedimento di lavoro: 1776-1778/79
3) Le serie delle tavole vendute in sottoscrizione: 1782-1785
4. La corrispondenza relativa ai sottoscrittori.

III.IL TESTO DELL’ESSAI: MAI SCRITTO O PERDUTO?
1. Le richieste di un commento alle ventisei tavole dell’Essai: 1787-1788
2. L’Explication del 1789 e la sua diffusione ottocentesca
3. Il Discours dell’Essai: tracce di un testo inedito
4. La sorte delle carte di Rive.

IV. IL CONTRIBUTO DI RIVE NEL CONTESTO DELL’EDITORIA ARTISTICA E LA FORTUNA DELLE PEINTURES ANTIQUES
1. Le strategie editoriali dell’abbé Rive
2. Il Recueil de Peintures antiques: 1783-1787
3. Rive e l’Italia.

V. I FACSIMILI DI RIVE E LA RIPRODUZIONE DELLA MINIATURA IN EUROPA TRA SETTE E OTTOCENTO
1. L’origine dell’idea di facsimile: i precedenti sei e settecenteschi
2. I rapporti tra Rive e Séroux: cronologia e specificità del progetto dell’abbé
3. L’abbé Rive: fonti d’ispirazione e aspetti innovativi
4. Gli esiti successivi alle tavole di Rive: le reazioni in Inghilterra
5. Il seguito più diretto dell’opera di Rive: il progetto di Bastard d’Estang
6. Riproduzioni integralmente industriali: la cromolitografia in Francia e Inghilterra.

* Catalogo dei materiali grafici
* Appendice: fonti documentarie relative all’abbé Rive
* Bibliografia
* Indice dei codici miniati
* Indice dei nomi.

Three-year Postdoctoral Fellowship (Princeton)

FELLOWSHIP: Fellowship in Humanistic Studies (HUM), Three-year Postdoctoral Fellowship (2017-2020), Society of Fellows in the Liberal Arts, Priceton University.

The Princeton Society of Fellows, an interdisciplinary group of scholars in the humanities, social sciences, and selected natural sciences, invites applications for the 2017-2020 Fellowship competition.

This fellowship is sponsored jointly by the Humanities Council and Society of Fellows, and is open to candidates in humanities disciplines represented in the Society of Fellows. The fellowship’s responsibilities include both teaching (one course each semester for two years, one course in the third year) and research.

In the fall semester of the first two years, the Fellow will join faculty from various fields in the humanities to teach “Interdisciplinary Approaches to Western Culture (Antiquity to the late Middle Ages)”. In the spring semester of the first year, the Fellow will offer a self-designed course in the host department or interdisciplinary Program.

In the spring semester of the second and third years, the Fellow will offer an interdisciplinary undergraduate course in Humanistic Studies. This course might take a more intensive look at materials from “Approaches to Western Culture,” or offer an interdisciplinary approach to the Fellow’s own area of humanities expertise.

The Fellow will be called upon to lead or contribute to occasional activities designed to build a sense of community among undergraduates in the Humanistic Studies Program—the Program offers local and international field trips, an undergraduate society, workshops and other opportunities.

The three-year Postdoctoral Fellowship will be awarded this year. The stipend will be approximately $84,500. In addition, fellows are provided with a shared office, a personal computer, a research account of $5,000 a year, access to university grants, benefits and other resources. Fellows are expected to reside in or near Princeton during the academic year in order to attend weekly seminars and participate fully in the intellectual life of the Society.

If you have already applied to the Princeton Society of Fellows, you may not apply a second time. All candidates will be informed of the status of their application by the end of January, 2017. Interviews will take place in early February. The Society will reimburse the cost of travel and lodging associated with the interview. Names of fellowship winners will be posted on the Society of Fellows’ website in July 2017.

Online Application Form Opens August 15, 2016. Application postmark deadline: 15 September 2016.

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A Medieval Medley

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EXHIBITION - A Medieval Medley: Celebrating 25 Years of Les Enluminures, 23 East 73rd Street (7th Floor, Penthouse), New York, 2 June – 10 September 2016.

Over the past 25 years, Les Enluminures has worked with some of the masterpieces of medieval and Renaissance art. The gallery’s collection spans over 500 years mostly from Western Europe and ranges from finely illuminated Books of Hours to dazzling rings and captivating miniatures. Highlights will include a manuscript by the Venetian illuminator Cristoforo Cortese, long separated from its other portion in the Houghton Library at Harvard University, and a colorful Spanish sculpture of St. Jerome perhaps modelled after a portrait of a Spanish ecclesiastic.

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Redécouverte de l’enluminure médiévale

CALL FOR PAPERS - Le XIXe siècle en lumière : redécouverte et revalorisation de l’enluminure médiévale en France au temps du livre industriel, Université Rennes 2 (France), 18 – 19 Mai 2017.

Moins connu que la réhabilitation de l’architecture gothique ou la redécouverte des tableaux des Primitifs, le regain d’intérêt pour l’enluminure médiévale fut pourtant l’une des manifestations majeures du vaste mouvement de « retour au Moyen Âge » qui gagna l’Europe presque toute entière au XIXe siècle. Mais si ce phénomène est aujourd’hui bien identifié pour l’Angleterre et la Belgique, les recherches spécifiques sur la France demeurent encore peu nombreuses malgré un patrimoine exceptionnel.

En lien avec l’exposition “Trésors enluminés de Normandie” qui se tiendra au Musée des Antiquités de Rouen du 5 décembre 2016 au 19 mars 2017, ce colloque a pour ambition d’établir une première synthèse d’envergure sur la connaissance et la compréhension que les Français avaient de cet art, des années 1800 jusqu’à la veille de la première guerre mondiale, en envisageant le problème sous tous ses aspects, depuis la bibliophilie jusqu’aux entreprises éditoriales, en passant par les travaux d’érudition ou encore la pratique artistique.

La réflexion s’articulera autour de cinq axes dont l’examen conjoint devrait aboutir à une approche globale du sujet :

Axe 1 : Les précurseurs
L’engouement de la France du XIXe siècle pour l’enluminure médiévale est le résultat d’un processus qui avait émergé bien avant, au XVIIe siècle, dans le milieu des antiquaires, autour de personnalités comme Fabri de Peiresc et surtout François-Roger de Gaignières. Une mise au point préliminaire sur l’intérêt et la compréhension de cet art au XVIIe et au XVIIIe siècles s’avère donc nécessaire pour mieux appréhender les enjeux du siècle suivant.

Axe 2 : Marché de l’art et collectionneurs
Il s’agira d’analyser ici la place du manuscrit à peintures dans les catalogues de ventes et dans les collections privées françaises du XIXe siècle. La valeur marchande acquise par l’enluminure médiévale entraîna l’apparition sur le marché de l’art de miniatures découpées. Le processus qui mena à ces démembrements, l’usage et la fonction de ces nouvelles pièces de collections seront à éclaircir. Autre conséquence de l’augmentation de la valeur marchande de l’enluminure médiévale à interroger : la fabrication de faux manuscrits et de fausses miniatures du Moyen Âge.

Axe 3 : Le regard des érudits
L’intérêt des historiens et des historiens de l’art pour ces œuvres fut divers. Certains, dans le prolongement de Bernard de Montfaucon, s’emparèrent de ces images à des fins prosopographiques dans le but d’étudier les mœurs de leur nation passée. D’autres, se mirent à s’intéresser au style et à l’iconographie de ces peintures. Il s’agira d’étudier ici les travaux de ces érudits dans leur ensemble, non seulement leurs textes, mais aussi la place qu’ils ont donnée à l’image dans la publication de leurs ouvrages.

Axe 4 : Fac-similés et copies
Signes de l’engouement du public pour cet art : le nombre de fac-similés édités et de miniatures reproduites dans les publications. On pourra s’interroger sur la fonction de ces copies, leur fidélité à leur modèle ainsi que le rôle des nouvelles techniques, en particulier la chromolithographie et la phototypie, dans la perception et la diffusion de ces images.

Axe 5 : Les artistes et l’enluminure médiévale
L’enjeu de ce dernier axe de réflexion est d’analyser comment les artistes français du XIXe siècle se sont réappropriés ces œuvres et comment ils ont réadapté ces sources pour leurs propres créations.

Comité scientifique : Bruno Boerner (Université Rennes 2), Marie Jacob (Université Rennes 2), Nathalie Pineau-Farge (Institut Catholique de Paris), Patricia Plaud-Dilhuit (Université Rennes 2), Isabelle Saint-Martin (Ecole Pratique des Hautes Etudes, Paris) et Dominique Vanwijnsberghe (Institut Royal du Patrimoine Artistique, Bruxelles).

Les propositions de communication sont à envoyer sous la forme d’un résumé (3000 signes maximum, espaces compris), en français ou en anglais, avec un C.V. court (1 page), aux deux adresses suivantes : Marie Jacob (Université Rennes 2) et Nathalie Pineau-Farge (Institut catholique de Paris). Les propositions devront mentionner clairement l’axe dans lequel elles s’inscrivent.

Les actes du colloque feront l’objet d’une publication.

Deadline: 5 octobre 2016.

Source: H-ArtHist

De l’enluminure à la sculpture monumentale

ARTICLE: Cristina Dagalita, De l’enluminure à la sculpture monumentale: le fou parmi les Vierges folles à la cathédrale de Strasbourg, in “Revue de l’art”, n. 192/2016-2, pp. 23-30.

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Più splendon le Carte

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EXHIBITION: «Più splendon le Carte». Manoscritti, libri, documenti, biblioteche: Dante “dal tempo all’etterno”, Biblioteca Reale di Torino, Piazza Castello, 17 giugno – 31 luglio 2016.

La Biblioteca Reale di Torino e la cattedra di Filologia e Critica dantesca dell’Università degli Studi di Torino (Dipartimento di Studi umanistici), con la collaborazione della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e dell’Associazione Culturale MetaMorfosi, organizzano una mostra di codici, libri e documenti danteschi.

L’esposizione si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse in Italia e nel Mondo per ricordare Dante Alighieri e rientra nel programma dei Centenari Danteschi (1265-2015 ~ 1321-2021), aperti solennemente il 4 maggio 2015 nell’aula del Senato della Repubblica Italiana alla presenza del Presidente della Repubblica.

La mostra, articolata in sezioni, intende offrire al visitatore la possibilità di vedere dal vivo alcuni tesori librari che in sette secoli di storia hanno contribuito alla fortuna di Dante e di capire il ruolo delle biblioteche per la tutela di questo straordinario patrimonio librario. Perse tutte le sue carte (di Dante infatti non è rimasto alcun manoscritto autografo), la fortuna del poeta è legata a quanti nel tempo hanno ammirato e amato le sue opere, copiandole, stampandole, studiandole.

Il visitatore avrà inizialmente la possibilità di entrare idealmente in uno scriptorium trecentesco, ammirando attraverso pregevoli codici le modalità di trascrivere, illustrare e commentare la Divina Commedia nel secolo XIV.

Le sezioni successive guideranno il visitatore alla scoperta di quei libri a stampa, dagli incunaboli alle moderne edizioni, che hanno segnato la fortuna non solo della Divina Commedia, ma anche di altre opere dantesche, e alla scoperta di alcuni insigni studiosi del passato che hanno letto e commentato Dante: in questa sezione verranno in particolare esposti documenti di archivio dell’Università di Torino relativi a ricerche e lezioni universitarie del primo Novecento.

L’ultima sezione intende illustrare la fortuna planetaria del poeta, attraverso l’esposizione di alcune edizioni della Divina Commedia in altre lingue.

Catalogo a cura di Giovanni Saccani, pubblicato da Hapax Editore.

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Breve storia dell’editoria dantesca

LECTURE: Attilio Cicchella (Università del Piemonte orientale), «Legato con amore in un volume»: breve storia dell’editoria dantesca, Auditorium della Biblioteca Nazionale di Torino, 21 luglio 2016, ore 17.00.

La conferenza dantesca è stata organizzata in coincidenza della mostra «Più splendon le Carte». Manoscritti, libri, documenti, biblioteche: Dante “dal tempo all’etterno”, organizzata preso la Biblioteca Reale di Torino, Piazza Castello, dal 17 giugno al 31 luglio 2016.

Le precedenti conferenze sono state le seguenti:

23 giugno 2016
* Sabrina Stroppa, Università degli Studi di Torino
Dio, nemico, desiderio, «accidente in sustanzia»: Amore nella lirica italiana antica.

30 giugno 2016
* Giuseppe Noto, Università degli Studi di Torino
«Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse». Francesca e Paolo e il triangolo erotico nelle letterature romanze medievali.

7 luglio 2016
* Massimo Manca, Università degli Studi di Torino
Cerbero, la gola e il numero tre: leggere il sesto canto dell’«Inferno».

14 luglio 2016
* Donato Pirovano, Università degli Studi di Torino
«Vita nuova»: un libro nuovo.

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Le origini della stampa tipografica

COURSE: Le origini della stampa tipografica: mito, tecnica e storia, Scuola estiva, Torrita di Siena, Agriturismo Valcelle, 5 – 8 settembre 2016.

Sono trascorsi 550 anni dagli inizi della stampa a Subiaco, uno snodo essenziale della storia culturale italiana. L’occasione è opportuna per ripensare alle origini europee dell’arte tipografica, tentando di distinguere ciò che è certo e ciò che, invece, resta ancora materia di discussione.

L’immersione in un eccezionale contesto naturalistico e artistico come il borgo di Torrita di Siena, in Val di Chiana (a pochi chilometri dall’autostrada, ma raggiungibile anche in treno, non lontano da Pienza, Montepulciano e Cortona) e la formula residenziale vorrebbero favorire l’instaurarsi di un clima fecondo di lavoro, ma conviviale nelle modalità di svolgimento. Lo sforzo di contenimento dei costi, cui si affiancano soluzioni alberghiere di alta qualità, consente di offrire ai partecipanti un’occasione unica di formazione e conoscenza.

Il corso si rivolge a studenti universitari, neolaureati e dottorandi di ricerca nelle discipline del libro, bibliografia e storia del libro e dell’editoria, ma anche a tutti coloro, bibliotecari, collezionisti, amatori e bibliofili, che hanno interesse per il libro antico a stampa. Il numero minimo di partecipanti è di 12.

Docenti del corso: Edoardo Barbieri (Università Cattolica di Milano), Mario De Gregorio (Società Bibliografica Toscana), Luca Rivali (Università Cattolica di Milano) e Piero Scapecchi (già Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze). Con la collaborazione di Marco Cicolini (Presidente dell’Associazione Librai Antiquari Italiani) e Paolo Tiezzi (Società Bibliografica Toscana).

Programma

Lunedì 5 settembre
* Saluti di Giacomo Grazi (Sindaco di Torrita di Siena), Simona Giovagnola (Presidente della Fondazione Torrita Cultura) e Marco Cicolini (Presidente dell’Associazione Librai Antiquari Italiani)
* Mario De Gregorio, Introduzione ai lavori
* Edoardo Barbieri, Le favolose origini dell’ars impressoria
* Luca Rivali, La storiografia sulla stampa quattrocentesca: da Panzer ad Hain a Bradshaw.

Martedì 6 settembre
* Edoardo Barbieri, Gutenberg fra Strasburgo e Magonza: cosa accadde esattamente?
* Luca Rivali, La scuola inglese del British Museum: da Proctor a Pollard, da Scholderer a Rhodes e Hellinga
* Edoardo Barbieri, Problemi di tecnica e capitali
* Luca Rivali, I metodi di Konrad Haebler e l’impresa del GW.

Visita guidata alla cittadina di Torrita di Siena.

Mercoledì 7 settembre
* Edoardo Barbieri, L’arrivo della stampa in Italia: alcune certezze e alcune domande
* Luca Rivali, Tra Francia e Belgio: Marie Pellechet, Marie-Louis Polain e la guerra dei libri.

Visita alla Biblioteca dell’Accademia Etrusca di Cortona con Edoardo Barbieri, Esame autoptico di alcuni incunaboli.

Incontro pubblico – Presentazione del catalogo degli incunaboli dell’Accademia Etrusca di Cortona, con Piero Scapecchi.

Giovedì 8 settembre
* Luca Rivali, Il presente di una tradizione bibliografica: i repertori per le edizioni del XV secolo
* Piero Scapecchi, I segreti della Passio Christi e la protostampa italiana
* Edoardo Barbieri, Conclusioni.

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Prorogata la mostra su Aldo Manuzio a Venezia

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EXHIBITION: Aldo Manuzio. Il Rinascimento di Venezia, Gallerie dell’Accademia, 19 marzo - 19 giugno 2016. A cura di Guido Beltramini, Davide Gasparotto e Giulio Manieri Elia. La mostra è stata prorogata fino al 31 luglio 2016.

Le mostra presenta la storia dell’uomo che ha inventato il libro moderno e il concetto stesso di editoria – facendo di Venezia la capitale internazionale della stampa – attraverso capolavori assoluti di Giorgione, Carpaccio, Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Tiziano, Lorenzo Lotto, Pietro Lombardo, raccontando come il progetto di Aldo e i suoi preziosi libri si intrecciarono a Venezia con un’arte nuova, nutrita dalla pubblicazione dei classici greci e latini.

L’esposizione ripercorre una stagione unica e irripetibile nella storia della cultura europea e occidentale, durante la quale il libro si rivelò capace di trasformare il mondo dando vita al rinascimento di Venezia, città effervescente – con oltre 150mila abitanti nel XVI secolo è una tra le più ricche e popolose città del continente – dove ogni tipo di linguaggio artistico riesce, nello spazio di pochi decenni, a trovare la sua più efficace espressione.

È nel Cinquecento che Venezia conquista e afferma definitivamente il ruolo di cerniera tra l’Oriente e l’Occidente, passando da essere semplice piattaforma per scambi di natura commerciale a luogo dove si mescolano culture, tradizioni, saperi. Proprio grazie a Manuzio e alla sua collaborazione con Pietro Bembo, il volgare si affermava, accanto al latino, come la lingua della contemporaneità in tutta Europa, confermandosi tale secondo il canone che elesse Dante, Petrarca e Boccaccio come modelli.

Sfruttando l’imponente rete logistica della quale solo una città mercantile come Venezia poteva disporre, Manuzio riuscì a immaginare e realizzare il suo straordinario programma che per la prima volta prevedeva di rendere disponibili al pubblico degli studiosi e di letterati del suo tempo i grandi classici della cultura greca, da Omero ad Aristotele, da Sofocle a Euripide a Tucidide, per poi raccogliere i testi latini da Virgilio a Cicerone, da Orazio a Ovidio, a Catullo, a Properzio, Lucrezio, Giovenale, Marziale, e ancora ebraici e italiani della nuova letteratura in volgare.

La circolazione di questo patrimonio di testi e di idee non solo contribuì a creare una cultura comune europea, capace di integrare l’ambito classico greco-romano al mondo moderno e contemporaneo, ma favorì l’emergere di temi e motivi assolutamente nuovi anche nel campo delle arti figurative; maestri quali Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Jacopo de’ Barbari trassero decisa ispirazione dai testi della classicità greca e latina, ora finalmente fruibili con facilità anche da un pubblico laico.

A seguito della riscoperta della poesia greca e latina, la pittura rivolge ora un nuovo sguardo anche sulla natura: abbandonate le suggestioni medievali che dipingevano una natura ostile, dura, popolata da fiere feroci, l’arte si apre a una rappresentazione del paesaggio inteso come culla della civiltà, come paradiso terrestre nel quale l’uomo è destinato a vivere.

Un’importante sezione del percorso espositivo è dedicata all’intenso rapporto che legò Aldo alla cultura del nord d’Europa e a Erasmo da Rotterdam. Il filosofo olandese – che per pubblicare la nuova e definitiva edizione dei suoi Adagia visse a Venezia, ospite della famiglia di Manuzio per quasi un anno – oltre ad apprezzare la cura delle edizioni aldine, riteneva che fosse di importanza fondamentale, per la circolazione trasmissione del suo pensiero in tutta Europa, che i suoi lavori fossero stampati proprio da Manuzio.

Tra le opere esposte, la Hypnerotomachia Poliphili, il libro illustrato più celebre e raffinato di Aldo Manuzio con fantasiose xilografie forse approntate su disegno del miniatore Benedetto Bordon.

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